“Se riuscissimo tutti a non usare la parola coprifuoco, che nel vissuto delle persone evoca una restrizione delle libertà, e cambiarla con restrizioni di movimento sarebbe meglio. Non si mettono in discussione le libertà delle persone, ma si agisce sulla possibilità di movimento vista la situazione epidemiologica”. Lo spiega Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), che fa il punto della situazione con l’Adnkronos Salute poco prima del nuovo Dpcm con ulteriori misure anti-contagi.
Certo, e chiamiamo i dementi ‘diversamente non dementi’, suona meglio.

come se la liberta’ non fosse anche liberta’ di movimento (e c’e’ un preciso articolo della costituzione + patetica del mondo in merito).
A questo livello si puo’ scendere solo nel paese dei pandementi.
ma dopo l’iperorwelliano “non chiamate coprifuoco il coprifuoco” che viene? “la liberta’ e schiavitu'”? i gulag?