LA Chiesa lavora attivamente per accelerare la sostituzione etnica. Per motivi sessuali, monetari e a volte anche per una lettura pervertita dei Vangeli.
Dicono che vengono in Italia a fare i lavori che gli italiani non vogliono fare. Tipo il calciatore nella nostra nazionale. Il caso di Degnand Gnonto è in questo contesto rivelativo di quello che fanno gli immigrati e i loro figli ai vostri figli: tolgono loro opportunità.

Perché per uno Gnonto che esordisce in nazionale invece di un vero italiano di sangue, ce ne sono migliaia che rubano il posto a migliaia di italiani negli asili comunali. Che prendono i sussidi al loro posto. Che finiscono nelle case popolari al loro posto. Che si prendono il lavoro al loro posto.
Gnonto è nato a Verbania ed è cresciuto a Baveno, in Piemonte, ed è diventato ufficialmente “italiano” sulla carta nel 2009, quando di anni ne aveva sei. Questo perché nel frattempo la cittadinanza era riuscita ad ottenerla il padre, che nel 2009 in Italia ci viveva già da quasi 17 anni, grazie alla famigerata Chiesa cattolica.
Lui lavorava da custode dell’oratorio che gli aveva concesso il parroco di Baveno, un certo Don Alfredo – non chiedeteci perché – che gli aveva anche regalato la casa sopra al campo dell’oratorio.
Milioni di famiglie italiane senza casa e la Chiesa spa le regala agli africani.
Senza i traditori della Chiesa, Boris Gnonto forse non avrebbe ottenuto la cittadinanza o magari la avrebbe ottenuta più tardi. E come lui tante altre migliaia di invasori.
E lo stesso sarebbe stato per Degnand, che senza la cittadinanza italiana del padre avrebbe dovuto aspettare di compiere i 18 anni che ha compiuto lo scorso 5 novembre per richiederla (e dimostrare poi di essere stato sempre residente in Italia in tutti e 18 gli anni della sua vita, senza interruzioni).
Se non fosse stato per le smanie di Don Alfredo al posto di Gnonto campo sabato a Bologna contro la Germania avrebbe esordito un italiano. Vero.
E migliaia di altri italiani, se non fosse per il tradimento di tanti altri preti, non dovrebbero mettersi in coda per una casa, un lavoro e un pezzo di pane.

Quando gli italiani non destineranno l’8×1000 alla chiesa cattolica , allora forse i preti ed i loro sodali ( non volevo dire sodomiti ) inizieranno a capire !