Funerale con bandiera nazista, psicopoliziotti a caccia dei ‘responsabili’: nemmeno in Cina

Vox
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Obbligano i cittadini a girare con un green pass per vivere, ma vanno a rompere i coglioni a dei cittadini che organizzano funerali. Il cattivo gusto non può essere reato in un Paese democratico.

È in corso da parte della Digos della Polizia l’individuazione dei responsabili dell’apposizione di una bandiera nazista sulla bara di una nota militante di estrema destra di cui si è celebrato il funerale oggi a Roma nella chiesa di Santa Lucia. Durante l’attività di osservazione gli investigatori hanno identificato diversi appartenenti all’estrema destra che hanno preso parte alle esequie. La bandiera è stata posizionata sulla bara all’uscita dalla chiesa.

La parrocchia di Santa Lucia prende le distanze da quanto avvenuto dopo il funerale. “Purtroppo quanto si è verificato all’esterno della chiesa alla fine della celebrazione è avvenuto senza nessuna autorizzazione da parte del parroco né del sacerdote celebrante, entrambi all’oscuro di quanto stava per accadere – scrive su Facebook la parrocchia in un post firmato da don Alessando, don Paolo Emilio e tutta la comunità sacerdotale parrocchiale – A tale proposito intendiamo esprimere la nostra profonda tristezza, delusione e disappunto per quanto si è verificato prendendo le distanze da ogni parola, gesto e simbolo utilizzati all’esterno della Chiesa, riconducibili a ideologie estremiste lontane dal messaggio del Vangelo di Cristo”.

La Bibbia è più estremista del Mein Kampf. Ci sono stragi razziali ben più efferate di quelle nazisti. Comunque, al di là del gesto in sé, è ridicolo che la psicopolizia vada a caccia di chi ha deposto una bandiera – non ci interessa quale, se nazista o maoista – su una bara: saranno cazzi nostri come vogliamo morire o no? Metteranno la bandiera Ue sulla bara di Sassoli, che è molto peggio.

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Almeno non potrete andare a rompere le palle alla povera Alessia. Psiconani di Stato.

L’invito alla stampa: “Ora rispettate il nostro dolore e il nome di Alessia”

“La famiglia, gli amici e Alessia stessa scomparsa a Roma il 7 gennaio scorso prendono le distanze e si dissociano da quello che è accaduto all’esterno della chiesa di Santa Lucia dopo i funerali”. Lo scrive su Facebook Stefania Vesica, la zia di Alessia Augello, dopo le polemiche sulla bandiera nazista appoggiata sulla bara della giovane donna al termine dei funerali, tenutisi ieri a Roma, da alcuni dei presenti.

“Siamo addolorati per la perdita della nostra amata Alessia. Ci dissociamo totalmente dai fatti che si sono svolti all’esterno della Chiesa, dei quali non eravamo a conoscenza e che nemmeno Alessia stessa avrebbe in nessun modo condiviso né apprezzato. Non avremmo mai permesso né autorizzato quanto poi è successo. Chiediamo ai giornalisti e a tutti quanti, vista la gravità della nostra perdita di rispettare il nostro dolore e il nome di Alessia Augello”, il messaggio della famiglia.




5 pensieri su “Funerale con bandiera nazista, psicopoliziotti a caccia dei ‘responsabili’: nemmeno in Cina”

  1. In certi posti della Cina ai funerali chiamano le spogliarelliste.
    Pare che i loro problemi funerari siano questi.

    thedailycases(punto)com/spogliarelliste-ai-funerali-cina-vige-lusanza-dare-lultimo-saluto-ai-defunti-spettacoli-erotici/

    1. Sul serio???Vale la pena sfidare il lockdawn che stanno facendo!Mi fiondo la’ nel primo funerale con spogliarelliste, mi dichiaro positivo e mi sbattono in quarantena a tempo indeterminato con un gruppo di zoccole!!😁😁😁😁😁
      Ma e’ fantastico!!!Si, le razioni di cibo che danno fanno cagare pero’…

  2. avrebbero voluto che fosse stata ostentata l’effigie della 10 Brigada Vaccinale Lasette7 Von Draghen Schutz Staffen?
    sono propri dei babbazzi!

I commenti sono chiusi.