Usa,12 senatori Gop: revisione del voto
Il gruppo di 12 senatoria che intende
contestare la certificazione del voto
del collegio elettorale il 6 gennaio
pone come condizione la nomina di una
commissione che effettui un controllo
di emergenza di 10 giorni sui risultati
negli Stati dove l’esito è contestato.Lo riferisce Fox News, secondo cui
l’iniziativa parte dall’ex candidato
presidenziale Ted Cruz. Il gruppo cita
un precedente del 1877 relativo alla
sfida presidenziale tra Samuel Tilden e
Rutherford Hayes, segnata da accuse di
frodi elettorali in vari Stati.
January 6th. See you in D.C. https://t.co/vynZTv9lHb
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) January 1, 2021
…And after they see the facts, plenty more to come…Our Country will love them for it! #StopTheSteal https://t.co/0IdbiACLIb
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) January 2, 2021
Undici Dodici senatori repubblicani hanno annunciato oggi che contesteranno il conteggio dei voti del Collegio Elettorale quando mercoledì il Congresso di Washington si riunirà in sessione congiunta per la conta formale dei voti. A riferirne è ‘The Hill’. I senatori chiedono che il Congresso “nomini immediatamente una Commissione Elettorale, dotata di piena autorità investigativa e di accertamento dei fatti, per condurre una revisione di emergenza di 10 giorni dei risultati elettorali negli Stati contesi”, hanno detto. “Una volta completato” il processo “i singoli Stati valuterebbero le conclusioni della Commissione e potrebbero convocare una sessione legislativa speciale per certificare una modifica del loro voto, se necessario”.
MAKE AMERICA GREAT AGAIN!
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) January 2, 2021
“Di conseguenza, intendiamo votare il 6 gennaio per respingere gli elettori degli Stati contesi”, hanno aggiunto,”a meno che e fino a quando non sarà completata la revisione di emergenza di 10 giorni”.
“Non siamo ingenui – hanno aggiunto gli 11 senatori, Ted Cruz, Ron Johnson, James Lankford, Steve Daines, John Kennedy, Marsha Blackburn e Mike Braun, e i senatori eletti Cynthia Lummis, Roger Marshall, Bill Hagerty e Tommy Tuberville – ci aspettiamo che la maggior parte se non tutti i democratici e forse più di alcuni repubblicani, voteranno diversamente”.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) January 1, 2021
“Ma – hanno aggiunto – il sostegno all’integrità elettorale non dovrebbe essere una questione di parte”. “Una revisione equa e credibile – condotta rapidamente e completata ben prima del 20 gennaio – migliorerebbe drasticamente la fiducia degli americani nel nostro processo elettorale e rafforzerebbe significativamente la legittimità di chiunque diventi il nostro prossimo Presidente”.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) January 2, 2021
