Quello che i media non raccontano è che l’islamico che ha ucciso l’italiano non è un palestinese, è un cittadino israeliano di etnia araba. Il 20 per cento della popolazione israeliana è arabo islamico. E questo è un problema. Come lo è in Europa.
Quello che per anni è accaduto in Israele, e che ora accade anche in Francia, Inghilterra e Belgio, domani accadrà in Italia se non abroghiamo i ricongiungimenti familiari e i famigerati decreti flussi: perché la vera minaccia sono i regolari. Quelli che si integrano. Quelli che diventano cittadini.
“La semplicità. La riservatezza e la modestia”. Il papà e la mamma di Alessandro Parini ricordano con queste parole all’Adnkronos il figlio 35enne morto nell’attentato di ieri sera sul lungomare di Tel Aviv. Con una busta e dei fiori in mano lasciano l’appartamento a Monteverde dove il 35enne viveva da solo e dove loro, stretti in un dolore composto, sono tornati a prendere poche cose. “I traguardi raggiunti da Alessandro li conosceva solo lui – aggiungono – perché lui era fatto così. Sempre modesto”.
“Una persona meravigliosa, siamo sconvolti”, dicono all’Adnkronos gli inquilini dello stesso palazzo dove viveva Alessandro. “Educato e riservato, lo ricordo così – aggiunge il suo vicino di casa – Viveva da solo, viaggiava spesso, l’avevo visto prima di partire ed era felice per questa vacanza”.
Islamico uccide italiano a Tel Aviv: si lancia con auto e spara contro turisti
“Fra noi giovani avvocati amministrativisti ci conosciamo tutti e siamo sconcertati. Ieri sera si sapeva solo il nome e ci chiedevamo se potesse essere lui, poi questa mattina purtroppo abbiamo visto la foto. Quando senti di questi attentati sembrano così distanti e invece poi ti rendi conto che può succedere a chiunque”, racconta quindi all’Adnkronos Margherita Scalise, avvocato amministrativista e collega del giovane legale. “Alessandro lo sconoscevo da quasi dieci anni, aveva tanti amici e sempre tanto da raccontare, a livello professionale e umano – aggiunge -. L’ultima volta che l’ho visto mi aveva parlato del viaggio che aveva fatto a New York. E’ una tragedia assurda, inspiegabile. Lo ricorderemo come un ragazzo buono a cui era impossibile non volere bene”.
La procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte del 35enne. I magistrati dell’antiterrorismo, coordinati dal procuratore aggiunto Michele Prestipino, hanno già ricevuto una prima informativa da Digos e Ros e procedono per i reati di attentato con finalità di terrorismo, omicidio e lesioni.
C’è da dire che Tel Aviv è la città nota per la sua cosiddetta ‘comunità gay’, non è un caso che abbiano colpito lì.

VIOLENZA IMPROVVISA INELUTTABILE E IMMOTIVATA
Noi Italiani siamo il Popolo più omogeneo del mondo, tuttavia la tracotanza c’illude del preciso opposto!
Follemente illusi di essere il meno omogeneo!
Stramaledettissima hybris!
L’avvocato cosa stava facendo da quelle parti? Stava con la moglie?