9 pensieri su “Immigrati violentano le vostre figlie sui treni – VIDEO”
Quaranta giorni prima del voto il sagace patriota Marcello Veneziani aveva preveduto tutto molto precisamente:
”Dunque, il centro-destra, con gli stessi ingredienti di oggi, vale a dire la destra con la fiamma venuta dal Msi, la Lega col guerriero, venuta dalla rustica Padania e Berlusconi con le squinzie, venuto dalla tv e dal bunga bunga, ha già governato tre volte in Italia, con maggioranza assoluta e perfino per intere legislature, come è stato nel quinquennio tra il 2001 e il 2006. Avrebbe ripetuto il pieno mandato dopo le elezioni del 2008, se nel 2011 non si fosse abbattuto il mondo su Silvio Berlusconi, che da vero tiranno [smettiamola un po’ con quest’irritante ironia autodenigratoria, che riprende le accuse demofobiche] si dimise senza colpo ferire e votò perfino a favore del governo tecnico che ne seguì e della conferma di Giorgio Napolitano al Quirinale. [Salvini ha ricommesso gli stessi, identicissimi folli errori!!] È successo qualcosa con quei governi destrorsi […]? Siamo tornati al fascismo […]? A me pare il contrario: se dovessi imputare una grave colpa a quei governi, direi che sono stati troppo simili a quelli dei loro avversari [nemici] troppo allineati, troppo timidi, hanno riformato davvero poco o nulla, hanno mutato poco gli assetti che dicevano di voler modificare. La Costituzione è rimasta intatta, il Sistema è rimasto invariato, il Paese è stato lasciato praticamente identico a prima. Non hanno lasciato danni e ferite, e nemmeno grandi eredità. Sono scivolati via, come acqua che scorre.
Credo che la stessa preoccupazione dovrebbe caratterizzare i pronostici presenti. Se davvero vincerà il centro-destra, se riusciranno a fare il governo, e se perfino la Meloni dovesse andare a Palazzo Chigi, credo che il «rischio» maggiore sarà semmai opposto a quello che viene paventato: è più probabile che non succeda niente, che cambi poco e niente, non ci sia nessuna svolta. Seguiranno, più probabilmente, l’Agenda Draghi, con qualche minima variante, riprenderanno qualcuno dei suoi ministri o comunque oligarchi di comprovata fedeltà all’establishment; [allo stato profondo, al blocco mediatico-politico meticcionista] magari si autocensureranno, se non saranno censurati a ogni livello, Quirinale in testa. Da una parte il pressing [le tiranniche pressioni]euro-occidentale, la mobilitazioni di tutte le oligarchie, le campagne di terrore mediatico, il boicottaggio sistematico di ogni impresa e di ogni tentativo politico e dall’altro la pavidità, l’opportunismo del tirare a campare, l’insicurezza e l’impreparazione, dall’altra la volontà di durare anche a prezzo di rinunciare a ogni vera riforma, produrranno un governo che con più probabilità sarà più somigliante ai precedenti e ossequioso degli assetti vigenti, in ogni campo, fino ad apparire quasi intercambiabile.
È davvero penoso vedere […] [l’ausvizzatore] Letta, immiserirsi a ventilare questi scenari apocalittici in caso di vittoria dello schieramento avverso, ben sapendo che sono del tutto irreali e impraticabili con i ferrei limiti imposti dalle Vecchie Zie (Ue, Nato, tecnocrazia, burocrazia, alte sfere). Il male del nostro quadro politico non è che le forze antagoniste siano radicalmente opposte e refrattarie [come dovrebbero essere, se fossero patriottiche]; semmai sono maledettamente simili o assimilabili appena vanno al governo. Ad essere ottimisti, cambierà poco, e per chi sa accontentarsi sarà meglio che niente.”
”Il centrodestra fa paura se non cambia nulla.
Non c’è giorno che non venga pronosticata la sventura in tutte le sue conseguenze in caso di vittoria della coalizione alle elezioni. Ma il pericolo vero è la continuità, tra pressing euro-occidentale, vincoli esterni sistematici e opportunismo del tirare a campare.”
La Verità, Mercoledì 17 agosto 2022, pagina 9.
LAUSVIZZAZIONE della Gran Bretagna
Labour MP admits Pakistani grooming gangs in Every Village, Town
://youtu.be/h1XMjMuzbzk
12 apr 2017
Labour MP Sarah Champion announces that Pakistani grooming gangs are in Every Village, Every Town & Every City, proving right what the BNP has dared to say for over a decade.
The authorities, politicians, media and the Police have ignored the victims and the BNP’s cries for action to be taken. But instead it has just been swept under the carpet to prevent them from being accused of racism.
”unfortunately I can guarantee that across the country this crime is still going on. […] This is happening in every village, in every town, in every city”
Dobbiamo guarire dalla truculenta sanguinaria pazzia di Orosio, il quale, subito dopo essere fuggito in Africa dall’invasione visigotica dell’Iberia, nel 414, si dichiarò orgogliosamente apolide:
«L’ampiezza dell’Oriente, l’abbondanza del Settentrione, la vastità del Meridione, le fertilissime e sicurissime sedi delle grandi isole hanno le mie leggi e il mio nome, poiché romano e cristiano giungo tra romani e cristiani. […] Un unico Dio, che ha voluto quest’unità del regno per i tempi in cui gli è piaciuto manifestarsi, da tutti è amato e temuto; le medesime leggi, sottoposte a un unico Dio, regnano ovunque; dovunque giungerò, sconosciuto, non avrò da temere violenza improvvisa come chi è senza protezione. Tra romani, come ho detto, romano, tra cristiani cristiano, tra uomini uomo, mi appello allo Stato in base alle leggi, alla coscienza in virtù della fede, alla natura in nome dell’uguaglianza.»
