Immigrati sequestrano operatori: “Quello che sta accadendo è colpa di Salvini”, perché ha tagliato la paghetta

Vox
Condividi!

Gli immigrati che hanno sequestrato i dipendenti della coop e caserma Serena sono vittime di Salvini:

Clandestini ancora in rivolta, dopo rifiuto tamponi i sequestri – VIDEO

Ne sono convinte CGIL e Coalizione civica per Treviso, che danno la colpa a chi? Ma ovviamente a lui, l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Perché ha tagliato la paghetta ai clandestini: “Quello che sta accadendo è colpa sua e del suo decreto Sicurezza”. Non hanno alcun dubbio, il segretario provinciale della CGIL trevigiana con delega all’immigrazione, Nicola Atalmi e il capogruppo della coalizione civica per Treviso, Luigi Calesso, per loro, quello che sta accadendo è colpa di scelte sbagliate attuate dall’allora ministro dell’interno Salvini.

“Strillare all’allarme per i troppi richiedenti asilo ospitati alla Serena ha del paradosso se si considera che è il risultato diretto del decreto sicurezza – afferma Atalmi della CGIL – Norme che hanno cancellato l’accoglienza diffusa lasciando come unica possibilità la concentrazione nei grandi centri”.

Vox

Certo, non è perché i loro caporioni politici li fanno sbarcare, è colpa di Salvini che ha tagliato i fondi alle coop. Che poi sono parte della stessa cricca affaristica di Pd e Cgil. Intrecci incestuosi.

I problemi, infatti, deriverebbero, secondo loro, dal taglio del budget destinato all’accoglienza e che prima, di fatto, vedeva la presenza di numerosi centri gestiti da cooperative. Secondo loro dovremmo spendere di più in accoglienza così che le coop potrebbero aprire nuovi centri. Non fa una piega.

“È scandaloso – afferma Calesso, capogruppo di Coalizione civica per Treviso – Con le sue politiche di riduzione delle spese per l’accoglienza dei richiedenti asilo, Salvini ha fatto in modo che fossero proprio i centri più piccoli quelli gestiti da cooperative, associazioni gruppi di volontari a non essere più in grado di sostenere i costi dell’accoglienza”. Che tradotto significa che non potendo più fare bei soldi, hanno rinunciato. Rivogliono i 35 euro per spartirseli con gli immigrati.

“Il terzo settore che gestiva i piccoli centri ha scelto di non continuare a offrire servizi di accoglienza perché le regole “salviniane” non permettono di garantire servizi quantitativamente e qualitativamente adeguati alla dignità delle persone”, aggiunge Calesso.

Insomma, prima li fanno sbarcare. Poi protestano perché la paghetta è diminuita e non possono più farci soldi. E se questi clandestini danno di matto perché non vogliono fare il tampone, la colpa è di Salvini.

Non fa una piega.




4 pensieri su “Immigrati sequestrano operatori: “Quello che sta accadendo è colpa di Salvini”, perché ha tagliato la paghetta”

  1. Hahahaha. Mi accontenterei della 220. Anche la 110 americana andrebbe benone, tutto pur di levare dai coglioni tutti sti milioni di casi umani hahaha

  2. Se non gli basta la paghetta, vadano a casa dei disoccupati e cassaintegrati, che gli danno la “pagada”, che tradotto in italiano, significa una bella staffilata di botte

I commenti sono chiusi.