Non risparmia nessuna regione italiana il clima di protesta scattato dopo il nuovo decreto, in vigore da oggi, per cercare di contenere l’aumento dei casi di Covid 19. Da Torino a Palermo, manifestazioni e cortei per contestare i decreti del Governo, ma anche quelli delle Regioni e dei sindaci, si registrano ovunque, e in alcune città non sono mancati momenti di tensione e anche scontri tra manifestanti e forze dell’ordine.
Napoli, migliaia di connazionali in strada contro il lockdown: "Dignità, libertà e lavoro. Assassini in giacca e cravatta noi a casa non ci restiamo!" #RadioSavana pic.twitter.com/GE2UizXBfO
— RadioSavana (@RadioSavana) October 26, 2020
La scorsa notte, a Salerno, un gruppetto di manifestanti ha tentato di raggiungere il quartiere “Carmine” in cui abita il governatore De Luca. Sono stati dispersi dalle forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa. La protesta era nata in maniera pacifica da oltre un centinaio di esercenti intorno alle 23 in piazza Amendola, nei pressi di Municipio e prefettura, che hanno sfilato in corteo tra le strade del centro cittadino. In via Roma, è stata occupata la carreggiata ed è stato fatto esplodere un grosso petardo.
Salerno protesta contro coprifuoco e lockdown: centinaia di cittadini incazzati in marcia verso casa del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, al grido "lavoro e libertà". #RadioSavana pic.twitter.com/5P2IAn4cgV
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Momenti di tensione, sempre la scorsa notte, anche a Catania, dove sotto la sede della Prefettura in via Etnea sono state lanciate due bombe carta. Le deflagrazioni non hanno causato alcun ferito, ma hanno fatto scattare uno scontro tra i manifestanti che poi in nottata è rientrato. Nessun contatto tra loro e le forze dell’ordine. L’iniziativa era stata preannunciata da una campagna promossa da giorni sui social network e all’appuntamento si sono presentati in diverse centinaia di persone.
Catania, in migliaia contro il lockdown: "Basta dittatura. Catania come Napoli, Roma e Milano, dobbiamo restare uniti. Ci vuole la disobbedienza civile: i nostri negozi resteranno aperti fino alle 24. Libertà!" #RadioSavana pic.twitter.com/NkuDXbkfYV
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Manifestazione anche a Siracusa, con un corteo, composto da 300 persone, partito da corso Gelone, nel cuore della città, e arrivato in piazza Duomo, sotto la sede del palazzo del Comune. È stata una protesta pacifica, non si sono verificati scontri, guardata a vista da un cordone di poliziotti.
La protesta dilaga in tutta Italia, Catania (Sicilia): cittadini in piazza contro il lockdown imposto dal governo Conte. #RadioSavana pic.twitter.com/13pE62yQnD
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Iniziative di protesta, nei giorni scorsi e in queste ore, anche a Rimini, Milano, Catanzaro, Bari, Palermo e in numerose altre città
A Torino alcune centinaia di tassisti si sono ritrovati all’Allianz Stadium e hanno raggiunto in mattinata piazza Castello, per protestare contro “il mancato sostegno economico” conseguente alla pandemia da Covid-19
A Cosenza in piazza i titolari di palestre e piscine, “fortemente penalizzati da chiusure che non hanno senso”
A Taranto la titolare di una palestra è da questa mattina incatenata all’ingresso del suo locale. All’esterno della palestra, in viale Magna Grecia, sono esposti alcuni cartelli di protesta. “Grazie presidente Conte per aver cominciato lo sterminio da noi”, si legge su uno dei cartelli
Sono in programma altre manifestazioni di commercianti, a Milano, Bergamo Genova e altre città.
Un duro attacco all’ultimo dpcm di Giuseppe Conte, attacco firmato Luca Zaia. Nel corso della conferenza stampa del mattino, il governatore del Veneto non fa sconti e contesta alcune delle restrizioni indiscriminate imposte dall’ultimo testo: “I ristoranti vengono trattati come gli untori – premette il Doge -. Questo non ci voleva, facciamo fatica a giustificare un’azione come questa. Faccio appello al Governo perché riveda il provvedimento”, ha rimarcato Zaia. E ancora, dalla sede della protezione Civile di Marghera, ha aggiunto: “Il problema è chi vende un gelato o un pezzo di pizza dopo le 18? Si chiudono le realtà controllate che hanno le linee guida, serviva un segnale di fiducia dopo i sacrifici fatti. Queste misure – ha rimarcato il governatore – non modificheranno le curve. Non ho mai fatto polemica, ma questo provvedimento non ci voleva, facciamo fatica a farlo accettare. Le attività rischiano di morire”, ha concluso un battagliero e furibdondo Zaia.

Se siete cosi bravi a protestare per la perdita del lavoro dovreste anche protestare contro l’invasione negra, che è molto peggio, perché oltre a farvi perdere il lavoro con l’abbassamento dei salari, vi farebbero perdere anche la vita e le vostre figlie verrebbero sodomizzate e poi fatte a pezzi e cucinate in un minestrone e poi mamgiate dagli africani, come abbiamo visto a Macerata con il caso Pamela. Ma invece per anni la nostra patria è stata invasa da milioni di avanzi di galera da mezzo mondo e voi non avete mosso un dito, infami.
ma se fra tutte le citta italiane solo Napoli e’ andata al fronte per combattere contro il nemico, ti deve far capire che tutti gli altri sono sostanzialmente delle checche
Se la nipote del Fhurer, tramite I SUOI UOMINI Conte e Casalino, gli dice di inchinarsi alla pecorina, lo fanno e magari ci godono pure.
Ma c’e chi dice NO!