Storie contro i pagani, V, 2, 3-6.
Noi Italiani dobbiamo guarire dall’orrenda pazzia cultrice dell’apolidia!
dall’italicida pazzia di Plinio il Vecchio, di Orosio e di Rutilio Namaziano!
dall’atroce pazzia meticcionista!
dalla truce pazzia osvizzatrice!
”Just a reminder: Several of the fathers of the #Rotherham child rape victims were themselves arrested and imprisoned when they tried to rescue their daughters from the Muslim rape gangs.”
://twitter.com/BadIdeasVs/status/938432352971251712
Che disastro! Che tragedia! Che catastrofe!
L’AUSVIZZAZIONE
Complimenti multiculturalisti, siete riusciti a realizzare lo “straniero in patria”
“Il 34,62 per cento di tutti gli svedesi è immigrato di prima o seconda generazione”.
Un’inchiesta da brivido con cui tappezzare le redazioni dei giornali italiani e le aule del Parlamento
Giulio Meotti
“Anziché portare alla fusione, la crisi migratoria sta portando alla fissione dell’Europa”, scrisse cinque anni fa lo storico di Stanford Niall Ferguson. “Sono sempre più convinto che la crisi migratoria sarà vista dai futuri storici come l’ingrediente fatale che ha sciolto la Ue”.
La Ue è sempre lì, ma la “fissione” è già avvenuta nella paese all’avanguardia del multiculturalismo, delle frontiere aperte e dell’accoglienza. Dal 1980, secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la metà di tutti i permessi di soggiorno concessi dalla Svezia – quasi 400.000 – sono andati a ricongiungere famiglie provenienti da varie aree geopolitiche disastrate. Molti di questi posti erano nel mondo islamico: Yugoslavia, Somalia, Siria, Iraq e Afghanistan i principali.
Nel 2014 l’allora premier Fredrik Reinfeldt invitò i concittadini svedesi ad “aprire i cuori” ai profughi di tutto il mondo: “Chiedo al popolo svedese di essere paziente e solidale, a lungo termine creeremo un mondo migliore in questo modo”. Soltanto l’anno dopo, la Svezia avrebbe accolto 163.000 persone. L’equivalente del 1.6 per cento della popolazione totale. Come se l’Italia avesse lasciato entrare 600.000 migranti in un anno.
E così la famosa “terra del diritto di asilo” è finita con sobborghi dove oggi soltanto un abitante su dieci è svedese e all’Università di Lund accademici di origine egiziana come Sameh Egyptson pubblicano ricerche sul progetto di islamizzazione della società svedese attraverso cambiamenti demografici e culturali.
Ora la “nazione più generosa della terra” prende atto che al “mondo migliore” preferiva quello di prima e cambia direzione. A 180 gradi. Se si guarda alla Svezia come in un caleidoscopio, ruotando i tre specchi nel tubo, che futuro vediamo per l’Europa?
“La ‘superpotenza umanitaria’ di cui si vantava l’ex ministro degli Esteri conservatore Carl Bildt, accogliendo 163.000 rifugiati nel 2015, un record pro capite in Europa, sta gradualmente chiudendo le porte dopo le elezioni parlamentari dello scorso settembre, che hanno visto una spettacolare affermazione dei Democratici di Svezia (SD), un partito nazionalista di estrema destra” racconta in una inchiesta da brivido Le Figaro. “Quest’ultimo, che non ha aderito alla coalizione di governo ma gode di un’influenza senza precedenti, sta sfruttando con successo il crescente sentimento anti-immigrazione. L’SD, che è diventato il più grande partito di destra e il secondo in parlamento con il 20 per cento dei voti, dopo i socialdemocratici, ha contribuito in modo significativo al ritorno della destra al potere. In particolare, l’SD ha imposto un cambiamento radicale della politica svedese in materia di asilo per monetizzare il suo sostegno alla coalizione di minoranza di centro-destra (conservatori, liberali, cristiano-democratici) guidata dal conservatore Ulf Kristersson. Il perno di questo ‘cambio di paradigma dell’asilo’, come lo definisce lei stessa, Maria Malmer Stenergard, ministro dell’Immigrazione del partito moderato conservatore, è ‘determinata a ridurre drasticamente il numero di migranti irregolari’. Leggendo il suo giornale in un caffè del centro commerciale Triangeln, Olof, un negoziante del posto, ritiene, come molti suoi compatrioti, che ci siano troppi immigrati: ‘Noi svedesi siamo già una minoranza a Malmö’, afferma. In effetti, in questa terza città del regno, con una popolazione di 357.000 abitanti, il 57 per cento è nato all’estero o da genitori stranieri, e sono rappresentate ben 184 nazionalità”.
A Malmö le nuove cifre per le fasce di età 5-9 anni e 10-14 anni sono di oltre il 68 percento di stranieri.
Secondo i dati di Statistics Sweden (SBC), il 34,62 per cento di tutti gli abitanti in Svezia all’inizio dell’anno ha origini straniere al massimo di una generazione. Si tratta quindi di immigrati di prima o seconda generazione.
La maggioranza degli studenti a Malmö ha un passato migratorio. La notizia spinge a chiedere nuove strutture educative in cui i migranti possano studiare nella loro lingua madre, l’arabo, perché lo svedese è ora una “lingua minoritaria”.
