Stati Uniti di CHAZ: la frammentazione etnica degli USA

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Stiamo assistendo alla balcanizzazione degli Stati Uniti su linee razziali ed ideologiche. E’ qualcosa che è sempre stato nel destino di un Paese che non è una nazione. Già oggi razze e ideologie non convivono sullo stesso territorio, basta guardare una mappa degli Usa per rendersi conto che l’autosegregazione negli ultimi decenni ha portato ad una secessione di fatto. Ma l’accelerazione con cui sta avvenendo questa frammentazione è in qualche modo sorprendente.

A Seattle, forse la città più ‘liberal’ in quello che è forse lo Stato più ‘liberal’ degli Stati Uniti, si è formata per iniziativa di antifa e BLM una enclave ‘autonoma’: lo ‘Stato’ di CHAZ.

Dove vige la pulizia etnica ed ideologica:

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Perché questo tipo di entità tende alla ricerca della ‘purezza ideologica’. In questo caso con le espulsioni.

I locali all’interno della zona vengono taglieggiati. La direzione politica e’ evidente:

Lui è la polizia:

A breve termine Trump ha tutto da guadagnare dall’inazione complice delle autorità locali. Perché è un esempio di cosa accadrebbe ovunque senza di lui. Ma a lungo termine è l’annuncio di una frammentazione che è già esistente ma non ufficiale.

I patrioti avranno tutto da guadagnare. Sono più coesi, sono la maggioranza e sono pesantemente armati.

Ma ci insegna che nessuno Stato multietnico può resistere nel tempo come unità politica senza che una maggioranza omogenea tenga le redini. La resa dell’uomo bianco ai ‘diritti civili’ è stata l’inizio della fine degli Usa.

E ci dice quanto sia stupido, da parte nostra, ‘dis-omogeneizzare’ la nostra società.




4 pensieri su “Stati Uniti di CHAZ: la frammentazione etnica degli USA”

  1. Una frammentazione su base etnica degli Stati Uniti altro non farebbe che mettere allo scoperto la superiorità culturale e intellettiva delle popolazioni di razza bianca rispetto a quelle afro. Ne possiamo stare certi, e lo direbbero soprattutto gli indicatori economici.

    Ma gli USA oggi piangono gli errori commessi dai loro padri fondatori, non solo di aver abolito la schiavitù con Lincoln nel 1865, ma soprattutto di non aver attuato sterilizzazioni di massa dei ne(g)ri (cosa che invece i coloni europei non hanno avuto alcun problema nel farlo coi nativi). Quando furono resi liberi erano 4 milioni, oggi sono circa 40 milioni e costituiscono il 13% della popolazione statunitense. Percentuale che poteva essere maggiore se non vi fosse stata l’immigrazione ispanica degli ultimi 30 anni, che ha perciò evitato la negrizzazione maggiore.

    Io in America, più che coi bianchi, sto dalla parte dei Pellerossa, i quali bisognava cercare di integrarli, non di sterminarli.

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