Non solo lo Stato riempie città e scuole di questi criminali, ma se ti difendi e difendi i tuoi figli ti persegue. Stato di Merda.
Per aiutare il figlio vittima di bullismo da parte di un branco di coetanei marocchini, lo avrebbe aiutato a difendersi dai suoi persecutori per poi, una volta rintracciati, “apostrofarli con un paio di frasi dal tenore razzista”. E’ vietato difendersi dagli invasori e definirli per quello che sono. Stato di merda.

Conselice, la vicenda risale al settembre 2021 e sono aperti due procedimenti. Il primo, davanti al tribunale dei minorenni, vede un paio di marocchini rinviati a giudizio per gli episodi di bullismo. Il secondo si celebra a Ravenna e vede imputato il genitore, un 43enne originario di Caserta e difeso dall’avvocato Raffaella Salsano, con le accuse di “minacce, nonché di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale ed etnica”. Ripetiamo: Stato di merda.
Tre marocchini, tra cui due minorenni, lo avevano denunciato alla polizia e ora sono parte civile con la tutela dell’avvocato, tal Matteo Paruscio.
L’uomo li aveva avvicinati a bordo di un furgone nei pressi del cimitero di Conselice. Qui, secondo l’accusa, avrebbe istigato il figlio, pure minorenne, con frasi del tipo “tu esci con questi qua che devono tornare al loro paese e il loro Marocco non è qua”, “picchia i marocchini, noi siamo napoletani”.
A un certo punto, rivolgendosi a loro, li avrebbe minacciati dicendo “vi taglio la gola, vi squarto, se fossi stato al posto di mio figlio vi avrei già tagliato la gola”.
Purtroppo i giovani italiani stanno perdendo quel savoir faire dei genitori.
Uno dei giovani marocchini, ieri mattina davanti al giudice onorario Tommaso Paone, ha ricordato quanto accaduto il 14 settembre di due anni fa, precisando che il padre, “dopo avere fatto tre giri di rotonda”, avrebbe invitato il figlio a prendere un martello, per poi in realtà vedersi inseguiti e colpiti col manico di una scopa mentre l’uomo diceva “il vostro Marocco non è qua, dovete portarci rispetto”. Ha detto qualcosa di sbagliato?
I tre avrebbero trovato rifugio presso un passante, sempre ieri sentito come testimone. Questi ha detto di aver visto tre giovani correre verso di lui e chiedere aiuto, confermando che gli stessi venivano inseguiti da un altro giovane con una scopa in mano, il cui padre lo incitava, ma precisando che l’aggressione fisica si sarebbe risolta in “un calcetto”. Ha detto anche di aver sentito quel padre pronunciare questa frase: “Siete venuti a casa mia a mangiare il gelato e avete dato della prostituta a mia moglie”. Poco dopo, quando padre e figlio se n’erano andati, sul posto era intervenuta la polizia, chiamata dai tre giovani che si erano visti inseguire.
Lecito domandarsi cosa avesse indotto il genitore a una reazione così scomposta. L’avvocato Salsano si è visto rigettare la richiesta di depositare gli atti del procedimento che vede il figlio dell’imputato parte offesa a Bologna nell’ambito della vicenda di bullismo, in quanto veniva picchiato dagli stessi compagni di scuola che ora accusano il padre per le frasi razziste. Tra loro si frequentavano, come dimostra la frase che chiama in causa la madre, e ulteriori dettagli emergeranno con la prossima udienza fissata a dicembre.
Al tempo del governo Conte I la Lega voleva abrogare il famigerato psicoreato di ‘odio razziale’. Al governo con la scellerata non se ne parla.

Peccato che il reato di “odio razziale” tuteli unilateralmente solo una parte,mentre l’altra si può divertire a dileggiare e minacciare anche di morte “l’italiano di merda” e pisciare sulla sua dignità.
Se certi giovani marocchini non avessero la tendenza di riunirsi in branchi e scassare il cazzo al malcapitato di turno,verrebbero visti persino con simpatia dalla maggioranza degli italiani.
Un governucolo di quidam anodini, di babbuassi, di zuzzurelloni.
Un governucolo di quidam anodini, di babbuassi, di zuzzurelloni, di checche tremebonde.