”“La popolazione a sud del Sahara passerà da 1,1 miliardi a 2,2 miliardi nel 2050. Ciò significa che il Nord Africa, come l’Europa, ha visto finora solo l’inizio della migrazione”.
Stephen Smith, esperto francese di Africa, citato da Macron, autore di “Fuga in Europa” (Einaudi). Dice che ci sono solo tre alternative: “Eurafrica” (sostituzione etnica religiosa), “fortezza Europa” (ripristino dei confini) o “ritorno al protettorato” (rifarsi carico dell’Africa). “Se gli africani seguissero l’esempio dei messicani in USA la popolazione europea comprenderà un giorno dai 150 ai 200 milioni di afro-europei – contando gli immigrati e i loro figli”. Quindi circa 20 milioni di africani in Italia.
L’arcivescovo di Strasburgo Luc Ravel elevato da Papa Francesco: “I musulmani sono ben consapevoli del fatto che la loro fertilità è tale che oggi lo chiamano… Grande Sostituzione, lo dicono in maniera pacata che ‘un giorno tutto questo sarà nostro’”.
Giulio Meotti: ”Suicidio demografico e immigrazione di massa. Chi abiterà l’Italia dopo gli italiani? Due fronti della stessa battaglia che possiamo vincere o scegliere di perdere (e stiamo perdendo). Il governo Meloni è stato eletto per dare risposte a una sola domanda: che Italia sarà quella dei nostri figli e nipoti? In questi giorni sono a Parigi, dove la risposta si può vedere a occhio nudo riflessa in una società che è stata con gli anni travolta da un cambiamento demografico-religioso senza precedenti nella storia d’Europa. Basta prendere la Ratp per Créteil. Sono soltanto venti minuti di treno dal centro di Parigi, ma è tutto un altro mondo: nordafricani, pakistani, tamil, siriani. E ti domandi: “Qual è il mio posto in questo ex paese di cultura cristiana?”. Tra un secolo, coloro che scriveranno la storia della transizione demografica europea e italiana rimarranno sbalorditi dagli sforzi intellettuali investiti da coloro che l’hanno vissuta o giustificata per spiegare che non è mai avvenuta o accusare di “fascismo” chi dice cosa sta avvenendo. L’operazione logica è inarrestabile, persino geniale: se non esisti, e ancor di più se non sei mai esistito, non rischi di scomparire”

Lo ripeto anche qui, essendo un concetto inespresso, o malespresso, a volte.
Se ‘siamo tutti uguali’, che è il dogma indiscusso ed indiscutibile dalla fine della seconda guerra mondiale, e non tutti uguali i cittadini di stirpe della stessa nazione, come si intendeva durante la rivoluzione francese, principio poi degenerato in quello attuale, allora, mi dite che differenza volete che faccia se tra 50 anni o 100 che siano, le strade di un europa disastrata saranno popolate da meticci, neri, bangla, arabi vari?
Assolutamente nessuna.
Per chi pensa in questo ordine di idee, non cambierà assolutamente niente, anzi, forse, probabilmente, le cose sarebbero migliori senza i bianchi a fare gruppo.
Se avete capito questo, se avete capito con che razza di pervertiti criminali abbiamo a che fare, allora avrete un’idea più chiara del ‘perché’ ragionano in un certo modo. Nulla è mai del tutto gratuito, c’è sempre una motivazione dietro, per quanto delirante, per quanto ingiusta, nella mente di chi la compie, essa sarà giusta, e forse pure meritoria e necessaria.
Alla cine il tempo ci dirà.
Magari tale situazione andrà bene per la maggioranza degli autoctoni.
Contenti loro! 👋🏻