Immigrazione ha distrutto l’Italia: guardate questo VIDEO

Vox
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ERAVAMO FELICI E NON LO SAPEVAMO. Chi ha meno di trent’anni neanche sa cos’era l’Italia prima della grande invasione. Quando non c’erano che rari africani in strada.

L’immigrazione ha distrutto l’Italia. Non serve andare troppo lontano nel tempo, basta arrivare ai primi anni novanta.

La presenza degli immigrati ha rovinato l’economia, il paesaggio urbano e, soprattutto, quello che non puoi recuperare se non attraverso reazioni drastiche: la nostra identità.

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Meloni, non solo fa nulla per invertire la tendenza, la sta esacerbando. Tutto questo è intollerabile. La via politica è sempre più stretta.




14 pensieri su “Immigrazione ha distrutto l’Italia: guardate questo VIDEO”

  1. ”Extracomunitari via dai vicoli
    destinazione periferie e hinterland
    La sanatoria rivela che nel centro storico gli immigrati si sono più che dimezzati rispetto a quelli della provincia

    Anche dietro una percentuale si può nascondere un cambiamento epocale. Nelle ultime settimane il numero di extracomunitari che vivono nel centro storico di Genova è calato di oltre la metà rispetto a quelli che abitano in tutta la provincia. E’ la prima volta che accade da quando l’immigrazione, regolare e clandestina, è divenuta un fenomeno massiccio e imponente.
    Non c’è più solo la città vecchia a dare ospitalità, spesso precaria e talvolta criminale, a chi arriva inseguendo il sogno di una vita migliore. Molti stranieri sono riusciti a migliorare le loro condizioni di vita: fuggono così dalle loro abitazioni di fortuna per sparpagliarsi nella città e nell’hinterland.
    Dove? I maghrebini nel ponente, arroccati in particolare intorno a Sestri, e in Valbisagno. Rumeni e albanesi in Valpolcevera e in Valle Scrivia. Ecuadoregni, cingalesi, filippini (una presenza quasi esclusivamente femminile) spesso a levante: gravitano intorno alle famiglie dove lavorano come colf.
    Una città più cosmopolita, dove emergono i primi segnali di una migliore integrazione tra genovesi e stranieri. Quindicimila sono regolari: di questi, 13.500 arrivano da fuori dell’Unione europea. Poi ci sono i quasi 4.500 che hanno partecipato all’ultima sanatoria. Una maratona di quaranta giorni per l’ufficio stranieri della questura. Senza le code umilianti viste in molte altre città italiane, senza baruffe, senza tensioni.
    «Massima è stata la lealtà delle comunità straniere di Genova e dei loro rappresentanti», spiega alla conclusione della fatica il dirigente Angelo Sanna, aiutato nella gestione di questo difficile passaggio dal commissario Bruno Di Rienzo e da tutti gli ispettori dell’ufficio. I casi di chi ha tentano raggiri e furbizie sono rimasti entro un ambito fisiologico: solo venticinque le denunce per tentate alterazioni o falsificazioni di documentazione.
    Insomma, un bilancio positivo secondo la questura. Confermato dallo spumante (aranciata per i musulmani) versato martedì a mezzanotte negli uffici di via Diaz. Il questore Francesco Colucci ha ringraziato tutti: i suoi collaboratori, gli uomini del volontariato, i sindacati, i rappresentanti delle comunità straniere a Genova che hanno svolto il compito di ”mediatori culturali” aiutando e assistendo i concittadini in difficoltà.
    Pochi minuti prima si era presentato agli sportelli Yassine, marocchino diciasettenne: l’ultimo a consegnare i documenti per la sanatoria. Ultimo di una famiglia di quattro fratelli rimasta in patria, primo a tentar fortuna. Com’è arrivato a Genova? «Arrivato? Io arrivato, sì», risponde in un italiano stentato che nasconde il dramma di tanti viaggi clandestini. Cosa vuol fare in Italia? «Trovare un lavoro o una scuola». Ha nostalgia del suo paese? «Sì, ci penso. Ma ora è importante restare qui».
    Qui, in Italia, a qualunque costo. Anche inventandosi letteralmente un lavoro. Sono state molte, per esempio, le domande come giardiniere. Molte le giovani nigeriane, conosciute per la frequentazione dei vialoni della prostituzione, hanno indossato golfini e scarpe basse presentandosi come sarte. «Avevano gli occhi bassi – racconta un ispettore – sapevano che non ci avremmo mai creduto». E poi ancora tante colf (ecuadoregne, rumene, peruviane, cingalesi, filippine), muratori (albanesi, rumeni, i pochissimi uomini nigeriani), ambulanti e commercianti (senegalesi, marocchini, tunisini).
    Nei loro occhi il brillìo di chi sogna con determinazione un futuro migliore. La sanatoria non garantisce un posto al sole per tutti, anzi. Il giovanissimo Yassine lo sa, ma non dispera: «Non ci manderanno via. Siamo qui per lavorare, senza dar fastidio».
    Marco Menduni, Il Secolo XIX, 17 dicembre 1998, Giovedì, pagina 16.

