Invasione tunisini, poliziotto: “Sbarcano galeotti e ve lo nascondono”

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Sono sbarcati quasi 50mila clandestini dall’inizio dell’anno. Tutti afroislamici. La metà tunisini.

Tutti musulmani. Roba come tunisini, bengalesi e cose simili.

E allora ricordiamo la testimonianza di un agente: “Sono stato aggregato in Sicilia, tra Agrigento e Lampedusa per l’ emergenza sbarchi – scrisse Manuel Cantelli in una lettera denuncia spedita ai giornali italiani – Non sono un poliziotto di primo pelo e credo di aver visto un po’ di tutto, ma nonostante ciò la situazione che mi si è presentata mi ha sconcertato. Ogni giorno sbarcano sulle coste italiane centinaia di persone, alcune con le loro imbarcazioni, molte di loro accolte da una sorta di ‘comitato di benvenuto’ li ha riforniti di viveri e dopo una bella pacca sulla spalla, con un cordiale arrivederci, li hanno lasciati liberi di andare dove volessero. Proprio così, liberi nel nostro Paese. Roba da non credere”.

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ASSALTO A LAMPEDUSA, SBARCANO CENTINAIA DETENUTI TUNISINI

Ebbene “queste persone, questi giovani, non sono profughi e non fuggono dalla guerra, ma sono galeotti tunisini che di certo non vengono qui per fare gli operai in fabbrica”.

“Abbiamo messo in piedi una macchina dei soccorsi enorme – continua la lettera – a Lampedusa c’ è uno spiegamento di forze incredibile, mezzi e uomini di tutti i reparti, dalla Protezione Civile alla Croce Rossa, dai Vigili del Fuoco a tutte le Forze dell’ Ordine; aerei, navi, traghetti, tutti dediti all’ accoglienza, tutti preoccupati a fornire un servizio a 5 stelle a questi signori, che tutto sono tranne che pacifici turisti”.

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“Nella maggior parte dei casi si tratta persone senza ritegno alcuno, senza alcun rispetto delle nostre regole, delle nostre leggi, della nostra civiltà e purtroppo nei Tg non se ne parla, come se quello che succede a Lampedusa debba essere tenuto nascosto”.

Capito?




6 pensieri su “Invasione tunisini, poliziotto: “Sbarcano galeotti e ve lo nascondono””

  1. Qualcuno si meraviglia se hanno aperto le porte delle galere tunisine?E gli albanesi nel ’90 che hanno fatto?E noi negli anni dell’emigrazione italiana degli anni ’20 che abbiamo fatto?Non a caso le grandi famiglie mafiose americane hanno radici in sicilia.Sembrerebbe la solita prassi.Apro le porte delle carceri e me li levo dai coglioni.

    1. Molto prima degli anni ’20 arrivarono i mafiosi italoamericani.
      Già in contrasto con la mafia irlandese.
      Per placare tensioni in seguito si imparentavano a vicenda.

    2. Stranamente collaborarono all’organizzazione degli sbarchi del ’43 in Sicilia.
      Mafia non è criminalità comune, ma massoneria deviata.
      I'”picciotti” stranamente ad inizio secolo scorso vestivano quasi come i carbonari.

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