Ovviamente la notizia non verrà gonfiata politicamente perché lei non è la piccola Giulia e l’assassino non è italiano.
Di triste, come scrivono i giornali, c’è una che la dà all’immigrato di turno mentre ha a casa un bambino e poi viene uccisa. L’assassino è lui, ma se non l’avesse frequentato sarebbe ancora viva. Si è anche vittime delle proprie scelte sbagliate. Che non sminuiscono la colpa di una bestia assassina, ovviamente.
Ci fosse stato il patriarcato, Vanessa sarebbe ancora viva. Alla fine, come si vede, ad uccidere non è il patriarcato, ma la liberazione sessuale di alcune donne.

Era una storia triste e complessa quella che Vanessa Ballan, la 26enne uccisa a coltellate martedì fuori casa sua, nascondeva ai familiari e al compagno. Il suo presunto assassino lo conosceva bene, perché per un breve periodo aveva intrattenuto una relazione sentimentale clandestina con lui. La ragazza era innamorata del marito, il 28enne Nicola Scapiniello, con cui si era fidanzata giovanissima, a 15 anni, e quella storia, durata pochissimo, voleva mettersela alle spalle. Non aveva intenzione di rovinare un matrimonio per un colpo di testa e aveva detto all’uomo che continuava a cercarla con insistenza di non infastidirla più. A quanto pare, proprio quello stalker, denunciato ai carabinieri dalla donna negli ultimi tempi, l’avrebbe ammazzata. Si tratta di Bujar Fandaj, 41 anni, ora fermato con l’accusa di omicidio aggravato e trasferito in carcere in attesa della decisione dei giudici.
Non ho ancora letto “Siamo tutti colpevoli”, “Mi vergogno di essere uomo”, “Ti chiedo scusa”, “Figlio sano del #patriarcato” in merito al #femminicidio di Vanessa Ballan.
Vabbè, attendiamo l’invito a #chetempochefa del marito di Vanessa.
Vero @fabfazio? pic.twitter.com/1EyNzQP3kx— Francesca Totolo (@fratotolo2) December 20, 2023
L’immigrato era stato denunciato per stalking dalla 26enne, che era incinta del secondo figlio: “Prima è stata anche picchiata, trovati un martello e un coltello”
“Non solo è stata accoltellata ben 7 volte in parti vitali” ma Vanessa Ballan “prima è stata anche picchiata perché sul volto c’erano segni di percosse violente”. Così il procuratore capo di Treviso Repubblica Marco Martani sull’omicidio della 26enne uccisa ieri a Riese Pio X in provincia di Treviso, parlando di una “particolare ferocia”.
Quando il presunto assassino è uno straniero, la “vittimizzazione secondaria” (colpevolizzazione della vittima) è lecita?
Attendiamo l’indignazione delle femministe.#VanessaBallan #femminicidio pic.twitter.com/L0N6tZtJmV
— Francesca Totolo (@fratotolo2) December 20, 2023
La vittima “ha cercato di parare i colpi perché aveva ferite alle mani, ha cercato di ripararsi”, ha detto ancora Martani. Riguardo alle “sette coltellate”, ha continuato, “più di una era mortale”.
Per l’omicidio è stato arrestato il 41enne di origini kosovare, Fandaj Bujar. Poco più di un mese fa l’uomo era stato denunciato per stalking dalla vittima. Bujar, fermato poco distante dalla sua abitazione, è stato condotto in carcere a Treviso: non ha reso dichiarazioni. L’accusa per lui è di omicidio aggravato.
Su Fandaj Bujar “ci sono indizi gravi”, ha fatto sapere ancora il procuratore capo: oltre al “movente” ha ricordato il comportamento dell’uomo che dopo il delitto “si è reso irreperibile”. Per il procuratore ci sono anche “indubbi profili di pericolosità sociale anche per la particolare ferocia” dell’omicidio, ha continuato.
Dopo la querela presentata dalla vittima, “non c’erano più stati episodi di molestie o di avvicinamenti indesiderati da parte di Bujar (il fermato ndr) nei confronti di Vanessa”, ha detto Martani spiegando. “Le denunce di codice rosso vengono trattate dal magistrato di turno esterno, nell’ipotesi in cui il magistrato di turno esterno non sia anche un magistrato del gruppo fasce deboli e violenza di genere, dopo che il magistrato di turno esterno ha preso provvedimenti di immediata urgenza, passa il fascicolo al magistrato del gruppo specializzato”.
“Nel caso specifico il magistrato di turno esterno, che non fa parte del gruppo magistrati specializzati, nel giro di un giorno ha disposto la perquisizione e ha disposto che il fascicolo passasse al magistrato di turno fasce deboli. Quest’ultimo non ha ritenuto che ci fosse una situazione che imponesse una immediata richiesta di misura cautelare ma ha ritenuto di approfondire gli atti di indagine chiedendo i tabulati del telefono di Bujar perché i messaggi erano stati cancellati da Vanessa”, ha sottolineato.
“L’esito dei tabulati non era ancora arrivato – ha concluso il procuratore – Peraltro in questi quasi due mesi, dalla perquisizione a ieri mattina, non c’erano stati altri episodi allarmanti, quindi la valutazione fatta dal magistrato fasce deboli era una non urgenza sulla richiesta di misura cautelare. Alla luce di ciò che è successo la valutazione si è rivelata infondata”.
Nel frattempo è stato trovato “il martello con cui è stata sfondata la porta a vetri laterale della villetta”, ha affermato Martani aggiungendo che è stato trovato anche “un coltello, rinvenuto nel lavandino dell’abitazione, ancora con tracce ematiche” ed “è sicuramente quello utilizzato per compiere il delitto”. Si tratta di un “coltello simile a quelli nell’abitazione di Bujar e che non faceva parte delle posate usate dalla famiglia di Vanessa”, ha sottolineato il procuratore capo.

funerali di Stato, no… ??? Niente Mattarella ??