Peruviana scomparsa: ragazzina rapita e stuprata dai suoi connazionali nello stabile occupato

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Cosa ci fanno i peruviani in Italia?

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Un testimone è sicuro: «Ho visto un uomo portare via Kata e dirigersi nel palazzo accanto». Di lì il via alla maxi-perquisizione di ieri pomeriggio nello stabile al civico 34 di via Boccherini, adiacente all’ex hotel Astor dove il 10 giugno è scomparsa Kataleya, la peruviana di 5 anni.

I carabinieri con i vigili del fuoco si sono fatti aprire tutti gli appartamenti, ispezionando anche cantine e garage. Ma nulla: di “Kata” nessuna traccia anche qui.

Intanto, spunta l’ombra di una vendetta per una violenza subita da una quindicenne, anche lei peruviana.

La circostanza viene raccontata dagli occupanti dello stabile, il vecchio albergo in disuso dall’emergenza Covid e divenuto nel frattempo rifugio di un centinaio tra sudamericani e romeni, tra cui anche la famiglia di delinquenti e abusivi peruviani di “Kata”.

Non solo il racket delle stanze occupate, dunque, ma anche quest’episodio potrebbe avere innescato una spirale di cieca violenza all’interno della comunità di occupanti abusivi peruviani.

«Tempo fa – racconta una donna, la compagna del peruviano volato giù dal secondo piano dello stabile il 27 maggio per sfuggire a un agguato – c’è stata una lite tra uno dei capi dell’occupazione e la figlia. Un caos per cui si è riunita anche l’assemblea dell’occupazione in cui si è parlato di uno stupro subito da una 15enne, anche lei peruviana, ma esterna. Dicevano che era stata trascinata dentro da gente di qui, forse erano tutti ubriachi, anche lei. Da quel momento non c’è stata più pace. Che periodo sarà stato? Febbraio, eravamo in tanti, era ancora presente il papà di Kata».

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Miguel, 28 anni, da marzo è detenuto nel carcere di Sollicciano dove, appresa la notizia della scomparsa della sua bambina, ha tentato per due volte il suicidio. Anche Katrhina, la madre di Kata, ha ingerito candeggina.

Come spiegano altri occupanti, «il padre della vittima dello stupro potrebbe aver architettato la sparizione della bambina come ritorsione, avendo tutto il tempo di meditare bene come agire senza lasciare tracce».

Intanto nello stabile, gli occupanti si rimpallano le responsabilità e non mancano ripicche. I connazionali sospettati da Kathrina di non avere dato più tregua alla sua famiglia dopo avere smesso di pagare per la stanza occupata, rilanciano le accuse: «Ma se è la sua, di famiglia, a farsi pagare. Lo sanno tutti che il fratello è il braccio destro di Carlos, il ras dell’occupazione».

Gli investigatori dell’Arma hanno, inoltre, nella lente anche un post di minacce rivolto a Kathrina e alla sua famiglia apparso su Facebook e scritto da un connazionale che vive all’Astor: «Ricordatevi che in Perù avete famiglia».

Ieri i carabinieri hanno di fatto identificato e censito tutti i presenti, fotografandoli e chiedendo quale numero di stanza occupassero, ma hanno allargato il campo delle ricerche anche agli stabili più vicini, sulla stessa strada. La sera precedente erano stati anche in un altro palazzo di via Monteverdi, in parte occupato da rom e romeni. Anche ieri hanno cercato Kata dietro pareti di cartongesso, ispezionando pozzi e tombini, sopratutto hanno bussato porta a porta perquisendo tutti gli appartamenti.

Stato di merda. Gli stabili occupati da immigrati vanno rastrellati e gli occupati messi su aerei verso casa loro. Chi non ha soldi per mantenersi in Italia deve tornare a casa propria. Fanculo ai sedicenti imprenditori che li pagano quattro soldi perché “hanno fame di lavoratori” come scrivono i complici della Cgil e della Caritas.




2 pensieri su “Peruviana scomparsa: ragazzina rapita e stuprata dai suoi connazionali nello stabile occupato”

  1. Stato di merda parassitaria
    invece di sgomberare il palazzo e rimpatriare tutti in massa, pensano a censire le stanze , ciò significa che non usciranno più. vaffanculo 💥🔥💣🔪🔫

  2. potrebbero trasformare questi posti in parchi giochi per gli adulti, vai e scopi, vai e uccidi,vai e ti diverti. Stile Hostel

I commenti sono chiusi.