La UE vuole imporci ancora piu’ immigrati: Draghi ne prenota 100mila

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3 pensieri su “La UE vuole imporci ancora piu’ immigrati: Draghi ne prenota 100mila”

  1. ”Con questa speranza furono mandati diversi funzionari incaricati di trasportare su veicoli quell’orda selvaggia. Le autorità s’impegnarono con somma cura perché non rimanesse indietro nessuno di quelli che avrebbero distrutto lo Stato Romano, neppure se fosse in preda a morbi mortali.
    Quindi, ottenuto il permesso di attraversare il Danubio e di abitare le zone della Tracia, per concessione dell’imperatore [Valente], venivano trasportati in schiere oltre il fiume giorno e notte su navi, zattere e tronchi d’albero scavati. […]
    Così, grazie allo zelo tempestoso e all’insistenza di alcuni personaggi, penetrava la rovina nello Stato Romano. […]”
    Ammiano Marcellino, Storie, libro XXXI, capitolo 4, paragrafi 5, 6.

  2. Ai francesi non va proprio giù che l’Italia non sia irrimediabilmente rovinata etnicamente.
    Il loro ragionamento è questo: noi stiamo malissimo, voi no. Non è giusto! Anche voi dovete stare male! Anche voi dovete precipitare nell’abisso! Non è tollerabile che voi Italiani stiate meglio di noi!

    Non è la prima volta che nuocciono atrocemente alla nostra Nazione.
    ”[…] l’Italia per colpa della Francia ha già perduta una parte del suo splendore. Ambizioso e vile, quel popolo sciagurato ci ha rapiti i più cari oggetti della nostra compiacenza e del nostro innocente orgoglio: i preziosi monumenti delle arti. L’Italia gettò un grido di lamento quando vide le sue contrade spogliarsi di ciò che ne formava la gloria, saccheggiarsi i suoi palagi, i suoi tempii privarsi dei loro più vaghi ornamenti, che formavano l’ammirazione dell’Europa e che intieri secoli non valgono a rimpiazzare. Ella vide lunghe file di carri carichi delle sue spoglie recarsi a valicare le Alpi e ad abbellire terre straniere, mentre il Francese avido e sitibondo, chiedeva nuove prede e nuova esca alla sua insaziabile ingordigia; […] lo straniero, non potendo rapirti gl’ingegni, ne usurpa i frutti e ti priva del modo di mostrare all’Europa con autentiche testimonianze la tua superiorità. Italiani! Si vuol privarvi di quella gloria che avete acquistata da tanto tempo e che tanti secoli vi confermarono. Non permettete che lo straniero profitti del vostro silenzio. […]
    Omai ogni francese è degno di odio, perché niun francese riconosce i delitti della sua nazione. Accecati dall’amore verso la loro patria, essi non sanno confessare che ella ha avuto dei torti. Chiamano grandezza d’animo ciò che è orgoglio sfrenato, sensibilità ciò che è fanatismo. […] Noi fummo un tempo più di loro potenti, ma non esitiamo a confessare che noi fummo dei tiranni. […]
    Francesi! È giunto il tempo del vostro abbassamento. Il vostro potere declina all’occaso, come declinava il nostro ai tempi di Teodorico e di Totila. […] Tiranni! esecrazione dei popoli, orrore dei posteri, abominio dei secoli! Tremate. […]
    La Francia e l’Italia, disse non ha guari un francese, dovrebbono rinunciare per sempre l’una all’altra. Ancora un momento, francesi, e i vostri desideri saranno adempiti. Noi verremo fra voi colla spada alla mano, noi combatteremo finché non avremo assicurato un riposo stabile alle nostre famiglie, una pace solida alla nostra patria, e poi vi abbandoneremo per sempre. Solo coll’abbandonarvi ricupereremo quella felicità che ci avete tolta e che il nostro valore e quello dell’Europa ci avranno ridonata.”

    Giacomo Leopardi, Agl’Italiani, Orazione in occasione della liberazione del Piceno, 1815; grassetto mio.

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