Migrante picchia, frusta e segrega in casa la moglie

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Ha rinchiuso la moglie in casa, togliendole le chiavi, il cellulare e i documenti, dopo averla picchiata al volto e frustata con una cintura sulle braccia e sulla schiena, procurandole lesioni guaribili in dieci giorni. È stato arrestato in flagranza per sequestro di persona, maltrattamenti e lesioni, ieri mattina a Milano, Ibrahim Ghanem, 44enne autista di origine egiziana.

È stata la custode dello stabile, in zona Crescenzago, a segnalare alle forze dell’ordine che una condomina era stata segregata dal marito nella propria abitazione al primo piano del palazzo. Ha lanciato l’allarme dopo che una cugina della vittima l’aveva raggiunta a casa visto che non rispondeva al telefono e aveva parlato con la vittima da dietro la porta. I vigili del fuoco intervenuti sul posto insieme ai carabinieri della stazione di Crescenzago sono riusciti a entrare in casa dal balcone riuscendo poi a scardinare dall’interno la serratura e liberando la donna, di origine marocchina. Il marito è arrivato poco dopo: ha così mostrato il telefono della moglie e ha fatto ritrovare i suoi documenti, che custodiva nel furgone che utilizzava per lavorare.

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Come si legge nel verbale d’arresto, l’uomo è accusato di maltrattamenti e anche di avere “umiliato e sminuito la donna durante tutta la relazione matrimoniale” dal momento in cui lei è arrivata a Milano per il ricongiungimento familiare, nel luglio 2020.

Picchia, frusta e segrega in casa la moglie: arrestato egiziano




6 pensieri su “Migrante picchia, frusta e segrega in casa la moglie”

  1. Bastioni, arceri, balliste, catapulte, spadoni a 2 mani, scudi, cavalli da guerra, balestre, lance e picche, pece bollente, fuoco greco…

  2. Ne possono accadere a più non posso di questi fatti. Le femministe il cazzo lo rompono solo ed esclusivamente a noi maschi bianchi e cristiani. Mentre coi maschi ne(g)ri e arabo-islamici stanno zitte, ferme e si girano dall’altra parte.

    Il Femminismo, soprattutto quello marxista sviluppatosi dopo il Sessantotto, è un fenomeno ideologico creato e finanziato dalla cabala giudeo-talmudica (Rockefeller) per fare guerra all’uomo bianco, che oggi dopo mezzo secolo di asfissiante propaganda, viene considerato il Male Assoluto. Ma va soprattutto contro la donna bianca, che per esso deve essere libertina, scostumata, troia e razzialmente promiscua. Deve darla a tutti tranne che agli uomini bianchi, secondo loro. Purtroppo le donne stesse non lo capiscono che quando le femministe parlano di “liberazione dall’oppressione maschile” lo fanno solo ed esclusivamente per mettergli in testa che devono essere puttane, e che l’unico maschio che devono avversare è quello di razza bianca.

    Tutti i maschi delle altre razze possono permettersi di essere virili e autoritari. Solo quello bianco deve essere svirilizzato e smidollato, senza autorità, altrimenti se non lo è, viene subito etichettato come “maschilista”, “misogino” e “razzista”. Su questo purtroppo è evidente che la maggioranza degli uomini di oggi è totalmente ignaro, e pur di non essere oggetto di tali accuse si accontentano di essere dei maschi beta, delle fighette à la Letta, Fedez, ecc.

    Altra ossessione delle femministe e dei liberalprogressisti in generale è il patriarcato, purtroppo abbattuto dal Sessantotto. Parlano di qualcosa che purtroppo non esiste più qui in Occidente, ma che invece è realtà nei paesi africani e islamici. Ma ovviamente lì il patriarcato si può lasciare, mentre quello del maschio occidentale va demonizzato a prescindere.

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