Questi pensano di fare entrare immigrati ‘regolari’ a botta di 200mila l’anno, compresi i famigerati ricongiungimenti familiari, e poi che non ci siano moschee. Idioti.
Insulti e minacce di morte per il no della Lega alla moschea in via Novara a Milano. Lo denuncia la stessa vittima, Silvia Sardone, eurodeputata e consigliere comunale della Lega a Milano. “Da giorni ricevo tantissime parole d’odio e di morte per la posizione, espressa dalla Lega a Milano, di contrarietà alla scelta di creare una moschea in Via Novara a Milano. E per la nostra richiesta di controllare e chiudere le numerose moschee abusive che ci sono in città”. Insulti pesantissimi. “Ti do fuoco viva, puttana del cazzo”. “Poi ve lamentate se ve sgozzano”. Questo il tenore delle minacce ricevute per il presidio contro il trasferimento della moschea in via Novara, spazio in cui si facevano tamponi e vaccini.
“È chiaro che in un periodo storico di pericolo legato all’estremismo islamiche servono adeguati controlli su determinate realtà”, spiega l’esponente leghista. Già in passato bersaglio degli attacchi degli immigrati per le sue posizioni. “Allo stesso tempo siamo contrari alla volontà delle giunta milanese di trasferire il capannone moschea dall’ex Palasharp all’area parcheggio di Via Novara. I cittadini sono contrari e il consiglio comunale aveva già escluso quest’area dal Piano delle attrezzature religiose, in quando inidoneo”. Le minacce di morte, conclude la Sardone che ha ricevuto la solidarietà di Salvini, su questo tema “non mi piegano. E di sicuro non ci fanno paura: con la Lega continuerò la nostra battaglia per il rispetto delle leggi e per la sicurezza sempre a testa alta. Non ci facciamo intimidire dagli estremisti”.
“Solidarietà a Silvia Sardone, leghista ma soprattutto donna e mamma, bersagliata da volgarità e violenze intollerabili”, dice Matteo Salvini che si aspetta solidarietà immediata e bipartisan. E al sindaco Sala chiede: “Davvero vuole offrire spazi a gente così aggressiva e intollerante?”.

Se quanto riportato è vero, dovrebbe servire a fare aprire gli occhi a certi politicanti nostrani e sollecitarli ad agire di conseguenza. Ma dubito che riescano ad aprirli,
e ancor di più dubito che reagiranno.
Loro, I musulmani di seconda generazione e di barcone, hanno un intento ben preciso : convertirci e conquistarci o con le buone o con le cattive intenzioni e sappiamo come.
I fatti lo dimostrano : dall’odio verso tutto ciò che è di sapore occidentale, alla creazione di comitati anti islamofobia, al non rispetto delle nostre leggi, ad atti di vandalismo religioso.
Il tutto nel silenzio di chi vuole l’immigrazione come bacino elettorale, da poter comandare a piacimento come con gli italici o gli europei. I politici che sostengono questo, si sbagliano, perché gli immigrati di cui tanto Osannano lo stile di vita (e sappiamo bene chi), cresciuti nell’odio difficilmente si piegheranno ad una vita civile e convivenza pacifica, con gli italiani autoctoni. Quando saranno la maggioranza, sostituiranno la costituzione, con la sharia, un esempio è quella magistratura politicamente ed ideologicamente corrotta, che atti come quelli di carola racket, vengono archiviati, anziché condannati.
Gli islamici parlano” tanto della bontà ” della loro religione, come mai che non denunciano e prendono posizioni diverse, da chi brucia, nei loro paesi di origine, chiese e cristiani, o comunque non musulmani?
A scanso di equivoci, perché c’è anche chi fa” la punta ai puntali degli abeti”, dato il periodo natalizio, bisognerebbe fare luce sulla taqyya, sul perché Gesù bambino offende come la croce. Se non vi piacciono non guardateli.
Io rispetto tutti e ci sono molti atei, anche tra chi scrive qui e personalmente conosco atei, di cui non importa niente di tutte le loro religioni, ma il presepe, crocifisso ed il Natale, guai a toglierli. Per loro stessa ammissione, le nostre tradizioni devono essere mantenute e rispettate “dai forestieri”. A chi non piace, o se lo fanno piacere o cercano altri paesi più “piacevoli”. Persone tra l’altro che non farebbero del male ad una mosca.