Ragazzina muore di influenza suina a Perugia: la pandemia era ‘finita’ nel 2010

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C’è troppo movimento di persone e merci. Il mondo, e il nostro sistema immunitario, non è abituato a questa velocità di spostamento dei virus.

L’influenza suina è una delle ipotesi prospettate dai medici ai familiari in merito alle cause della morte di una diciassettenne avvenuta lo scorso 27 marzo all’ospedale di Perugia.

La conferma dal punto di vista medico-legale dovrà arrivare dalla medicina e dal lavoro dei consulenti e dei periti impegnati a comprendere l’esatta causa del decesso.

Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi di un virus.

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Sulla vicenda, dopo una denuncia presentata dai familiari, la procura della Repubblica di Perugia ha infatti aperto un fascicolo nel quale è stato ipotizzato l’omicidio colposo contro ignoti ed è stata disposta l’autopsia. Esame eseguito giovedì, che non ha però chiarito le cause della morte della diciassettenne. Sarà ora necessario attendere l’esito degli esami istologici.

Un tampone eseguito in farmacia dalla ragazza e poi quello all’ingresso in ospedale hanno escluso che fosse affetta da Covid.
Quando venerdì si è presentata in pronto soccorso presentava difficoltà respiratorie e qualche linea di febbre. La situazione è poi rapidamente precipitata fino alla morte.

Intanto si svolgono a Perugia i funerali della ragazza. In particolare, sulle varie ipotesi in merito alla morte, sarebbe stato isolato il ceppo H1N1 – scrive oggi il Corriere dell’Umbria – che nel 2009 causò una pandemia la cui fine è stata decretata l’anno successivo.

Oltre all’influenza e ad una polmonite, sarebbe stata riscontrata la presenza dello stafilococco. Secondo gli studi dell’Iss sulla suina, “la polmonite virale primaria è la complicanza più comune nei casi più gravi ed è frequentemente causa di morte”.




13 pensieri su “Ragazzina muore di influenza suina a Perugia: la pandemia era ‘finita’ nel 2010”

  1. Furgoni e pik up nei boschi, hanno fatto avanti e indietro x un pezzo fino ad un mese fa.
    Abbiamo il peggior governo di bastardi genocidi della storia ma devono pagarla anche TUTTI i loro servi e le loro famiglie, estinguere tutti i loro alberi genealogici di merda.

  2. Ultralight… letteralmente molto chiaro… cos’è?

    no comunque sono andata a leggere qualcosa in più sui divieti, pare che sia estremamente infettivo e temono che con le gomme delle auto, i vestiti e naturalmente le scarpe, si possano portare i germi altrove, magari dove suini domestici vivono ed innescare una vera e propria epidemia con danni economici ingenti.
    Credo che Marco abbia ragione, stanno morendo un numero impressionante di persone, un giovanotto che faceva il cameramen da Maria Defilippi, un pilota di 34 anni, poi quel ragazzo di Amici, sembrava deceduto per leucemia subito (molto furbi) invece era la stessa cosa di Camilla… tutti plurivaccinati naturalmente.

    1. Da queste parti fra i 50 ed i 60 cadono come le mosche. Ma è tutto normale, pare sia sempre successo mi dicono. E poi avevano un sacco di altri problemi. Quando chiedi “ma erano punturati?” la risposta puntualmente è che non c’entra nulla.

      Solo che adesso i punturati ancora ambulanti si stanno incazzando parecchio. Ovviamente con me, che li prendo per il culo. Tra l’altro, mia figlia è di nuovo positiva. E io no, mannaggia… E nemmeno Cippy. E la positività per ora si manifesta con un po’ di tosse, mezza linea di febbre e con una danza accompagnata da campanellini molestissimi in salotto. Forse si sta trasformando in uno sciamano.

      1. Noi dovremmo ricordare loro che l’età media lambiva gli 80…non 40! Comunque è la paura che li attanaglia e un senso di rivalsa che li porta a negare in pubblico. Sono certa sanno perfettamente di aver commesso un gravissimo errore.

