Migranti: cognato la violenta, arriva il marito e si unisce allo stupro

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Maltrattamenti in famiglia, tentata violenza sessuale e lesioni: con queste accuse due fratelli immigrati, di nazionalità indiana, erano stati arrestati, incarcerati e messi ai domiciliari. Il provvedimento era scaturito dalla denuncia presentata ai carabinieri dalla stessa vittima.

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La donna aveva raccontato che, mentre si trovava in camera da letto, il cognato era entrato allo scopo di violentarla. Lei aveva opposto resistenza. Le sue urla avrebbero attirato l’attenzione del marito che, anziché difenderla, secondo l’accusa l’avrebbe picchiata per non aver ceduto al fratello.

I carabinieri di Castel Goffredo avevano prontamente informato la procura del caso, dando quindi avvio alla procedura del cosiddetto codice rosso, con conseguente richiesta al giudice delle indagini preliminari, sulla scorta dei riscontri acquisiti, di adozione di un’adeguata misura cautelare che era stata immediatamente emessa nella stessa giornata.

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Il 22 dicembre il processo è proseguito davanti al collegio giudicante presieduto da Gilberto Casari. Con lui Chiara Comunale e Raffaella Bizzarro. Sono stati sentiti diversi testimoni, tra questi anche la vittima che ha confermato tutte le accuse a carico dei due imputati.

La donna era stata sbattuta sul letto dal cognato che aveva provato a violentarla. Si era messa ad urlare, il marito era arrivato nella stanza ma di fronte a quella scena avrebbe detto in modo orribile: lascialo fare. Il tutto sarebbe stato commesso davanti ai figli minori.




Un pensiero su “Migranti: cognato la violenta, arriva il marito e si unisce allo stupro”

  1. Allucinante. Dovrebbe ammazzare suo fratello e invece si unisce allo stupro della moglie. Poi arrivano le femministe e rompono il cazzo solo a noi uomini bianchi. Qua tacciono, perché a compiere una nefandezza simile è un indiano.

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