Vogliono un altro lockdown: “Basta concessioni, zona rossa a gennaio”

Vox
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Sono dei totali incapaci. A chiudere tutto per fermare la diffusione di un contagio è capace anche un bambino.

In realtà, come abbiamo sempre temuto, con la vaccinazione parziale che è prevista di qui a cinque mesi, assumendo che il vaccino funzioni e non dia poi problemi a lungo termine, si rischia solo di potenziare il contagio.

Bisogna mantenere la zona rossa anche dal 7 gennaio. “I numeri di questi giorni non consentono di stare tranquilli e prefigurano una terza ondata di Covid. Che speriamo non sia un’ondona”, afferma Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università statale di Milano, dalle pagine della Stampa rompendo la sua consueta moderazione per mettere in guardia dai pericoli che le feste sembrano aver fatto dimenticare.

“Gli ultimi dati dimostrano la stanchezza del lockdown. Grazie all’impegno di tutti nei mesi scorsi sono stati raggiunti risultati importanti, ma ora la curva rallenta troppo lentamente per cui è urgente intervenire con nuove misure. Inoltre, la diffusione della variante inglese rende indispensabile velocizzare la campagna di vaccinazione”, afferma l’esperto, secondo il quale “durante le feste è stato concesso qualche strappo, ma pranzi, cene e ritrovi vanno dimenticati fino al vaccino”.

Pregliasco spiega che “la vaccinazione non darà risultati a breve”, per questo sarebbe auspicabile continuare con la zona rossa “per diversi mesi, circa fino a fine 2021”. “Non c’è un manuale per il lockdown e bisogna procedere per tentativi, ma sarebbe bene che dopo il 7 tutte le regioni aderissero a regole più rigorose”, dice.

Quanto alle scuole, “con l’attuale circolazione del virus sono pericolose sia per quello che vi succede dentro sia per il traffico che innescano, ma ha senso il tentativo di riaprirle parzialmente per valutare nel tempo gli effetti ed eventualmente ricalibrarsi. Anche perché la scuola ha pari dignità rispetto ai servizi essenziali e ai luoghi di lavoro, che fin qui si è cercato di privilegiare sacrificando invece svaghi e turismo”.

Il tasso di positività del 14,1%, significa “che le feste non hanno portato bene e che la situazione sta peggiorando. Dall’8 dicembre, nonostante le chiusure, gli italiani si sono frequentati troppo per cui ci aspetta un gennaio con una potenziale terza ondata. Che si spera non diventi un’ondona”, sostiene Pregliasco, che sul numero delle vittime spiega: “Scenderanno quando i contagi caleranno sotto 5mila, mentre ora sono oltre 22mila. Se non modifichiamo i nostri costumi ci attendono tanti altri morti”.

Quali sarebbero i ‘grandi risultati’? Questi:




4 pensieri su “Vogliono un altro lockdown: “Basta concessioni, zona rossa a gennaio””

  1. Ci dimentichiamo che i morti, se pur vecchi sono italiani, persone che hanno vesato i contributi, morendo i soldi saranno utilizzati per le facce di fango, non saranno distribuiti equamente fra i superstiti, ne tantomeno abbassata l’età pensionabile come in realtà sarebbe dovuto avvenire. Sapete bene che prima ci vessavano con la nostra bassa mortalità e la fastidiosissima longevità che affliggeva l’inps.
    Ora vengono sostituiti capillarmente con dei negri, non so quanto sia preferibile, quindi chi spera di stare più comodo e largo rimarrà deluso.

    vox ci dice “In realtà, come abbiamo sempre temuto con la vaccinazione parziale…..bla, bla, bla…. si rischia solo di potenziare il contagio.”
    Siete in gamba! Meglio renderlo obbligatorio no?! Anzi io proporrei la garrota per chi non accetta immediatamente.

    Qualcuno si macera nella disperazione e annega i dispiaceri nel vallium per le nuove regolette del kaiser ma altri hanno preso il toro per le corna, credo che abbiano deciso di allontanarsi dalle città. Certe villette/cascine isolate che avevo preso in considerazione nell’eventualità di riuscire a vendere l’appartamento in città, sono state vendute tutte. Erano particolarmente appetibili per il rapporto qualità-prezzo e non sono passate inosservate. Questo interesse ha fatto lievitare notevolmente i prezzi immobiliari ma, come dicevo, quelli che rispondono a certe caratteristiche… terreno intorno, pronta abitabilità. Non tutti ricorrono agli psicofarmaci, c’è chi stabilisce un piano di fuga con la propria famiglia.

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