Qualcuno, dopo questo ennesimo delitto, ha scritto che una volta entrati in Italia andrebbero sterilizzati perché, così, non generano progenie. A noi basterebbe che venissero abrogati i ricongiungimenti familiari e l’immigrazione fosse solo di ‘guest worker’ che lavorano un certo numero di anni e poi tornano a casa propria. Invece, viviamo l’immigrazione di ripopolamento. Che uccide le vostre figlie e il nostro futuro.
Ancora su questa notizia:
Orribile delitto a Roma, nel quartiere periferico di Primavalle. Una ragazza di 17 anni è stata uccisa da un coetaneo originario dello Sri Lanka, nato a in Italia da genitori singalesi, ora sottoposto a fermo di polizia giudiziaria da parte degli agenti della Squadra Mobile della capitale. Il cadavere della 17enne è stato ritrovato in sacco nero dentro un carrello della spesa, collocato vicino a un cassonetto in via Stefano Borgia. La giovane si chiamava Michelle Maria Causo.
Nella cronaca nera italiana, tutto il fallimento della società multietnica.
Bastava prendere esempio da Paesi con una storia di immigrazione più vecchia.
Invece, hanno prevalso il business dell’accoglienza e l’abbattimento del costo del lavoro.— Francesca Totolo (@fratotolo2) June 29, 2023
Un delitto barbaro, “scoperto” da un cittadino che avrebbe visto un ragazzo portare fuori da un condominio un carrello con del sangue che sgocciolava e avrebbe di conseguenza chiamato subito il 112. Molto probabilmente la 17enne romana è stata uccisa a coltellate. Su quanto accaduto indagano ora la Squadra Mobile e il commissariato locale. Il quartiere di Primavalle è adesso inevitabilmente sotto choc.
“C’erano tre pattuglie davanti al fornaio. Non ci credevo. Pensavo che si fossero fermati a fare dei panini. E invece è venuta una signora che passava ci ha detto che avevano trovato una ragazza morta con delle scie di sangue”, racconta un barista che lavora in un locale di Primavalle, nella zona dove è stato trovato il cadavere della ragazza.
“Era in classe con me, era una ragazza tranquilla, forse un po’ agitata, ma come ognuno di noi. Era la classica ragazza di periferia”, dice uno dei compagni di classe della 17enne.
L’integrazione uccide.
