In Slovenia e Croazia casi Covid in aumento: il virus corre a est lungo la rotta balcanica che porta in Italia 300 clandestini al giorno, al confine orientale col nostro Paese.

Un’accelerazione che inizia a riguardare anche i territori italiani più vicini al confine. Protagoniste sono Friuli Venezia Giulia e Veneto. Oggi in Veneto i casi sono triplicati rispetto a sette giorni fa, e non ci sono i manifestanti di Trieste. Ci sono gli immigrati che, come in Friuli, passano e non hanno certo il green pass.
“Le Regioni dove l’incidenza nella settimana scorsa è aumentata almeno del 30% rispetto a quella precedente, a parte la Sardegna, dove però i valori sono bassi, sono tutte nel nord-est: Friuli Venezia Giulia, Veneto, le due province autonome di Trento e Bolzano e le Marche. Anche le tre situazioni peggiori per le ospedalizzazioni sono Friuli Venezia Giulia, provincia autonoma di Bolzano e Marche. Questo è evidenza che, oltre ad altri fattori, come gli assembramenti di massa, rilevante è anche quello dei flussi in entrata attraverso la frontiera con la Slovenia”, evidenzia Giovanni Sebastiani dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
Gli spostamenti, dunque, sono osservati speciali:
La Croazia, da dove passano i clandestini prima di arrivare in Slovenia e poi in Italia, ieri ha superato la soglia dei 7 mila casi Covid su una popolazione di circa 4 milioni di persone. In Slovenia, invece, nella giornata di sabato i nuovi casi di contagio erano 2.313, con percentuale di test positivi su quelli effettuati pari al 40 per cento.
In questo quadro, le autorità della Slovenia hanno annunciato un inasprimento dei controlli e delle restrizioni anti-Covid, pur precisando che l’opzione di un nuovo lockdown non è stata presa in considerazione. Ovviamente, non fermano i clandestini al confine. Né li respingiamo noi, per ordine di Lamorgese.
Intanto le strutture sanitarie sono in sofferenza. Lubiana dovrà presto inviare i suoi pazienti Covid all’estero a causa delle limitate capacità ospedaliere: ad annunciarlo è stato il ministro della Sanità sloveno Poklukar, citato dall’agenzia di stampa slovena STA. Già a fine ottobre il 92 per cento dei letti dei reparti di terapia intensiva sloveni risultavano occupati, portando il ministro a dichiarare: “All’inizio della pandemia avevamo guardato con timore alla vicina Italia, ora siamo a un punto critico a causa dei bassi tassi di vaccinazione e potremmo facilmente avere uno scenario come quello di Bergamo”.
Mentre il contagio corre nei Paesi confinanti, le Regioni italiane del Nord Est rimangono sotto osservazione che rischiano di passare nel giro di una settimana in zona gialla. Grazie al flusso incontrollato di clandestini.

Ottime notizie dal Regno Unito, nonostante il relativo calo dei contagi infuriano le bare: oggi hanno salutato la triste dipartita di 362 incovidati, bene, benissimo, la mortalità del morbo sta aumentando.
Il trend, se confermato, non può che significare che i vaccinati, se si contagiano, sono spacciati perché hanno il sistema immunitario massacrato dal vaccino fatto mesi fa.
Se uno non pensasse che il fine ultimo dei vaccini e’ lo sterminio di quanta più gente possibile, a partire dai bambini, sarebbe da scervellarsi sul perché Draghi Figliuolo e Mattarella insistano tanto con queste iniezioni…
La colpa la daranno sempre dei non vaccinati.
Anche per i casi di colera gentilmente importato.
Mortacci loro!!!