500 boss scarcerati e invece di arrestare Bonafede indagano 44 agenti, Salvini: “Arrestateci tutti”

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Dopo la scarcerazione di 500 mafiosi, 44 poliziotti in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) sono indagati come violenti per aver bloccato la rivolta dei detenuti del 6 aprile scorso, che provocò danni per centinaia di migliaia di euro. Ieri, durante la notifica degli avvisi di garanzia, si sono registrati momenti di tensione tra carabinieri e uomini della Penitenziaria. Alcuni agenti, per contestare le modalità di notifica e anche alcune perquisizioni che sono state effettuate in carcere, sono saliti sul tetto del carcere.

La notifica degli avvisi di garanzia e’ stata fatta alla presenza dei familiari dei detenuti per delegittimare e offendere la polizia penitenziaria e, forse, per compiacere i capi della criminalità organizzata. Il video di Francesco Laura, Vice Presidente USPP UnioneSindacatiPoliziaPenitenziaria:

Ieri pomeriggio, verso le 16, dopo i gravi fatti avvenuti davanti al carcere di Santa Maria Capua Vetere, il senatore Salvini ha fatto visita ai poliziotti sammaritani portando loro la sua vicinanza e solidarietà per le modalità con cui sono stati notificati gli avvisi di garanzia a 44 poliziotti penitenziari, nel piazzale antistante il carcere, mentre si stavano recando in servizio davanti ai familiari dei detenuti lì presenti per i colloqui.

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Salvini è stato accolto da una delegazione del Si.N.A.P.Pe, il Sindacato Nazionale Autonomo della Polizia Penitenziaria, composta dal Segretario Nazionale, Luigi Vargas, e dal Segretario Regionale, Pasquale Gallo: “Il prestigio di un corpo e la dignità di una divisa messi alla gogna per un atto che avrebbe richiesto sicuramente maggiore riservatezza. Sono ancora vividi nei nostri ricordi i giorni in cui 30 istituti penitenziari sono stati distrutti da detenuti rivoltosi rimasti impuniti, 40 milioni di euro di danni causati, ma vengono indagati 44 servitori dello Stato per aver fatto il loro dovere e per aver fronteggiato una rivolta che poteva avere conseguenze ben più gravi.

“Questo non è tollerabile. Se è legittimo che la giustizia faccia il suo corso, non possiamo accettare la spettacolarizzazione di un atto di notifica che deve garantire, innanzitutto, il rispetto della dignità e del diritto alla riservatezza. Abbiamo chiesto al Senatore Salvini di rappresentare nelle opportune sedi politiche questo scempio, dove le vittime sono state trasformate in carnefici, trattate come comuni delinquenti, sulla strada, davanti ai familiari dei carcerati.

“Un governo, dimostratosi incapace di gestire l’emergenza che scarcera i boss mafiosi e indaga i poliziotti che hanno impedito il collasso del sistema, non è degno di un paese civile.”