“Gli ebrei lasciano la terza città più grande della Svezia”, scrive il quotidiano svedese Nyheter Idag. La comunità ebraica di Malmö è previsto che si dissolva entro il 2029. Un giornalista americano, Andy Ngo, le ha fatto visita: “Mi sono fermato alla sinagoga di Malmö. Sono stato accolto da una recinzione metallica di sicurezza e da telecamere a circuito chiuso. La sinagoga è stata attaccata con esplosivi. Più il GPS mi diceva che ero vicino alla mia destinazione, più veli vedevo e meno svedese sentivo. A Rinkeby, le ragazze e alcune bambine indossano i veli. I caffè sono in pratica spazi per soli uomini e un ristorante nel centro della città offre posti a sedere separati, con una tenda per ‘famiglie’, un eufemismo per le donne”.
A Malmö la metà dei residenti ha meno di 35 anni e il nome di battesimo più popolare è Mohammed.
E quando il multiculturalismo assume queste dimensioni diventa impossibile per la società combattere per lo stato di diritto. Lo vediamo in Germania.
Omid Nouripour, leader dei Verdi saliti al governo in Germania, ha detto: “Ci sono molti tipi di Sharia in arrivo. Il nostro compito è garantire che le parti compatibili con la Legge fondamentale possano essere applicate”. Così un giudice di Francoforte ha citato il Corano in una causa di divorzio che coinvolgeva una donna tedesca di origine marocchina che era stata ripetutamente picchiata dal marito marocchino. Un tribunale di Monaco ha invece stabilito che una vedova tedesca aveva diritto solamente a un quarto del patrimonio lasciatole dal defunto marito, che era nato in Iran, assegnando ai sensi della Sharia, gli altri tre quarti dell’eredità ai parenti dell’uomo a Teheran.
Ora la corte di Karlsruhe – il massimo organo giuridico tedesco – stabilisce che la legge con cui Angela Merkel aveva vietato le nozze minorili è incostituzionale e va rifatta. Secondo la Corte Costituzionale, la normativa è attualmente priva di una clausola sulla possibilità di dichiarare valido il matrimonio dopo che l’interessato ha compiuto i 16 anni di età. Inoltre, l’annullamento del matrimonio potrebbe avere conseguenze negative anche per il minore coinvolto.
Alla Corte è stato chiesto di rivedere il divieto di matrimonio precoce da parte della Corte federale di giustizia. Il caso è iniziato con una coppia siriana fuggita in Germania. Si sono sposati nel 2015. All’epoca il marito aveva 21 anni e sua moglie 14. Il loro matrimonio è stato suggellato dalla legge siriana davanti a un tribunale della Sharia. All’arrivo in Germania, i coniugi sono stati separati e la ragazzina è stata collocata in una struttura di assistenza ai minori.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, quest’anno il 97 per cento della popolazione afgana è a rischio povertà. Nella loro disperazione, sempre più genitori vendono le loro figlie, anche quando sono ancora bambine. E molti afghani stanno andando in Germania, portando con sè la sharia.
“In Germania prevale la legge islamica”, titola la BILD.
Il ministero dell’Interno tedesco, rispondendo a un’interrogazione sulla legge sulla libertà d’informazione, aveva rivelato che 1.475 minori sposati vivevano in Germania dal 31 luglio 2016. La maggior parte di questi minorenni sono originari della Siria (664), dell’Afghanistan (157) e dell’Iraq (100). Quasi l’80 per cento (1.152) sono ragazze.
“Le giustificazioni religiose o culturali celano il fatto che gli uomini più grandi abusano di giovani ragazze”, disse Rainer Wendt, a capo del sindacato della polizia tedesca. Eva Kühne-Hörmann, ministro della Giustizia dell’Assia, si è chiesta: “Se ai minori non è permesso a giusto titolo di comprare una birra, perché il legislatore dovrebbe consentirgli di prendere decisioni così importanti come quella di sposarsi?”. Altri hanno detto che la decisione avrebbe innescato un conflitto culturale in Germania, poiché i musulmani lo avrebbero visto come un precedente per caldeggiare la legalizzazione nel paese di altre pratiche islamiche, tra cui la poligamia.
Un tribunale tedesco ha riconosciuto valido il matrimonio di una ragazza siriana di 14 anni con il cugino di 20, una sentenza storica. Il giudice ha citato la sharia come motivazione. “Immagina di arrivare in un paese come la Danimarca, un paese di uguaglianza, come una giovane ragazza vittima di un matrimonio forzato, e scopri che invece di darti la possibilità di liberarti dal tuo matrimonio forzato, lo stato ti costringe a stare insieme in un centro di accoglienza per asilo”, aveva detto Stojberg.
La legge islamica avanza a grandi passi in Europa e il relativismo è la sua porta di ingresso.
Le vittime di migranti a caccia di prede sessuali sono state ignorate a causa della “correttezza politica”, ha appena affermato il premier inglese Rishi Sunak.
La polizia archiviava il caso se venivano presentate denunce contro le famiglie asiatiche. Un’inchiesta ha rilevato che più di mille bambini sono stati sfruttati sessualmente a Telford tra le carenze “scioccanti” della polizia e del consiglio comunale, racconta il Times. L’inchiesta ha rilevato che lo sfruttamento sessuale dei bambini “è prosperato” nella città dello Shropshire a causa dei timori che le indagini sugli uomini asiatici avrebbero “infiammato le tensioni razziali”. Lo Spectator ha il commento più onesto: “Un rapporto di Quilliam International ha rilevato che l’84 per cento degli uomini condannati per essere membri di bande di adescamento sono musulmani pakistani. Questo è, per usare l’espressione preferita della sinistra, problematico, poiché i musulmani rappresentano il 7 per cento della popolazione del Regno Unito”.
