Trump chiude le frontiere ai lavoratori stranieri a basso costo: Google e Amazon protestano

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Il provvedimento potrebbe impedire a più di mezzo milione di immigrati, per lo più indiani e cinesi, di sostituire ingegneri americani nei lavori qualificati. Da Amazon a Google, le proteste dei colossi tecnologici: “Continueremo a stare dalla parte degli immigrati”, perché li pagano meno ed è il motivo per cui odiano Trump.

L’amministrazione Trump sta sospendendo in via temporanea l’ingresso di alcuni lavoratori stranieri negli Stati Uniti in un momento in cui l’economia ha perso milioni di posti di lavoro a causa della pandemia di coronavirus.

Il provvedimento del presidente estenderà il divieto di carte verdi emesse fino alla fine dell’anno e aggiungerà al congelamento molti visti di lavoro temporaneo, compresi i visti H-1B, che consentono ai datori di lavoro di assumere lavoratori stranieri con conoscenze specializzate e sono ampiamente utilizzate da società tecnologiche e multinazionali per sostituire programmatori locali con indiani a basso costo.

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Le restrizioni potrebbero colpire fino a 525.000 lavoratori stranieri. Il divieto dei nuovi visti si applica ai visti H-1B, ampiamente utilizzati dagli operatori tecnologici e dalle loro famiglie, visti H-2B per lavoratori stagionali non agricoli, visti J-1 per scambi culturali e visti L-1 per manager e altri dipendenti chiave delle multinazionali.

Da noi, invece, regolarizzano i clandestini.

Le multinazionali di Silicon Valley sono il nemico più grande della democrazia.




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