        1. Un veterinario mi spiego’ che la peste suina ha due varianti: quella africana e quella classica. Alla prima, soccombono sia i cinghiali che i maiali; la seconda, uccide solo i maiali, ma i cinghiali ne sono portatori sani. Il relativo virus, simile a quello dell’HIV, è estremamente contagioso e resistentissimo: resiste persino alla salagione, donde il divieto di portare salumi artigianali nel bagaglio. Non è contagiosa per l’uomo. Nelle zone ove è presente, è fatto obbligo a chi va per quelle parti, di osservare determinate prescrizioni sanitarie (cambiarsi abiti e scarpe, ed altro), sotto pena di gravi sanzioni: infatti, calpestare ove è passato un cinghiale infetto, può diffondere il contagio. Una curiosità: tale l’obbligo sussistenza per il cacciatore, che dovrà, tra l’altro, portare alla ASL i campioni di sangue e milza, conservare il cinghiale in cella frigo sino all’esito degli esami. Tale obbligo non sussiste per il cercatore di funghi, o di asparagi, o il gitante. Ossia: il non-cacciatore va dove vuole, rientra, è magari va subito a trovare il suo amico allevatore…. Non voglio aprire la questione ‘caccia si – caccia no’; volevo solo far notare che ogni morbo ha i suoi untori.

        2. Una giovane donna, molto colta (due lauree), molto intelligente, mi spiego’ di essersi vaccinata perché sua cugina pressoché coetanea, è morta di Covid (non ‘con’ il Covid), è che quindi ha ritenuto di tutelarsi col vaccino. Non ha criticato la mia decisione di non vaccinarmi, ma qualche giorno fa, sulla nostra chat, entrai in argomento per una certa questione, e ne ho avuto una risposta piuttosto secca: ho avuto la netta sensazione che l’argomento “bruci il c#$@”. La donna, tra l’altro, ha conoscenze non superficiali di psicologia; perciò credo anch’io che abbia cominciato a prendere coscienza della storia. Mi rifiuto di credere che quella donna sia una povera babbea, perché ha dato ampie riprove del contrario. Probabilmente, comincia a sentirsi ingannata.

    2. Un veterinario mi spiego’ che la peste suina ha due varianti: quella africana e quella classica. Alla prima, soccombono sia i cinghiali che i maiali; la seconda, uccide solo i maiali, ma i cinghiali ne sono portatori sani. Il relativo virus, simile a quello dell’HIV, è estremamente contagioso e resistentissimo: resiste persino alla salagione, donde il divieto di portare salumi artigianali nel bagaglio. Non è contagiosa per l’uomo. Nelle zone ove è presente, è fatto obbligo a chi va per quelle parti, di osservare determinate prescrizioni sanitarie (cambiarsi abiti e scarpe, ed altro), sotto pena di gravi sanzioni: infatti, calpestare ove è passato un cinghiale infetto, può diffondere il contagio. Una curiosità: tale l’obbligo sussistenza per il cacciatore, che dovrà, tra l’altro, portare alla ASL i campioni di sangue e milza, conservare il cinghiale in cella frigo sino all’esito degli esami. Tale obbligo non sussiste per il cercatore di funghi, o di asparagi, o il gitante. Ossia: il non-cacciatore va dove vuole, rientra, è magari va subito a trovare il suo amico allevatore…. Non voglio aprire la questione ‘caccia si – caccia no’; volevo solo far notare che ogni morbo ha i suoi untori.

      1. Quando un animale muore, diventa nel giro di poche ore la tavola imbandita per un banchetto che riguarda animali che volano, che camminano, che strisciano, che si insinuano. Uccelli di qualsiasi tipo, volpi, tassi, topi, cani randagi, nugoli di insetti, vermi… tutti si precipitano a reclamare il loro brandello più o meno sostanzioso. Ovviamente, quei brandelli prendono la stessa via del commensale e vengono trasportati in ogni dove e, alla fin fine, “depositati” per concimare il terreno anche molto lontani dal luogo del “prelievo”. Che facciamo, istituiamo un lock-down anche per gli animali che ho citato poco sopra? Tutti quanti? E se il cadavere è nei pressi di un corso d’acqua, che facciamo, chiudiamo il rubinetto?

        Quando si finge di voler controllare situazioni per loro natura non controllabili, lo si fa per secondi fini. Fini non dichiarati, ma comunque riscontrabili.

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