Quando la laburista Ann Cryer ha sollevato la questione degli stupri di bambine nella sua zona, è stata accusata di “islamofobia” e “razzismo” e a un certo punto dovette essere messa sotto scorta. A Rotherham, nel nord inglese, per molti anni è stato consentito a bande di stupratori di origine pakistana di adescare e abusare di 1.400 bambini. Rotherham è uno degli epicentri del multiculturalismo britannico, c’è una corte della sharia perfettamente legale e le mense delle scuole pubbliche sono diventate “halal”, islamicamente corrette, senza maiale. Le vittime erano minori bianchi da undici a sedici anni con problemi psichici o familiari. Il politico laburista Denis MacShane ha detto al Times di non aver voluto indagare, sebbene fosse a conoscenza degli abusi, perché “da lettore del Guardian e liberal di sinistra” aveva paura di “affondare il barcone multiculturale”.
“In gran parte dell’Europa si parla di come, se l’immigrazione non verrà rallentata, questo o quel paese perderanno la propria cultura tradizionale”, ha scritto in un saggio per la Hoover Institution di Stanford lo scrittore americano Christopher Caldwell, autore per Garzanti de L’ultima rivoluzione dell’Europa. In Svezia già oggi “è troppo tardi per fare qualcosa al riguardo” scrive Caldwell. “La popolazione musulmana della Svezia è ora dell’8,1 per cento. Sarà al 30 per cento musulmana entro il 2050 se i flussi continueranno e al 21 per cento nell’improbabile eventualità che si fermino. Oltre il 30 per cento dei suoi bambini nascono oggi da madri straniere”. Nel 2006 sul New York Times Caldwell scrisse un lunghissimo racconto intitolato “L’Islam alla periferia del welfare state”. Era già tutto lì: la richiesta di manodopera, la follia umanitarista, le ondate migratorie, il cambiamento demografico, l’Islam. Gli svedesi ci hanno messo diciassette anni per svegliarsi e prendere atto del fallimento del paese.
Nell’ottobre 2004, Osama bin Laden ha denigrato l’affermazione di George Bush secondo cui Al Qaeda odiava la libertà dicendo: “Lascia che ci dica perché non abbiamo colpito la Svezia, per esempio”. Perché in Svezia le libertà, il diritto d’asilo, l’accoglienza e la democrazia sono state usate per rovesciare il sistema senza colpo ferire.
Sono “fortunati” gli altri paesi europei, specie quelli del Sud che sono un ventennio in ritardo rispetto a questo disastro: guardando la Svezia hanno davanti a sé una chiara visione di come sarà il proprio futuro se non cambieranno direzione, come ora stanno facendo gli scandinavi e per cui potrebbe essere già tardi. Ma ne avremo la forza? Non a giudicare da quello che sta avvenendo in questi giorni a Lampedusa.
Sì! Noi Italiani ce l’abbiamo la forza!!!
Noi soli! Noi unici!
“Venne il proclama del «grido di fede incrollabile nei destini dell’Italia», cioè nell’esercito, e le cose mutarono di parecchio.
[…]
il solo forse che non perdette mai la fiducia in noi combattenti fu proprio il nostro re [Vittorio Emanuele III], e ciò proprio perché egli conosceva profondamente l’anima del popolo italiano.
Vengono ancora i brividi, quando si pensa alle scene che si sono svolte sotto i nostri occhi dopo la nostra disfatta dell’ottobre scorso. La paurosa fiumana di gente che scendeva verso la pianura dopo la rottura del fronte pareva una popolazione sfuggita ad un cataclisma apocalittico. Tutto pareva crollasse intorno a noi, pareva la fine di tutto…
Bisognava avere una fede veramente incrollabile, mistica quasi, nei destini del nostro paese, per credere, in quel momento, che vi era ancora la possibilità di riprendersi, anzi addirittura di vincere.
Eppure quel proclama di Peschiera ha potentemente contribuito a compiere il miracolo.”
Silvio Scaroni, Battaglie nel cielo, Longanesi & C., 1971, pagina 89.
Qualsiasi altro popolo, dopo Canne e dopo Caporetto, sarebbe stato annientato.
Noi Italiani resistemmo all’annientamento, dopo il quale vi fu Zama e Vittorio Veneto, perché nei nostri cuori dimora la Martialitas Optima Maxima.
Nessuna forza umana è capace di resistere alle armi italiche.
Sappiamo salvarCi e trionfare anche sull’orlo della tomba.
”mansuescere corda
nescia, pro Superi! et nil non immite parata
gens Italum pro laude pati”
“la stirpe degl’Italici non sa ammansire il proprio animo
o Dei! e non c’è niente di atroce che non sia pronta ad affrontare per la gloria”
Silio Italico, Le guerre puniche, versi 490-2.
VIVA L’ITALIA!!!
