
Dal 1° agosto 2018 al 31 luglio 2019, il numero degli sbarchi era crollato: 8.691,-79,6% e gli accolti 105.142,-34%. I costi dell’accoglienza erano quindi scesi da 2.205 mln a 501,4mln.
Un risparmio di oltre 1,7 miliardi di euro.
E’ chiaro che chi faceva business con gli immigrati – Pd, Vaticano, ‘ndrangheta e mafia nigeriana – abbia gioito con il ritorno al governo del Pd in tandem con il Pd 2.0 che passa sotto il nome di M5s.
E pensate cosa avrebbe potuto fare Salvini senza la zavorra grillina. Sicuramente i rimpatri di massa bloccati dal freno grillino.
Perché all’Italia servono rimpatri di massa. Che per essere eseguiti hanno bisogno di un ministro della Difesa che collabora.
Ma ricordiamo i dati:
2/2 Dossier @Viminale di #Ferragosto 2019.
Su immigrazione rispetto all'anno precedente
✔️ costi dell'accoglienza diminuiti da 2.205,4 a 501,4 milioni di euro
✔️ con l'eliminazione dell'anomalia sulla #protezioneumanitaria, i dinieghi alle domande di asilo salgano al 70%. pic.twitter.com/ZQ7kruDiWU— Francesca Totolo (@francescatotolo) August 15, 2019
Questi risparmi sono andati a farsi benedire visto che gli sbarchi sono risaliti, più che triplicati rispetto a quando c’era Salvini. E con gli sbarchi è tornato a salire anche il costo dell’accoglienza:

Mi sorprende che non ci sia UN magistrato, UNO, che indaghi questa miniera d’oro.
Ne deduco che anche la magistratura è genuflessa completamente ai grandi poteri che ci stanno sopprimendo.
Con 1,7 miliardi si poteva bonificare la Terra dei Fuochi in Campania, cosa promessa da Giggino in campagna elettorale, e che prevedibilmente è andata disattesa.
E’ evidente che ai tempi del governo giallo-verde il numero di espulsioni era basso per colpa del Ministero della Difesa, che com’è noto era di una grillina.