Giuseppe, marocchino lo ha finito a coltellate: “Voglio la tua ragazza”

Vox
Condividi!

Pugnalato alle spalle e al torace per otto volte. Una anche alla gola. È stato ucciso così Giuseppe Turco, 17 anni, incensurato, «un bravo ragazzo», come lo definiscono gli amici. Giovedì sera, in piazza Villa a Casal di Principe, Anass Saaoud, marocchino di 20 anni con precedenti penali, lo ha raggiunto davanti alla “Caffetteria Monza” e lo ha colpito al petto con un pugnale a serramanico, perforandogli i polmoni. L’assassino avrebbe poi dichiarato agli inquirenti di essere stato coinvolto in una lite precedente all’accoltellamento. Di fatto, Giuseppe ha cercato di difendersi, ma non è riuscito a fermare la mano di Anass che continuava ad affondare la lama. Trasportato in clinica, al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, Giuseppe è morto, vittima di una grave emorragia.

«Ora voglio giustizia, pena certa e un processo veloce», dice il padre del ragazzo, Raffaele Turco, fabbro di professione a Villa Literno, nel Casertano. «L’assassino di mio figlio ha alle spalle altri reati – continua – perché è stato lasciato libero di circolare, comprare un coltello e uccidere Giuseppe? Chiedo giustizia per lui ma non solo per lui, noi siamo cittadini italiani come tutti gli altri.
A Casal di Principe, Villa Literno e a San Cipriano d’Aversa vivono tante persone perbene, non vogliamo essere ignorati e abbandonati dallo Stato. Faccio un appello al ministro Matteo Salvini affinché mantenga le promesse sulla sicurezza».

L’arma del delitto non è stata trovata, ma l’assassino è stato “incastrato” dagli abiti sporchi di sangue trovati in casa. Catturato dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe alle cinque del mattino, ora è rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Gli immigrati amici dell’assassino, sui social, nelle ore successive al delitto hanno pubblicato una dedica: «Una presta libertà per mio fratello».

Vox

L’accusa è di omicidio volontario. Alla base dell’odio di Anass – già noto alla polizia – c’era un motivo passionale. Il 20enne marocchino non aveva digerito la storia terminata con una ragazza di 14 anni che, però, pare avesse iniziato a frequentare Giuseppe.

«Mio figlio, giovedì pomeriggio, mi ha detto che doveva andare a mangiare una pizza, poi non so cosa sia accaduto – spiega ancora Raffaele – gli ho chiesto di prendere un caffè a casa con me prima di uscire e lui, scherzando, mi ha detto: papà, allora dammi due euro. Dopo quel caffè non l’ho più rivisto. Alle quattro del mattino i medici mi hanno riferito la notizia della morte». «Non si può morire a 17 anni per futili motivi e, soprattutto, non può uscire di casa con un coltello chi non è nuovo ad episodi criminosi.

«Il governo è impegnato a ripristinare sicurezza e legalità», ha dichiarato in serata il senatore campano della Lega, Gianluca Cantalamessa.

Come, triplicando gli sbarchi? Non abrogando i ricongiungimenti familiari? Dicci come, senatore.

La verità è che lo Stato è complice degli invasori. E’ parte attiva dell’invasione.




7 pensieri su “Giuseppe, marocchino lo ha finito a coltellate: “Voglio la tua ragazza””

  1. siamo arrivati ad i terroni
    che chiedono aiuto a Salvini.

    Poi al nord, pensano che i deficienti analfabeti,
    ci sono solo in Padania.

    1. Magari quell’uomo e’ un po’ frastornato, cosa dici?Gli hanno ucciso il figlio, forse avra’ dirittoa non essere lucidissimo.Mettiti al posto suo cazzo!E, rispondendo a Lorenzo, la ragazza stava prima con lui, non aveva preso scarti di negro, solo il solito CODARDO MUSSULMANO LERCIO AFRICANO PARASSITA, ha ucciso un’altro italiano a tradimenti.
      Mussulmani bastardi, divete venire estinti tutti.Siete merda.

    2. Nonostante il dolore,il padre del ragazzo ha mostrato invece grande forza d’animo e un senso di comunità purtroppo sempre più raro da trovare e nonostante tutto crede nella nazione.
      La moltitudine di “nuovi italiani” sono preda di frustrazioni e odio perché sanno che le loro radici non sono in Italia,ma che vengono loro tagliate con l’inganno.

      1. E allora possono fare dietrofront e levarsi dai coglioni, se la prendano con chi gli dice di venire nel paradiso del “faccio il cazzo che voglio”, non con noi che dobbiamo subire la loro ributtante presenza.

I commenti sono chiusi.