ROMA RECTRIX ITALIAE
ROMA CAPUT ITALIAE
ROMA DOMINA ITALIAE
L’ITALIA REDENTA
RIPUDIA CONVINTISSIMAMENTE
OGNI CULTO DELL’APOLIDIA
OGNI METICCIONISMO
OGNI UNIVERSALISMO
OGNI IMPERIALISMO
OGNI REGRESSISMO
Quaranta giorni prima del voto il sagace patriota Marcello Veneziani aveva preveduto tutto molto precisamente:
”Dunque, il centro-destra, con gli stessi ingredienti di oggi, vale a dire la destra con la fiamma venuta dal Msi, la Lega col guerriero, venuta dalla rustica Padania e Berlusconi con le squinzie, venuto dalla tv e dal bunga bunga, ha già governato tre volte in Italia, con maggioranza assoluta e perfino per intere legislature, come è stato nel quinquennio tra il 2001 e il 2006. Avrebbe ripetuto il pieno mandato dopo le elezioni del 2008, se nel 2011 non si fosse abbattuto il mondo su Silvio Berlusconi, che da vero tiranno [smettiamola un po’ con quest’irritante ironia autodenigratoria, che riprende le accuse demofobiche] si dimise senza colpo ferire e votò perfino a favore del governo tecnico che ne seguì e della conferma di Giorgio Napolitano al Quirinale. [Salvini ha ricommesso gli stessi, identicissimi folli errori!!] È successo qualcosa con quei governi destrorsi […]? Siamo tornati al fascismo […]? A me pare il contrario: se dovessi imputare una grave colpa a quei governi, direi che sono stati troppo simili a quelli dei loro avversari [nemici] troppo allineati, troppo timidi, hanno riformato davvero poco o nulla, hanno mutato poco gli assetti che dicevano di voler modificare. La Costituzione è rimasta intatta, il Sistema è rimasto invariato, il Paese è stato lasciato praticamente identico a prima. Non hanno lasciato danni e ferite, e nemmeno grandi eredità. Sono scivolati via, come acqua che scorre.
Credo che la stessa preoccupazione dovrebbe caratterizzare i pronostici presenti. Se davvero vincerà il centro-destra, se riusciranno a fare il governo, e se perfino la Meloni dovesse andare a Palazzo Chigi, credo che il «rischio» maggiore sarà semmai opposto a quello che viene paventato: è più probabile che non succeda niente, che cambi poco e niente, non ci sia nessuna svolta. Seguiranno, più probabilmente, l’Agenda Draghi, con qualche minima variante, riprenderanno qualcuno dei suoi ministri o comunque oligarchi di comprovata fedeltà all’establishment; [allo stato profondo, al blocco mediatico-politico meticcionista] magari si autocensureranno, se non saranno censurati a ogni livello, Quirinale in testa. Da una parte il pressing [le tiranniche pressioni] euro-occidentale, la mobilitazioni di tutte le oligarchie, le campagne di terrore mediatico, il boicottaggio sistematico di ogni impresa e di ogni tentativo politico e dall’altro la pavidità, l’opportunismo del tirare a campare, l’insicurezza e l’impreparazione, dall’altra la volontà di durare anche a prezzo di rinunciare a ogni vera riforma, produrranno un governo che con più probabilità sarà più somigliante ai precedenti e ossequioso degli assetti vigenti, in ogni campo, fino ad apparire quasi intercambiabile.
È davvero penoso vedere […] [l’ausvizzatore] Letta, immiserirsi a ventilare questi scenari apocalittici in caso di vittoria dello schieramento avverso, ben sapendo che sono del tutto irreali e impraticabili con i ferrei limiti imposti dalle Vecchie Zie (Ue, Nato, tecnocrazia, burocrazia, alte sfere). Il male del nostro quadro politico non è che le forze antagoniste siano radicalmente opposte e refrattarie [come dovrebbero essere, se fossero patriottiche]; semmai sono maledettamente simili o assimilabili appena vanno al governo. Ad essere ottimisti, cambierà poco, e per chi sa accontentarsi sarà meglio che niente.”
”Il centrodestra fa paura se non cambia nulla.
Non c’è giorno che non venga pronosticata la sventura in tutte le sue conseguenze in caso di vittoria della coalizione alle elezioni. Ma il pericolo vero è la continuità, tra pressing euro-occidentale, vincoli esterni sistematici e opportunismo del tirare a campare.”
La Verità, Mercoledì 17 agosto 2022, pagina 9.
LAUSVIZZAZIONE della Gran Bretagna
Labour MP admits Pakistani grooming gangs in Every Village, Town
://youtu.be/h1XMjMuzbzk
12 apr 2017
Labour MP Sarah Champion announces that Pakistani grooming gangs are in Every Village, Every Town & Every City, proving right what the BNP has dared to say for over a decade.
The authorities, politicians, media and the Police have ignored the victims and the BNP’s cries for action to be taken. But instead it has just been swept under the carpet to prevent them from being accused of racism.
”unfortunately I can guarantee that across the country this crime is still going on. […] This is happening in every village, in every town, in every city”
Dobbiamo guarire dalla truculenta sanguinaria pazzia di Orosio, il quale, subito dopo essere fuggito in Africa dall’invasione visigotica dell’Iberia, nel 414, si dichiarò orgogliosamente apolide:
«L’ampiezza dell’Oriente, l’abbondanza del Settentrione, la vastità del Meridione, le fertilissime e sicurissime sedi delle grandi isole hanno le mie leggi e il mio nome, poiché romano e cristiano giungo tra romani e cristiani. […] Un unico Dio, che ha voluto quest’unità del regno per i tempi in cui gli è piaciuto manifestarsi, da tutti è amato e temuto; le medesime leggi, sottoposte a un unico Dio, regnano ovunque; dovunque giungerò, sconosciuto, non avrò da temere violenza improvvisa come chi è senza protezione. Tra romani, come ho detto, romano, tra cristiani cristiano, tra uomini uomo, mi appello allo Stato in base alle leggi, alla coscienza in virtù della fede, alla natura in nome dell’uguaglianza.»
