Cluster di variante nigeriana a Venezia: troppi immigrati in Veneto?

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Un trevigiano risultato positivo dopo un tampone risalente al 10 marzo scorso è stato individuato come contagiato dalla variante “nigeriana”, probabilmente contratta durante un contatto con un cluster di 12 persone a Mestre (Venezia). È stata l’azienda sanitaria Ulss 3 di Venezia, infatti, a chiedere alla Ulss 2 di Treviso l’invio del tampone per un’ulteriore conferma, reperto trasmesso anche all’Istituto zooprofilattico delle Tre Venezie. La variante “nigeriana”, hanno spiegato gli esperti, non è ancora stata classificata come pericolosa alla stregua delle inglese, sudafricana e brasiliana.

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Tutte le varianti in Veneto. Non sarà per la massiccia presenza di migranti regolari che sono fratelli di Salvini e Zaia?




2 pensieri su “Cluster di variante nigeriana a Venezia: troppi immigrati in Veneto?”

  1. Il Lombardo-Veneto e l’Emilia-Romagna sono le aree d’Italia più infestate in assoluto dall’immigrazione. Anche se Piemonte e Toscana non sono da meno. Non mi sembra affatto una coincidenza che i primi casi di Coronavirus si sono manifestati proprio in quelle regioni. Da sempre i flussi migratori portano malattie. Lo dice la storia, ma molti non imparano nulla, forse perché non si ricordano.

    I nostri emigrati quando andavano negli USA, prima di entrare nel paese venivano messi in quarantena e sottoposti a rigidi controlli sanitari. Il fatto che questi fatti riguardarono i nostri connazionali colà emigrati, non mi spinge a dire che le autorità americane sbagliavano, ma che agivano in maniera giusta, e che una cosa del genere dovrebbero farla pure le nostre autorità verso chi viene oggi da noi.

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