Laura e Claudia uccise da africano perché italiane

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L’unica verità è che se non ci fossero immigrati in Italia, ci sarebbero migliaia di italiani ancora vivi. Da Pamela a Laura e Claudia, passando per Desirée e tanti altri. Troppi altri. L’immigrazione di massa è un crimine contro il nostro futuro. Uccide italiani. Uccide il nostro futuro. Per questo dichiariamo lo Stato italiano assassino del nostro futuro!

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Morte perché italiane. Quindi vittime dimenticate di uno Stato razzista. Di un sistema politico razzista. Di un sistema mediatico razzista e venduto.

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“È allucinante morire così”. Giorgio Braga, sindaco di Robecchetto (Milano), esterna con queste parole l’incredulità per quanto accaduto la notte di sabato a Rho, alla barriera di Milano-Ghisolfa. Nel drammatico incidente ha perso la vita una sua concittadina, Laura Amato, originaria di Catania. “Da tanti anni abitava in paese. Qui sono cresciuti i suoi due figli. La vedevo spesso in giro, a fare la spesa, a prendere il caffè con le amiche. Era davvero una bella persona. Familiarizzava con tutti”.

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Una delle sue amiche l’ha definita “una delle donne più forti che ho conosciuto, determinata come poche, buona, gentile e meravigliosamente bella sia dentro che fuori, con una grande voglia di vivere”. Una voglia di vivere prematuramente spezzata dalla corsa folle di un uomo, che è andato a sbattere violentemente contro la vettura con a bordo le due donne ferma in barriera per ritirare il biglietto di pedaggio.

Laura, che lavorava come operatrice sanitaria alla Macedonio Melloni di Milano, stava rientrando a casa dopo aver partecipato a un momento conviviale con amici e colleghi, per festeggiare il compleanno di Claudia Turconi, di Rescaldina, madre di 4 figli, con la passione per l’arte, dipendente della Fondazione Colleoni. Aveva lavorato dapprima nella struttura di Rescaldina mentre ora era occupata al Centro diurno di Castano Primo.

“È sempre stata una professionista seria e preparata, puntuale e precisa – dicono alla Fondazione –. Queste sono le doti professionali che non le sono mai mancate, ma Claudia aveva un cuore grande, stava vicino agli anziani con empatia e delicatezza, con dolcezza e simpatia. Era una donna forte, energica, che metteva in gioco i suoi talenti per la cura e per il benessere di tutti i nostri ospiti”. “Era molto creativa (aveva frequentato il liceo artistico, ndr ): a lei dobbiamo le colorate decorazioni che addobbano il Centro. Le nostre ospiti hanno sempre avuto mani curate e visi perfetti perché si occupava del laboratorio di bellezza con affetto e scrupolo”.

“La presidenza, la direzione amministrativa, il consiglio d’amministrazione tutto e noi colleghi della Fondazione Colleoni sapremo stare accanto ai figli di Claudia che erano per lei la priorità”. Ieri mattina i familiari delle due vittime si sono recati all’obitorio di Milano per il riconoscimento delle salme. Solo dopo le autopsie, potranno essere autorizzati i funerali.




8 pensieri su “Laura e Claudia uccise da africano perché italiane”

  1. Non facciamo di tutta l’erba un fascio. Non pensate che le vittime degli immigrati fossero tutti santi e sante. Tanti di loro erano buonisti pro-immigrazione, fidatevi. E lo dico sempre, direttamente o indirettamente arriva anche per voi che fate finta di niente, accoglioni succhiacazzi. E no, non andrà tutto bene, le conseguenze di negraglia e vaccini la state pagando sulla vostra pellaccia ogni fottuto giorno.

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