
E’ il secondo caso in pochi giorni. C’è un altro poliziotto, in servizio di vigilanza all’hotspot di Lampedusa, contagiato da Covid-19. L’ultimo tampone positivo è arrivato per un agente palermitano del XI Reparto mobile, dopo gli accertamenti effettuati tra il personale impegnato con la gestione dell’ordine pubblico nella struttura che ospiterebbe ad oggi oltre un migliaio di migranti. Quello emerso oggi è il secondo caso dopo quello di un altro poliziotto, anche lui impegnato con i servizi di vigilanza nell’hotspot.
La notizia del primo caso l’avevamo già riportata:
A commentare la notizia il segretario del sindacato di polizia Usip Giovanni Assenzio. “Quello che non avremmo mai voluto succedesse, oggi si è verificato al personale dell’XI Reparto Mobile di Palermo, che ha registrato il primo caso di positività tra gli operatori provenienti da Lampedusa. Non sappiamo quanti altri colleghi, compresi quelli che hanno dato il cambio sul posto, abbiano avuto contatti con il collega risultato positivo al tampone”. Anche perché i tamponi per gli agenti non ci sono.
Per l’operatore si è resa necessaria l’applicazione della quarantena. Proprio il sindacato Usip aveva già lanciato un disperato grido d’aiuto durante lo scorso luglio, chiedendo “una nuova strategia di accoglienza, per riuscire a contemperare il valore dell’accoglienza con l’incolumità fisica di tutti gli operatori e dei migranti stessi”. Questi sciagurati di un sindacato evidentemente accoglione, vogliono una “nuova strategia di accoglienza”: noi vogliamo i rimpatri.
“Troppi operatori delle forze dell’ordine sono a serio rischio contagio all’hotspot di Lampedusa. La questione migranti continua ad essere gestita nel modo sbagliato. Non è più possibile che il prezzo da pagare, per le inefficienze gestionali a livello politico, ricada sempre sulle forze dell’ordine”, affonda ancora Assenzio nel suo comunicato. “Adesso ci aspettiamo, che vengano messi in atto tutti i protocolli sanitari previsti per mettere in sicurezza ed evitare ulteriori contagi tra il personale operante in quel centro e tra i colleghi dell’XI Reparto Mobile di Palermo”.
“È indubbio che la gestione dei servizi di ordine pubblico presso l’hotspot di Lampedusa non sia cosa facile. Infatti, a fronte di una capienza di circa 250 ospiti, oggi se ne registrano circa 1050 di migranti che bivaccano all’interno del centro, dove operano circa sessanta operatori delle forze dell’ordine tra reparti inquadrati provenienti da altre realtà ed operatori della scientifica e della questura di Agrigento. Un numero spropositato rispetto alla possibilità della struttura di accoglienza, che conferma l’impossibilità a gestire tale gravosa situazione in sicurezza, rendendolo, in prima istanza, come un problema di ordine e sicurezza pubblica”.

Basta con la solita lagna!Smettete di fare i negrisitter e aiutateci a togliere di mezzo gli accoglioni!!!!