    Siamo qui per lavorare, senza dar fastidio.
    Cari posteri, le ultime parole famigerate?

    Simbolica la foto: nel brindisi tra il questore e i negri, un negronaccio guarda sorridendo un’italiana (?), tutti allegri a far cincin!

    All’epoca alla nazionalità non si premetteva le demenziali ”di origine” o ”cittadino”.

    chi arriva inseguendo il sogno di una vita migliore. Molti stranieri sono riusciti a migliorare le loro condizioni di vita: fuggono così dalle loro abitazioni di fortuna per sparpagliarsi nella città e nell’hinterland.”

    È sacrosanto che gl’italicidi orchi invasori stiano emarginati, stiano nei ghetti!
    Sono sacrosanti i ghetti!
    È sacrosanta la separazione razziale!
    È sacrosanta l’apartheid!
    L’uscita dalle periferie e il seguente sparpagliamento è devastante! è micidiale! è italicida! perché così ci mescoliamo molto di più! ci meticciamo perfino di più!!

    Gl’italicidi orchi invasori fuggono dai loro doveri nella loro patria, quindi sono orribili mostri di edonismo! di pigrizia! d’irresponsabilità! d’infantilità! sono dei disertori!
    Vigliacchi traditori! Codardi disertori!
    Che vomitevoli mostri di vigliaccheria!!
    Che nauseanti mostri di codardia!!
    Sono sanguinarie e solitarie bestiacce apolidi!
    Ferocissimi e gaudenti! libidinosissimi e conquistatori!
    Sbarcano per bagordare e stuprare! per gozzovigliare e trucidare! per conquistarci! per schiavizzarci!
    Ci strazieranno! Ci squarteranno! C’incateneranno!
    La schiavitù! soffriremo la schiavitù se non pugnamo con fanatica pertinacia per la Patria! per la sacrosantissima Madrepatria!

    Sono tutti, tutti! giovani uomini afroislamici in età militare.
    Poniamo fosse vera l’orribile puttanata che fuggono dalla guerra: questa è un’atroce aggravante! sono vigliacchi disertori! la loro vergognosissima vigliaccheria è molto più orrenda! perché abbandonano le loro famiglie, i loro padri, le loro madri, fratelli, sorelle, spose, fanciulli!!

    1. È sacrosanto che gl’italicidi orchi invasori stiano emarginati, stiano nei ghetti!
      Sono sacrosanti i ghetti!
      È sacrosanta la separazione razziale!
      È sacrosanta l’apartheid!
      L’uscita dalle periferie e il seguente sparpagliamento è devastante! è micidiale! è italicida! perché così ci mescoliamo molto di più! ci meticciamo perfino di più!!

      Gl’italicidi orchi invasori fuggono dai loro doveri nella loro patria, quindi sono orribili mostri di edonismo! di pigrizia! d’irresponsabilità! d’infantilità! sono dei disertori!
      Vigliacchi traditori! Codardi disertori!
      Che vomitevoli mostri di vigliaccheria!!
      Che nauseanti mostri di codardia!!
      Sono sanguinarie e solitarie bestiacce apolidi!
      Ferocissimi e gaudenti! libidinosissimi e conquistatori!
      Sbarcano per bagordare e stuprare! per gozzovigliare e trucidare! per conquistarci! per schiavizzarci!
      Ci strazieranno! Ci squarteranno! C’incateneranno!
      La schiavitù! soffriremo la schiavitù se non pugnamo con fanatica pertinacia per la Patria! per la sacrosantissima Madrepatria!

      Sono tutti, tutti! giovani uomini afroislamici in età militare.
      Poniamo fosse vera l’orribile puttanata che fuggono dalla guerra: questa è un’atroce aggravante! sono vigliacchi disertori! la loro vergognosissima vigliaccheria è molto più orrenda! perché abbandonano le loro famiglie, i loro padri, le loro madri, fratelli, sorelle, spose, fanciulli!!

    2. Nel 1998 ancora non esisteva il demenziale ”migranti”.
      Descrizione della foto: ”Il questore Colucci brinda con un gruppo di extracomunitari dopo il tour de force della sanatoria”
      Questori solertissimi nel ”sanarli”.
      Magari impiegassero questa solerzia nell’espellerli!

    3. ”I nostri re, i nostri capi, i nostri sacerdoti, i nostri padri NON osservarono la Tua Legge, e non hanno ubbidito né agli ordini né agli ammonimenti
      con cui Tu li ammonivi. […] E oggi eccoci schiavi! Eccoci schiavi in quella terra che Tu avevi dato ai nostri padri, perché ne mangiassero i frutti e ne godessero i beni.
      Libro di Neemia, 9:34-6.

      ://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/Ne/9/

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