Meloni promette rimpatrio di almeno 70mila clandestini: ma ne ha sbarcati già 80mila

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Pensate che geni Tajani e la Meloni: in cambio di meno clandestini più immigrati ‘regolari’ afroislamici. Una regolarizzazione dell’invasione.

Il governo vuole rimpatriare almeno 50 clandestini al giorno. Quindicimila l’anno. Settantamila alla fine della legislatura.

Il nostro piano, invece, prevede la possibilità di rimpatriarne 100mila l’anno senza neanche accordi coi paesi di provenienza, basta l’accordo con un paese terzo tipo il Ruanda:

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Partiamo dai numeri. In base ai dati aggiornati dal Viminale al 31 marzo scorso, sono 111.928 i migranti che si trovano nelle strutture italiane: 77.089 nei centri d’accoglienza, 33.817 nei centri Sai (l’accoglienza integrata gestita dagli enti locali) e 1.022 negli hotspot (principalmente quello di Lampedusa). Mentre i prefetti stanno cercando di trovare nuovi posti sul territorio, da hotel dismessi e immobili sfitti, il ministero dell’Interno sta studiando l’apertura di nuovi Cpr, i Centri di permanenza peri rimpatri, dove si trovano gli immigrati irregolari. Attualmente sono nove, di cui uno a Roma (Ponte Galeria), due in Sicilia, due in Puglia e uno in Piemonte, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Basilicata. Il Viminale vorrebbe arrivare a venti. Se da un lato si punta ad aumentare i posti disponibili, dall’altro si vuole incrementare i ritorni nei paesi d’origine.

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Tecnicamente si parla di «rimpatri forzati accompagnati». Il ministro Piantedosi ci sta lavorando da alcuni mesi e ne ha parlato pure in Europa: «Un’operazione di ritorno che sia associata a progettualità di reintegrazione, anche in caso di rimpatri forzati, può infatti agevolare la collaborazione dello straniero, stimolare i Paesi terzi di provenienza a rafforzare la cooperazione e concorrere a contrastare le cause profonde dell’immigrazione», ha spiegato. Si punta ad arrivare almeno 50 rimpatri al giorno. Per riuscirci è al vaglio anche l’ipotesi di un incentivo, sotto forma di contributo economico, al migrante che accetta di buon grado di essere rimpatriato. Inoltre, Tajani ha spiegato che «i Paesi virtuosi che faranno accordi con noi, che riprenderanno gli irregolari e faranno azione di presentazione dei rischi che si corrono, avranno una quota maggiore di migranti regolari che potranno lavorare in Italia».

Nelle ultime settimane la Difesa ha già dato il suo contributo con mezzi aerei per svuotare l’hotspot di Lampedusa. L’apporto garantito dell’Aeronautica militare sarà implementato. Mentre si intensificherà la pressione sulla Tunisia affinché argini le partenze. Piantedosi volerà in Tunisia a fine aprile. La collaborazione dovrebbe riguardare addestramento di uomini, fornitura di mezzi e aiuti finanziari.

Già questo è il simbolo di un governo di femminucce. Un governo forte fa il contrario e si presenta dicendo: o vi riprendete i clandestini e bloccate le partenze, oppure tutti i vostri cittadini in Italia perderanno il permesso di soggiorno, il nostro mercato sarà chiuso alle vostre esportazioni e il vostro mercato al nostro turismo.

Dovremmo mandare a trattare Messina Denaro invece di quello zuzzurellone di Tajani.