
La piccola parrocchia di Vicofaro, che a Pistoia ospita un bivacco di oltre 200 immigrati, tra clandestini e spacciatori, spesso al centro di episodi delinquenziali, (accoltellamenti, minacce ai residenti, spaccio di droga) va infatti verso la chiusura.
Così alla fine nonostante il forte sostegno, sia in termini economici che di coperture politiche, fornito a don Biancalani da Chiesa e sinistra, si è arrivati a un accordo per la smobilitazione di Vicofaro e il trasferimento degli immigrati presenti presso altre strutture. Un bene per i cittadini di Vicofare, un male per tutti gli altri:
I clandestini di Biancalani diffusi su tutto il territorio toscano dal PD
Nell’ordinanza regionale firmata ieri dal governatore toscano uscente Enrico Rossi, si parla di un “adeguato decongestionamento” degli immigrati presenti a Vicofaro “con il ricollocamento dei soggetti presso strutture di cui abbia la disponibilità o, in mancanza, presso strutture di terzi messe a disposizione a titolo di comodato gratuito”. Tutto a spese dei contribuenti.
A Biancalani rimarranno un massimo di 20 maschietti africani da trastullare.
La Diocesi di Pistoia da parte sua “conferma di mettere a disposizione fin da subito alcune strutture affinché siano utilizzate per ospitare e gestire i migranti attualmente presenti a Vicofaro”. Strutture che non aveva a disposizione per gli italiani senza casa, ovviamente.
Don Biancalan, che sta girando la Toscana per presentare il suo libercolo Disobbedisco e accolgo, verrà concesso di vigilare sulle operazioni di trasferimento e potrà presentare richiesta per ottenere finanziamenti regionali.
Ma promette: “Quando tutto sarà finito vorrei andare in Africa”. Ma non farti sequestrare, non vogliamo pagare un altro riscatto per un accoglione.

Ogni tanto una buona notizia. Ci vada subito, perché non sappiamo per quanto duri il Coronavirus.
Anche io se sapessi il giorno della partenza, contribuire al pagamento di sola andata, del biglietto.