“Siete uomini, dovete combattere”: centinaia di trans ucraini in fuga bloccati alla frontiera

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Noooo. Zelensky non riconosce la transizione sessuale. Impone ai maschi che si credono donne di combattere come uomini.

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Ma lo sanno, gli ucraini, che se entrano nella Ue tutto questo sarebbe ‘transfobia’? Lo sapete per cosa state combattendo? Se poteste vedere il futuro, deporreste le armi. Anzi, non le avreste mai prese.

Altri, oggi, preferirebbero parlare tedesco che pakistano.

I trans devono andare in guerra. Sarebbero centinaia i travestiti respinti al confine dell’Ucraina mentre cercavano di scappare. Il “problema” risiederebbe nei loro passaporti, che riportano “ancora” il nome e genere maschile, anche dopo il cambio di sesso che l’Ucraina non riconosce.

A diffondere la notizia sono gli stessi attivisti trans, che lamentano leggi dell’Ucraina nel merito “conservatrici”, che vietano ai cittadini maschi dai 18 ai 60 anni di lasciare il Paese, allo scopo di difenderlo nella guerra in corso.

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Nella retrograda Ucraina, infatti, cambiare genere e nome “richiede un lungo processo”, oltre a diverse valutazioni psichiatriche. Questo porta molti transgender a non andare in fondo alla pratica burocratica, e sostanzialmente a mantenere all’interno del proprio documento l’appellativo “maschio”.

E non parliamo dei maschi che si fingono donne per interesse, ci sono anche loro:

Coscritti in fuga dall’Ucraina vestiti da donna, con la scusa della guerra giunti in Italia già più di 14mila ucraini

Ma di maschi che si credono donne. E che in Paesi normali vengono curati. Non assecondati.




8 pensieri su ““Siete uomini, dovete combattere”: centinaia di trans ucraini in fuga bloccati alla frontiera”

  1. Vista l’ideologia delle pari opportunità, perché mai le donne dovrebbero essere trattate diversamente dagli uomini quando si tratta di attività belliche?

    1. Semplicemente ci dovete dare dei calibri piccoli, perché diversamente il rinculo ci proietta all’indietro.

  2. Divertente come notizia. Quanto sono stati fortunati la Russia e i paesi dell’Est a non essere stati infetti dal Liberalprogressismo di matrice angloamericana (o meglio giudeo-marxista). Se non solo successivamente e in minima parte dopo la caduta del Muro e la disgregazione dell’URSS.

    Noi invece in Europa occidentale lo siamo da mezzo secolo, e le conseguenze si vedono ad occhio nudo: siamo diventati dei popoli di smidollati e invertiti. Perché il Liberalprogressismo ha ucciso i popoli europei occidentali soprattutto nello spirito. Se non fossimo stati così, col cazzo che il femminismo, l’omotransessualismo, l’immigrazionismo, l’antiproibizionismo, ecc., avrebbero messo piede.

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