Storie contro i pagani, V, 2, 3-6.
Noi Italiani dobbiamo guarire dall’orrenda pazzia cultrice dell’apolidia!
dall’italicida pazzia di Plinio il Vecchio, di Orosio e di Rutilio Namaziano!
dall’atroce pazzia meticcionista!
dalla truce pazzia osvizzatrice!
”Just a reminder: Several of the fathers of the #Rotherham child rape victims were themselves arrested and imprisoned when they tried to rescue their daughters from the Muslim rape gangs.”
://twitter.com/BadIdeasVs/status/938432352971251712
Che disastro! Che tragedia! Che catastrofe!
L’AUSVIZZAZIONE
Complimenti multiculturalisti, siete riusciti a realizzare lo “straniero in patria”
“Il 34,62 per cento di tutti gli svedesi è immigrato di prima o seconda generazione”.
Un’inchiesta da brivido con cui tappezzare le redazioni dei giornali italiani e le aule del Parlamento
Giulio Meotti
“Anziché portare alla fusione, la crisi migratoria sta portando alla fissione dell’Europa”, scrisse cinque anni fa lo storico di Stanford Niall Ferguson. “Sono sempre più convinto che la crisi migratoria sarà vista dai futuri storici come l’ingrediente fatale che ha sciolto la Ue”.
La Ue è sempre lì, ma la “fissione” è già avvenuta nella paese all’avanguardia del multiculturalismo, delle frontiere aperte e dell’accoglienza. Dal 1980, secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la metà di tutti i permessi di soggiorno concessi dalla Svezia – quasi 400.000 – sono andati a ricongiungere famiglie provenienti da varie aree geopolitiche disastrate. Molti di questi posti erano nel mondo islamico: Yugoslavia, Somalia, Siria, Iraq e Afghanistan i principali.
Nel 2014 l’allora premier Fredrik Reinfeldt invitò i concittadini svedesi ad “aprire i cuori” ai profughi di tutto il mondo: “Chiedo al popolo svedese di essere paziente e solidale, a lungo termine creeremo un mondo migliore in questo modo”. Soltanto l’anno dopo, la Svezia avrebbe accolto 163.000 persone. L’equivalente del 1.6 per cento della popolazione totale. Come se l’Italia avesse lasciato entrare 600.000 migranti in un anno.
E così la famosa “terra del diritto di asilo” è finita con sobborghi dove oggi soltanto un abitante su dieci è svedese e all’Università di Lund accademici di origine egiziana come Sameh Egyptson pubblicano ricerche sul progetto di islamizzazione della società svedese attraverso cambiamenti demografici e culturali.
Ora la “nazione più generosa della terra” prende atto che al “mondo migliore” preferiva quello di prima e cambia direzione. A 180 gradi. Se si guarda alla Svezia come in un caleidoscopio, ruotando i tre specchi nel tubo, che futuro vediamo per l’Europa?
“La ‘superpotenza umanitaria’ di cui si vantava l’ex ministro degli Esteri conservatore Carl Bildt, accogliendo 163.000 rifugiati nel 2015, un record pro capite in Europa, sta gradualmente chiudendo le porte dopo le elezioni parlamentari dello scorso settembre, che hanno visto una spettacolare affermazione dei Democratici di Svezia (SD), un partito nazionalista di estrema destra” racconta in una inchiesta da brivido Le Figaro. “Quest’ultimo, che non ha aderito alla coalizione di governo ma gode di un’influenza senza precedenti, sta sfruttando con successo il crescente sentimento anti-immigrazione. L’SD, che è diventato il più grande partito di destra e il secondo in parlamento con il 20 per cento dei voti, dopo i socialdemocratici, ha contribuito in modo significativo al ritorno della destra al potere. In particolare, l’SD ha imposto un cambiamento radicale della politica svedese in materia di asilo per monetizzare il suo sostegno alla coalizione di minoranza di centro-destra (conservatori, liberali, cristiano-democratici) guidata dal conservatore Ulf Kristersson. Il perno di questo ‘cambio di paradigma dell’asilo’, come lo definisce lei stessa, Maria Malmer Stenergard, ministro dell’Immigrazione del partito moderato conservatore, è ‘determinata a ridurre drasticamente il numero di migranti irregolari’. Leggendo il suo giornale in un caffè del centro commerciale Triangeln, Olof, un negoziante del posto, ritiene, come molti suoi compatrioti, che ci siano troppi immigrati: ‘Noi svedesi siamo già una minoranza a Malmö’, afferma. In effetti, in questa terza città del regno, con una popolazione di 357.000 abitanti, il 57 per cento è nato all’estero o da genitori stranieri, e sono rappresentate ben 184 nazionalità”.
A Malmö le nuove cifre per le fasce di età 5-9 anni e 10-14 anni sono di oltre il 68 percento di stranieri.
Secondo i dati di Statistics Sweden (SBC), il 34,62 per cento di tutti gli abitanti in Svezia all’inizio dell’anno ha origini straniere al massimo di una generazione. Si tratta quindi di immigrati di prima o seconda generazione.
La maggioranza degli studenti a Malmö ha un passato migratorio. La notizia spinge a chiedere nuove strutture educative in cui i migranti possano studiare nella loro lingua madre, l’arabo, perché lo svedese è ora una “lingua minoritaria”.
