I ricongiungimenti familiari sono una piaga sociale. Perché importare questa massa di rissosi nullafacenti futuri delinquenti che rubano risorse e sussidi? Serve un lavoratore? Sta in Italia cinque anni e poi viene sostituito a rotazione. Questa è, invece, immigrazione di ripopolamento. E de ve essere fermate. A costo di andare oltre la politica. E’ in gioco il nostro futuro.
L’emergenza è chiara: i figli degli immigrati che arrivano coi barconi o coi famigerati ricongiungimenti familiari. Quindi è facile risolverla: abrogare i ricongiungimenti familiari (200mila piccoli invasori l’anno) e chiudere i porti.
Per quelli che sono già qui e delinquono: espulsione immediata, altro che ‘comunità’, ‘educatori’ e cazzate varie progressistoidi. Fuori dai coglioni.

Bergamo.
Si avvicina l’ora dell’addio per gli 83 ucraini dai 7 ai 18 anni, tutti provenienti da un orfanotrofio ucraino di Berdjans’k, nel distretto di Zaporizzja, che da 16 mesi sono ospiti a scrocco del comune di Rota d’Imagna nella casa di vacanze “Rosa Mattutina”, struttura di proprietà della Diocesi di Bergamo.
Lungo l’elenco dei comportamenti tenuti dai giovani che hanno spinto i residenti ad avviare una raccolta di firme per chiedere che venga fatta chiarezza su una situazione che non esitano a definire “fuori controllo”: i vigili del fuoco sono intervenuti, almeno due volte, dopo che il sottotetto della struttura che ospita i profughi ha preso fuoco bruciato da loro stessi; offese agli anziani del paese quando questi si sono rifiutati di dar loro quello che chiedevano; da qualche mese, inoltre, le famiglie con i loro figli evitano di frequentare il parco comunale, dove i ragazzi ucraini si fermano fino alle quattro, cinque della mattina disturbando con schiamazzi; e infine diversi furti segnalati alle forze dell’ordine.
Sicuro è il decreto di rimpatrio emesso dal Tribunale dei minori di Brescia per circa una quarantina di giovani, i più turbolenti. Spiega il sindaco di Rota Imagna Giovanni Paolo Locatelli: “Sono successi episodi più o meno gravi, che si possono gestire fino a un certo punto. Quindi ho sollecitato un cambio di marcia, una soluzione che è quella del rimpatrio.
Mandateli dai miei amici russi, che ci pensano loro a quei bastardi.
Ucraini di merda.
Dai zio, sgangia il bossolo, quello pesante, che è ora di levare dal cazzo quel cesso di paese buono solo a sfornare puttane, parassiti, scrocconi, ubriaconi e delinquenti.
Ci sarebbe da polverizzare e rendere radioattiva per i prossimi 300 anni tutto il nord africa.
Poi vediamo se agli sgorbi delle sabbie magrebini e le fetenti scimmie negre gli passa la voglia di venire in italia a fare la bella vita.