
Il sindaco Totò Martello: “È una situazione ormai ingestibile. Se il governo non proclamerà lo Stato di emergenza per Lampedusa lo farò io. L’hotspot non è più in grado di accogliere migranti, la responsabilità di questa emergenza non può ricadere sul sindaco, sull’amministrazione comunale e sui lampedusani”. Insomma, il sindaco si dice pronto a scavalcare il governo e Luciana Lamorgese per proclamare in prima persona lo stato d’emergenza. Nell’hotspot dell’isola ora si trovano oltre mille migranti, ovvero dieci volte la capienza massima prevista.
“Oggi non ci saranno trasferimenti in traghetto verso Porto Empedocle e intanto i barchini provenienti dalla Tunisia stanno continuando ad approdare sull’isola”. Parole pronunciate mentre sulla banchina del porto si trovavano circa 50 clandestini ancora in attesa di capire dove sarebbero stati smistati. Nella notte tra venerdì e sabato 110 immigrati sono stati soccorsi da un mercantile italiano, il Cosmo, mentre altri 70 che viaggiavano su un gommone sono stati intercettati da una motovedetta libica e riportati al punto di partenza. Insomma, una situazione totalmente fuori controllo.
Almeno quelli il sindaco pro-sbarchi e pro-Carola Rackete li vuole leggere?
Se ora dice di voler dichiarare lo stato d’emergenza piange lacrime di coccodrillo.— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) July 25, 2020

UN SINDACO SENZA CUORE
Caro Sindaco
Se il clandestini non ci stanno, se li porti a casa sua e di chi la votato.
Anzi lasci anche il bancomat, vedrai che i tunisini le saranno riconoscenti.