E’ un chiaro colpo di stato da parte di settori deviati ideologicamente della magistratura. Un governo serio avrebbe mandato i carabinieri nelle sedi giudiziarie. Un Parlamento serio avrebbe votato la destituzione dei magistrati interessati in questo scandalo. Non è più pensabile che siano altri magistrati ad occuparsi degli ‘errori’ di magistrati, e che la magistratura sia l’unico potere dello Stato totalmente irresponsabile verso gli altri poteri. Solo il popolo fa le leggi – ed è giù una forzatura poco democratica che lo possa fare solo attraverso i propri rappresentanti -, non una piccola mandria di toghe rosse.
Nella nostra confusa nazione, gli italiani sono sottoposti da due anni a un tira e molla di limitazioni delle libertà personali fondamentali. Mentre alla capitana Carola Rackete, la fricchettona che si è riciclata eroina dei due mondi, viene data una pacca sulla spalla per l’impresa prodigiosa di cui si rese protagonista nel giugno 2019: la violazione di un ordine del ministro dell’Interno italiano e l’incidente provocato con la motovedetta della Guardia costiera finita stritolata tra la banchina del porto e il fianco della nave. VERIFICA LA NOTIZIA
Per la giustizia italiana, tutto ciò merita l’archiviazione, in ossequio al principio francamente opinabile dell’imminenza della necessità di far sbarcare il gruppo di clandestini a bordo di Sea Watch 3.
Ci permettiamo di porre più di un dubbio sulla decisione del tribunale di Agrigento perché innanzitutto è ormai acclarato il nesso tra l’abitudine di posizionarsi difronte le coste libiche in attesa che i clandestini vadano a largo sui gommoni e le partenze di questi ultimi. Tanto che coi governi aperturisti (nel senso delle frontiere) e ben disposti nei confronti delle Ong, gli sbarchi e i conseguenti morti in mare sono infinitamente maggiori rispetto a quando – unicum negli ultimi dieci anni – ha governato il dicastero dell’Interno Matteo Salvini, imponendo una linea più rigorosa.
Inoltre l’esistenza dei confini nazionali dovrebbe rappresentare il principio sul quale si basa la possibilità di uno Stato, ossia dei tre poteri che lo compongono, di imporre la legge creata dal suo parlamento in un determinato spazio geografico e in un certo momento storico. La violazione perenne e sistematica dei confini comporta il loro dissolvimento poiché emerge con nitida chiarezza come sia in mano a un potere straniero la decisione sul loro varco.
Difatti le Ong che operano come Carola Rackete sono tutte straniere, ossia battenti bandiera straniera, il che significa che quella nave è un vero e proprio pezzetto di uno stato estero. Il loro andirivieni dalle acque nazionale libiche sin dentro le nostro, e fino alla banchina di un porto come è accaduto nel caso in esame, pone all’attenzione generale una questione di portata gigantesca perché è come se un Paese straniero invadesse il nostro territorio a dispetto di ordini e decreti legge emanati da ministri e governi italiani.
Non è chiaro in quale misura e in quale forma l’Italia potrebbe chieder conto a questi paese dell’operato delle navi battenti le loro bandiere. Ciò che però ormai risulta acclarato è l’atto di prevaricazione messo in atto da porzioni di altri Stati che si conclude sistematicamente con l’invasione dei confini italiani. E se questi ultimi cessano di esistere, o comunque di rappresentare il limite territoriale entro cui solo la legge italiana vale, è del tutto evidente che misure al limite della follia come alcune di quelle adottate negli ultimi due anni risulterebbero prive di fondamento giuridico.
6 pensieri su “Rackete, le toghe rosse cancellano i confini italiani: è eversione”
Ormai si credono Dio e nessuno li ferma.
Non capisco una cosa….Perché gli italiani NON si ribellano?Hanno attaccato le palle all’albero di Natale?
Il risultato di una società individualista pandemizzata prima ce dal covid, dall’invidia sociale
Sarebbero capaci sono di dividersi e ghettizzare i novacse
Ormai si credono Dio e nessuno li ferma.
Non capisco una cosa….Perché gli italiani NON si ribellano?Hanno attaccato le palle all’albero di Natale?
Il risultato di una società individualista pandemizzata prima ce dal covid, dall’invidia sociale
Sarebbero capaci sono di dividersi e ghettizzare i novacse