Assalto islamico in Friuli, Fedriga al governo: chiudere le frontiere

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Il conto di un inverno in cui la Rotta balcanica non si è mai fermata è arrivato. Il Friuli Venezia Giulia paga una stagione fredda anomala, durante la quale il flusso di migranti è aumentato anziché diminuire.

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E adesso, con i centri di smistamento al limite del collasso e un sistema di accoglienza diffusa che non riesce più a garantire alloggi a sufficienza, scatta un appello drastico al governo Meloni.

Senza la collaborazione reale delle autorità slovene e croate nella gestione della Rotta balcanica, la giunta Fedriga è pronta a chiedere a Roma di “chiudere” le frontiere.

Come, del resto, la Francia fa da anni a Ventimiglia. Senza risultati, visto che loro, ormai, hanno il nemico già in casa.

A parlare è l’assessore della giunta Fedriga che anche nel secondo mandato del presidente regionale cura l’emergenza immigrazione, cioè Pierpaolo Roberti.

Gli arrivi nella sua Trieste sono quotidiani, con i riflessi che poi si estendono a tutte e quattro le province del Friuli Venezia Giulia.

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Da gennaio, poi, la Croazia è entrata a far parte dello spazio Schengen, di fatto diventando l’ultima frontiera esterna dell’Ue anche dal punto di vista dei confini controllati. Ma a quanto pare le autorità croate non dimostrano di marciare sulla strada della limitazione dei flussi lungo la Rotta balcanica. Tanto c’è la smidollata che accoglie tutti, a spese degli italiani.

«Se Slovenia e Croazia non inizieranno a collaborare un po’ di più, limitando gli arrivi in territorio italiano di migranti che compongono la Rotta balcanica, saremo costretti a chiedere i cosiddetti controlli di retro-valico». Limitando…

In cosa consistono questi controlli? Come detto, siamo ai limiti dell’applicazione della Convenzione di Schengen. Si tratta tecnicamente di posti di blocco selettivi e continuati nel tempo a poche centinaia di metri dal confine di Stato, in territorio italiano e in questo caso friulano. Di fatto è garantita la libera circolazione delle persone e delle merci (tra Italia e Slovenia non esistono le frontiere), ma allo stesso tempo è istituito nuovamente un controllo auto per auto dei transiti. È ciò che avviene con grande regolarità (ma è solo un esempio) al confine tra Austria e Germania, se si percorre l’autostrada che da Salisburgo porta alla Baviera. Ed è quello che il Friuli Venezia Giulia vorrebbe da Roma per arrestare il flusso di migranti. «Il tutto senza arrivare ad una sospensione di Schengen», garantisce Roberti. I valichi maggiormente portati per questo tipo di operazione potrebbero essere quelli di Fernetti e Rabujese a Trieste e quello di Coccau a Tarvisio, al confine con l’Austria, anche se in misura minore.

Soluzioni d’emergenza, quindi, in mancanza di una svolta – annunciata a maggio – che però ancora non si vede. Il Friuli Venezia Giulia, infatti, attende ancora di conoscere dove sarà realizzato l’hot spot per i migranti sul territorio regionale. La giunta Fedriga non ha più avuto aggiornamenti dal commissario Valerio Valenti. La struttura sarebbe composta anche da una sezione dedicata ai rimpatri dei cittadini che non arrivano da Paesi considerati rischiosi. Proprio l’elemento che oggi manca in regione, nonché il nodo che fa scoppiare i centri d’accoglienza.

Tutte cazzate. Ci vuole l’esercito alle frontiere. E quella con la Slovenia – anche se dovrebbe essere più a est – deve tornare ad essere una frontiera reale. Dio maledica Schengen e tutti quei coglioni che l’hanno approvata. Compresi diversi di quelli che oggi sono al governo.




7 pensieri su “Assalto islamico in Friuli, Fedriga al governo: chiudere le frontiere”

  1. Se Fedriga dice di chiudere le frontiere
    significa inequivocabilmente
    che non saranno chiuse.

    Non dimentichiamo che Fedriga e’ un leghista
    e quando ha vinto alle ultime elezioni
    ha detto che ha avuto un successo oltre le aspettative.

    Peccato che ha dimenticato di dire,
    che solo il 40% degli aventi diritto al voto
    si e’ recato alle urne.

  2. La Francia è morta! la Francia resta morta! e l’ha trucidata la sua stessa truculenta tracotanza!

    Presidente, l’ora è seria, la Francia è in pericolo e diversi pericoli mortali la minacciano. Vogliono la guerra razziale e disprezzano il nostro paese, tradizioni e cultura. Chi avrebbe previsto, dieci anni fa, che un giorno un professore sarebbe stato decapitato? Basta procrastinare, l’ora è seria o il lassismo continuerà a diffondersi, provocando alla fine un’esplosione e l’intervento dei nostri compagni in servizio in ​​una pericolosa missione di protezione dei nostri valori di civiltà e dei nostri connazionali sul territorio nazionale. Non c’è più tempo per procrastinare o domani sarà la guerra civile“. Così appena due anni fa venti generali a Macron. Un giorno rileggeremo con stupore la lettera di queste Cassandre

    “La Francia è a rischio guerra civile”
    20 generali dell’esercito scrivono una drammatica lettera a Macron: “È in corso la disintegrazione del paese. È conquista islamista. Agite o ci sarà un’esplosione e allora dovremo intervenire no
    ://meotti.substack.com/p/la-francia-e-a-rischio-guerra-civile

    Generali obnubilati da illusioni. Le forze armate sono piene zeppe di fecciume.

    La Francia brucia trucidata!

    La guerra razziale è ovunque in Francia, da Marsiglia a sud a Roubaix a nord. Questo è il 14esimo di Parigi. La barbarie passa dalla pusillanimità di stato
    ://twitter.com/giuliomeotti/status/1675072716200615939

    Italiani, dobbiamo guarire dalla truculenta pazzia italicida dello stramaledetto Roberto Ricci.
    ://www.treccani.it/enciclopedia/roberto-ricci_%28Dizionario-Biografico%29/#:~:text=Critico%20severo%20del%20nazionalismo

    «Crediamo nell’assoluto politico, che è l’impero: aborriamo chi lo nomina invano»
    Berto Ricci, L’Universale, Anno 1, n. 1, 3 gennaio 1931

    Lettera del 3 aprile 1938 inviata agli ex-collaboratori de “L’Universale” in La rivoluzione fascista, AGA Editrice, 2014², pagg. 169-87, in particolare:
    Il Nazionalismo […] o si risolve in Universalismo o si decompone in Razzismo. […] Rispetto e simpatia per la nazione tedesca e per la rivoluzione nazionalsocialista; avversione assoluta all’ideologia razzista e specialmente a qualunque sua introduzione in Italia” pag. 182

    Pag. 162: “Uno dei punti sui quali ci dobbiamo impegnare è la lotta al razzismo perché, in una visione universale del fascismo, l’ascaro fedele è uguale a noi, è nostro fratello. […] In una visione imperiale la discriminazione razziale non è concepibile.

    1. La Francia in fiamme e nel caos. Le verità che non si possono più nascondere
      ://youtu.be/aCG7RY8fG-Q

      Le orride orde d’orchi invasori sono la punizione per la truculenta tracotanza nostra e dei nostri antenati.
      Noi Italiani abbiamo colpe verso noi stessi, non verso gli stranieri!

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