“Gli ebrei lasciano la terza città più grande della Svezia”, scrive il quotidiano svedese Nyheter Idag. La comunità ebraica di Malmö è previsto che si dissolva entro il 2029. Un giornalista americano, Andy Ngo, le ha fatto visita: “Mi sono fermato alla sinagoga di Malmö. Sono stato accolto da una recinzione metallica di sicurezza e da telecamere a circuito chiuso. La sinagoga è stata attaccata con esplosivi. Più il GPS mi diceva che ero vicino alla mia destinazione, più veli vedevo e meno svedese sentivo. A Rinkeby, le ragazze e alcune bambine indossano i veli. I caffè sono in pratica spazi per soli uomini e un ristorante nel centro della città offre posti a sedere separati, con una tenda per ‘famiglie’, un eufemismo per le donne”.
A Malmö la metà dei residenti ha meno di 35 anni e il nome di battesimo più popolare è Mohammed.
E quando il multiculturalismo assume queste dimensioni diventa impossibile per la società combattere per lo stato di diritto. Lo vediamo in Germania.
Omid Nouripour, leader dei Verdi saliti al governo in Germania, ha detto: “Ci sono molti tipi di Sharia in arrivo. Il nostro compito è garantire che le parti compatibili con la Legge fondamentale possano essere applicate”. Così un giudice di Francoforte ha citato il Corano in una causa di divorzio che coinvolgeva una donna tedesca di origine marocchina che era stata ripetutamente picchiata dal marito marocchino. Un tribunale di Monaco ha invece stabilito che una vedova tedesca aveva diritto solamente a un quarto del patrimonio lasciatole dal defunto marito, che era nato in Iran, assegnando ai sensi della Sharia, gli altri tre quarti dell’eredità ai parenti dell’uomo a Teheran.
Ora la corte di Karlsruhe – il massimo organo giuridico tedesco – stabilisce che la legge con cui Angela Merkel aveva vietato le nozze minorili è incostituzionale e va rifatta. Secondo la Corte Costituzionale, la normativa è attualmente priva di una clausola sulla possibilità di dichiarare valido il matrimonio dopo che l’interessato ha compiuto i 16 anni di età. Inoltre, l’annullamento del matrimonio potrebbe avere conseguenze negative anche per il minore coinvolto.
Alla Corte è stato chiesto di rivedere il divieto di matrimonio precoce da parte della Corte federale di giustizia. Il caso è iniziato con una coppia siriana fuggita in Germania. Si sono sposati nel 2015. All’epoca il marito aveva 21 anni e sua moglie 14. Il loro matrimonio è stato suggellato dalla legge siriana davanti a un tribunale della Sharia. All’arrivo in Germania, i coniugi sono stati separati e la ragazzina è stata collocata in una struttura di assistenza ai minori.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, quest’anno il 97 per cento della popolazione afgana è a rischio povertà. Nella loro disperazione, sempre più genitori vendono le loro figlie, anche quando sono ancora bambine. E molti afghani stanno andando in Germania, portando con sè la sharia.
“In Germania prevale la legge islamica”, titola la BILD.
Il ministero dell’Interno tedesco, rispondendo a un’interrogazione sulla legge sulla libertà d’informazione, aveva rivelato che 1.475 minori sposati vivevano in Germania dal 31 luglio 2016. La maggior parte di questi minorenni sono originari della Siria (664), dell’Afghanistan (157) e dell’Iraq (100). Quasi l’80 per cento (1.152) sono ragazze.
“Le giustificazioni religiose o culturali celano il fatto che gli uomini più grandi abusano di giovani ragazze”, disse Rainer Wendt, a capo del sindacato della polizia tedesca. Eva Kühne-Hörmann, ministro della Giustizia dell’Assia, si è chiesta: “Se ai minori non è permesso a giusto titolo di comprare una birra, perché il legislatore dovrebbe consentirgli di prendere decisioni così importanti come quella di sposarsi?”. Altri hanno detto che la decisione avrebbe innescato un conflitto culturale in Germania, poiché i musulmani lo avrebbero visto come un precedente per caldeggiare la legalizzazione nel paese di altre pratiche islamiche, tra cui la poligamia.
Un tribunale tedesco ha riconosciuto valido il matrimonio di una ragazza siriana di 14 anni con il cugino di 20, una sentenza storica. Il giudice ha citato la sharia come motivazione. “Immagina di arrivare in un paese come la Danimarca, un paese di uguaglianza, come una giovane ragazza vittima di un matrimonio forzato, e scopri che invece di darti la possibilità di liberarti dal tuo matrimonio forzato, lo stato ti costringe a stare insieme in un centro di accoglienza per asilo”, aveva detto Stojberg.
La legge islamica avanza a grandi passi in Europa e il relativismo è la sua porta di ingresso.
Le vittime di migranti a caccia di prede sessuali sono state ignorate a causa della “correttezza politica”, ha appena affermato il premier inglese Rishi Sunak.
La polizia archiviava il caso se venivano presentate denunce contro le famiglie asiatiche. Un’inchiesta ha rilevato che più di mille bambini sono stati sfruttati sessualmente a Telford tra le carenze “scioccanti” della polizia e del consiglio comunale, racconta il Times. L’inchiesta ha rilevato che lo sfruttamento sessuale dei bambini “è prosperato” nella città dello Shropshire a causa dei timori che le indagini sugli uomini asiatici avrebbero “infiammato le tensioni razziali”. Lo Spectator ha il commento più onesto: “Un rapporto di Quilliam International ha rilevato che l’84 per cento degli uomini condannati per essere membri di bande di adescamento sono musulmani pakistani. Questo è, per usare l’espressione preferita della sinistra, problematico, poiché i musulmani rappresentano il 7 per cento della popolazione del Regno Unito”.
