Aspettava alcuni amichetti con i quali trascorrere il pomeriggio quando è stata aggredita da una baby gang composta da ragazzi tra i 15 e i 16 anni che hanno cercato di violentarla dopo averla molestata sessualmente e aver cercato di trascinarla dietro un cespuglio in un luogo isolato.
Un incubo per una ragazzina di 14 anni che il 22 dicembre scorso all’Eur è stata soccorsa da due giovani più grandi che hanno messo in fuga gli aggressori dai quali sono anche stati aggrediti.

A distanza di più di tre mesi i carabinieri della compagnia Eur hanno identificato cinque responsabili dell’assalto: due quindicenni e un sedicenne sono stati condotti in comunità d’accoglienza su ordine del gip del tribunale dei minorenni, accusati di concorso in violenza sessuale di gruppo, altri due – di età inferiore ai 14 anni e quindi non imputabili – sono stati invece segnalati alla procura dei minorenni.
Le indagini dei militari dell’arma sono scattate subito dopo i fatti, quando i due giovani hanno dato l’allarme dopo aver soccorso la giovane. Quest’ultima ha riferito a chi indaga, che stava attendendo l’arrivo di alcuni amici in strada quando è stata aggredita alle spalle dalla comitiva di stupratori che l’ha circondata. Qualcuno ha tentato di baciarla, altri di immobilizzarla mentre veniva molestata. A un certo punto la giovane si è sentita spingere verso un luogo isolato in un’area verde dove probabilmente sarebbe stata stuprata se non fossero intervenuti i due soccorritori che hanno udito le sue grida d’aiuto. Una scena drammatica interrotta dall’intervento dei carabinieri che si sono messi subito sulle tracce degli aggressori identificati attraverso testimonianze e filmati delle telecamere di sicurezza.
Dai riscontri dei carabinieri, che erano subito intervenuti sul posto dopo la richiesta d’aiuto da parte di un giovane preso a schiaffi dai stupratori per essersi intromesso in difesa della ragazza, la vittima sarebbe stata prima apostrofata dagli aggressori che avrebbero cercato un approccio ma successivamente, visto il rifiuto della quattordicenne di parlarci, sarebbero passati alle vie di fatto mettendole le mani addosso. I ragazzi, raggiunti dalle misure cautelari emesse dal gip del tribunale dei minorenni, appartengono a famiglie che vivono in un contesto sociale definito “complicato” dagli stessi investigatori nella zona del Laurentino 38. Qualcuno di loro ha già precedenti di polizia nonostante la giovane età. Una banda vera e propria, insomma, che non si esclude possa essere rimasta coinvolta in episodi analoghi sempre all’Eur alla fine dello scorso anno.
“Contesto sociale complicato” tradotto: figli di immigrati.

Ammazzarlo uno ad uno , genitori compresi e le famiglie complicate scompariranno con i loro problemi
Se il centro di accoglienza di cui Vox fa cenno, fosse come me lo figuro io, saremmo già a metà dell’opera…