Luigi Bergamin, ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac), si è costituito questa mattina a Parigi. Bergamin, uno dei tre terroristi sfuggiti ieri alla cattura della polizia francese, si è presentato con il suo avvocato alla Corte d’appello della capitale. Anche Raffaele Ventura, sfuggito alla cattura, si è costituito alla giustizia francese. L’ex militante di Autonomia Operaia Ventura “è stato rimesso in libertà vigilata” ha affermato poi all’Adnkronos il suo legale francese, Jean-Pierre Mignard.

Luigi Bergamin, uno dei tre terroristi rossi in fuga dopo l’ondata di arresti di ieri mattina in Francia, si è presentato a palazzo di Giustizia di Parigi assieme al suo avvocato per costituirsi. La notizia è riportata dall’Ansa che cita fonti inquirenti. Restano ancora in fuga Raffaele Ventura e Maurizio Di Marzio.
Luigi Bergamin fu ideologo dei Pac con Cesare Battisti. L’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo deve scontare una pena di 16 anni e 11 mesi per aver ideato l’omicidio del maresciallo Antonio Santoro, capo degli agenti della polizia penitenziaria, ucciso a Udine il 6 giugno del 1978 da Cesare Battisti.
Nato a Cittadella il 31 agosto 1948 ha vissuto per quasi trent’anni con i genitori in via Ronchi, a Carmignano di Brenta. In quel periodo si è laureato in economia e commercio ed ha svolto anche il servizio di leva come ufficiale di complemento ad Udine. A metà degli anni ’70 si è trasferito a Cinisello Balsamo dove ha avuto contatti con “Prima Linea” per poi diventare uno dei fondatori dei Pac. È stato arrestato più volte a Parigi e sempre rimesso in libertà: la prima volta nel 1985, poi nel 1990.

Per me, chi fa terrorismo, a prescindere dalla matrice politica o religiosa, andrebbe condannato alla pena capitale.
Non facciamoci troppe illusioni.
Ho già sentito parlare di perdoni e condoni.
Per questi “compagni che hanno sbagliato” si prospetta un breve periodo di detenzione, si parla di tre anni, e poi tanti saluti.
Stamattina Mario Calabresi – figlio del Commissario Luigi ucciso a 34 anni – ha dichiarato che costoro dovrebbero dire tutta la verità sui fatti di sangue e preferibilmente pentirsi, poi ha concluso dichiarando inutile incarcerare una persona di 78 anni (l’ergastolano latitante Pietrostefani) per un delitto commesso 50 anni fa e si è dichiarato disponibile ad un gesto di clemenza; la moglie di Luigi Calabresi ha già perdonato tutti quarant’anni fa.
Per me il fatto più odioso è la avvenuta scarcerazione di Adriano Sofri (condannato in qualità di mandante dell’omicidio del Commissario) per motivi di salute (una cosa pazzesca), che evidenzia la carenza di rispetto – dello Stato – nei confronti dei propri funzionari. Una cosa del genere negli USA è inconcepibile, lì se tocchi un Officer sei spacciato.
Insomma per i compagnucci della parrocchietta vale la canzone che dice: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordammoce o’passato simme e Napule paisà!