Quando la laburista Ann Cryer ha sollevato la questione degli stupri di bambine nella sua zona, è stata accusata di “islamofobia” e “razzismo” e a un certo punto dovette essere messa sotto scorta. A Rotherham, nel nord inglese, per molti anni è stato consentito a bande di stupratori di origine pakistana di adescare e abusare di 1.400 bambini. Rotherham è uno degli epicentri del multiculturalismo britannico, c’è una corte della sharia perfettamente legale e le mense delle scuole pubbliche sono diventate “halal”, islamicamente corrette, senza maiale. Le vittime erano minori bianchi da undici a sedici anni con problemi psichici o familiari. Il politico laburista Denis MacShane ha detto al Times di non aver voluto indagare, sebbene fosse a conoscenza degli abusi, perché “da lettore del Guardian e liberal di sinistra” aveva paura di “affondare il barcone multiculturale”.
“In gran parte dell’Europa si parla di come, se l’immigrazione non verrà rallentata, questo o quel paese perderanno la propria cultura tradizionale”, ha scritto in un saggio per la Hoover Institution di Stanford lo scrittore americano Christopher Caldwell, autore per Garzanti de L’ultima rivoluzione dell’Europa. In Svezia già oggi “è troppo tardi per fare qualcosa al riguardo” scrive Caldwell. “La popolazione musulmana della Svezia è ora dell’8,1 per cento. Sarà al 30 per cento musulmana entro il 2050 se i flussi continueranno e al 21 per cento nell’improbabile eventualità che si fermino. Oltre il 30 per cento dei suoi bambini nascono oggi da madri straniere”. Nel 2006 sul New York Times Caldwell scrisse un lunghissimo racconto intitolato “L’Islam alla periferia del welfare state”. Era già tutto lì: la richiesta di manodopera, la follia umanitarista, le ondate migratorie, il cambiamento demografico, l’Islam. Gli svedesi ci hanno messo diciassette anni per svegliarsi e prendere atto del fallimento del paese.
Nell’ottobre 2004, Osama bin Laden ha denigrato l’affermazione di George Bush secondo cui Al Qaeda odiava la libertà dicendo: “Lascia che ci dica perché non abbiamo colpito la Svezia, per esempio”. Perché in Svezia le libertà, il diritto d’asilo, l’accoglienza e la democrazia sono state usate per rovesciare il sistema senza colpo ferire.
Sono “fortunati” gli altri paesi europei, specie quelli del Sud che sono un ventennio in ritardo rispetto a questo disastro: guardando la Svezia hanno davanti a sé una chiara visione di come sarà il proprio futuro se non cambieranno direzione, come ora stanno facendo gli scandinavi e per cui potrebbe essere già tardi. Ma ne avremo la forza? Non a giudicare da quello che sta avvenendo in questi giorni a Lampedusa.
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Sì! Noi Italiani ce l’abbiamo la forza!!!
Noi soli! Noi unici!
“Venne il proclama del «grido di fede incrollabile nei destini dell’Italia», cioè nell’esercito, e le cose mutarono di parecchio.
[…]
il solo forse che non perdette mai la fiducia in noi combattenti fu proprio il nostro re [Vittorio Emanuele III], e ciò proprio perché egli conosceva profondamente l’anima del popolo italiano.
Vengono ancora i brividi, quando si pensa alle scene che si sono svolte sotto i nostri occhi dopo la nostra disfatta dell’ottobre scorso. La paurosa fiumana di gente che scendeva verso la pianura dopo la rottura del fronte pareva una popolazione sfuggita ad un cataclisma apocalittico. Tutto pareva crollasse intorno a noi, pareva la fine di tutto…
Bisognava avere una fede veramente incrollabile, mistica quasi, nei destini del nostro paese, per credere, in quel momento, che vi era ancora la possibilità di riprendersi, anzi addirittura di vincere.
Eppure quel proclama di Peschiera ha potentemente contribuito a compiere il miracolo.”
Silvio Scaroni, Battaglie nel cielo, Longanesi & C., 1971, pagina 89.
Serve un altro proclama!
://www.raiplay.it/video/2020/03/cronache-dallantichit-dal-mito-alla-storia-p4-cf658b12-f5aa-4016-82bd-0c31ae1a6549.html
Che simmetria!
Qualsiasi altro popolo, dopo Canne e dopo Caporetto, sarebbe stato annientato.
Noi Italiani resistemmo all’annientamento, dopo il quale vi fu Zama e Vittorio Veneto, perché nei nostri cuori dimora la Martialitas Optima Maxima.
Nessuna forza umana è capace di resistere alle armi italiche.
Sappiamo salvarCi e trionfare anche sull’orlo della tomba.
”mansuescere corda
nescia, pro Superi! et nil non immite parata
gens Italum pro laude pati”
“la stirpe degl’Italici non sa ammansire il proprio animo
o Dei! e non c’è niente di atroce che non sia pronta ad affrontare per la gloria”
Silio Italico, Le guerre puniche, versi 490-2.
VIVA L’ITALIA!!!
ROMA RECTRIX ITALIAE
ROMA CAPUT ITALIAE
ROMA DOMINA ITALIAE
L’ITALIA REDENTA
RIPUDIA CONVINTISSIMAMENTE
OGNI CULTO DELL’APOLIDIA
OGNI METICCIONISMO
OGNI UNIVERSALISMO
OGNI IMPERIALISMO
OGNI REGRESSISMO