Leader destra danese condannato per ‘razzismo’ perché chiede espulsione islamici

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Abbiamo, di fatto, un leader politico che viene condannato in un Paese europeo, perché chiede il voto su una piattaforma elettorale che prevede, in caso vada al governo, l’espulsione dei non danesi dalla Danimarca.

Non vi sfuggirà l’enormità della cosa.

Il leader del partito danese Stram Kurs, l’avvocato Rasmus Paludan, è stato escluso dalla professione legale e condannato a tre mesi di prigione giovedì dopo essere stato dichiarato colpevole di razzismo. Colpevole di razzismo! E’ come condannare qualcuno perché preferisce il latte al caffè. Lattismo!

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Stram Kurs (Linea Dura) si è presentato alle elezioni chiedendo il divieto dell’Islam e l’espulsione di centinaia di migliaia di musulmani.

Essenzialmente per questo, Paludan è stato condannato a 14 giorni di detenzione condizionale nel 2019 per discorso razzista. Ora dovrà affrontare un mese di reclusione con altri due mesi di sospensione condizionale dopo essere stato dichiarato colpevole di 14 diversi reati di razzismo.

Inoltre, come parte della sua condanna, Paludan è stato sospeso come avvocato per tre anni, la sua patente di guida è stata sospesa per un anno ed è stato multato per circa 40.000 corone danesi (circa 6mila euro), ha dichiarato il tribunale distrettuale in una nota.

Isabella di Castiglia condannata per razzismo. Siete ridicoli. Ci riprenderemo tutto e non potrete fermarci con i vostri loschi metodi Palamara in giro per l’Europa.




10 pensieri su “Leader destra danese condannato per ‘razzismo’ perché chiede espulsione islamici”

  1. In Europa c’è il regime dei diritti umani. Peculiarità di questo regime è che il riconoscimento/garanzia dei diritti dei musulmani e di altri disperati ha valore assoluto. Ciò significa che questo obiettivo deve essere perseguito a ogni costo. La comunità può disgregarsi, il degrado può arrivare a livelli altissimi, ma il riconoscimento/garanzia dei diritti umani dei musulmani non può essere disatteso. Tutte le emozioni che contrastano questo obiettivo devono essere annichilite. Sono bandite, la rabbia, l’indignazione, la paura, il risentimento. C’è posto solo per l’accoglienza, la solidarietà, l’inclusione, la commiserazione, la condiscendenza. (vedi: dirittiumani.net/i-meccanismi-di-difesa-emotivi )

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