Migrante stupra 4 ragazzine italiane in 18 mesi: cresciuto in Italia

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“La condotta delittuosa di Polzoni è particolarmente connotata da circostanze, contestate quali aggravanti, in conseguenza delle quali si è creata, per ciascuna violenza sessuale da lui commessa, una situazione di annientamento delle possibilità di difesa delle vittime”.

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Durissime le parole del giudice, Margherita Amodeo, che all’immigrato 19enne ha inflitto una condanna a 12 anni di carcere per aver violentato tre ragazzine minori.

Nelle 60 pagine di motivazioni, che hanno portato il gup a non concedere le attenuanti generiche, Amodeo elenca perché le ragazzine non si sono potute difendere.

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“L’ora notturna, il luogo appartato, l’ingestione di sostanze alcoliche, la giovanissima età e l’esile corporatura delle parti offese, cosicché le violenze sessuali in contestazione sarebbero potute non accadere solo per atto volontario di desistenza dell’imputato innanzi la ferma opposizione delle vittime, le quali, di contro, non avevano altra difesa se non quella di implorare il Polzoni di fermarsi”. Non solo, il gup aggiunge: “Quelle esposte sono tutte circostanze che hanno ampia rilevanza nella valutazione del disvalore dei fatti commessi e nella valutazione della personalità dell’imputato in punto di capacità delinquere, in quanto comprovanti la decisa volontà dell’imputato di compiere le violenze”.

Il giudice stigmatizza pure l’arco temporale in cui le tre violenze, più una quarta per cui procede il tribunale dei minori perché l’imputato all’epoca del fatto era minorenne, in appena 18 mesi. Amodeo evidenzia anche che l’immigrato “ha minacciato la persona offesa qualche tempo dopo la violenza sessuale, prospettandole la possibilità che venisse picchiata da persone di sua conoscenza affinché non rivelasse quanto subito”. Il giudice stronca anche quella che definisce la “cosiddetta confessione” dell’imputato, “avvenuta solo quando agli atti del processo il materiale probatorio era già ampiamente affermativo della sua responsabilità”, “non è sorretta da caratteri tali da da desumere la sussistenza di un percorso di riflessione o di ripensamento che conduca alle resipiscenza dell’imputato”.

“Il vissuto dell’imputato – scrive Amodeo – costituito da difficoltà personali e relazionali non vi è prova della diretta derivazione da esso delle condotte delittuose”. Dopo il deposito delle motivazioni è probabile il ricorso in appello dei legali dell’imputato, Daniela Paccoi e Guido Rondoni. Le parti civili erano invece rappresentati dagli avvocati Elena Cristofari, Giusi Mazziotta e Silvia Corbucci.




3 pensieri su “Migrante stupra 4 ragazzine italiane in 18 mesi: cresciuto in Italia”

  1. Questo Polzoni è originario dell’Ecuador, dunque si presume adottato da una famiglia di Bastia Umbra, dove vive, e di cui ha assunto cognome e cittadinanza, tipo Barwuah. Potrebbe anche essere un ne(g)ro.

    Se si tratta di un ne(g)ro, beh dico che la colpa non è delle ragazze che non gliela danno, ma delle ragazze che invece la danno agli altri suoi simili. Lui chiaramente vede gli altri suoi simili scopare con troppa facilità le ragazze bianche e di conseguenza vuole emularli. Non riuscendoci, commette stupri.

  2. cmq resta sempre il fatto che l’umbria è una regione di finocchi e comunisti, ergo donne puttane di sinistra se una si accompagna col negro , forse un po’ di nerchia negra la cerca….. caSSA loro, chi se ne frega di ste finte verginelle……..

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