La sua costanza andava premiata.

A Cavarzere, in provincia di Venezia, l’Ater ha assegnato un’intera palazzina per la sua famiglia.
Lo denuncia il Comune. Bruna Hodorovich, leader 44enne della banda di sinti, è accusata dalla procura di Venezia di aver messo a segno oltre 100 furti tra Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Verona e Mantova, per un bottino da mezzo milione di euro, era riuscita ad avere l’aiuto pubblico sia per la casa popolare sia per il reddito di cittadinanza: oltre 900 euro al mese, secondo le indagini dei carabinieri.
Grandi i grillini.
Ma la boss dei sinti non è l’unica della famiglia ad avere accesso al reddito di cittadinanza: anche una delle figlie l’aveva ottenuto. Ora Bruna Hodorovich è finita in carcere con il marito Diego Fulle, 45, e altri 4 componenti del clan zingaro, più due agli arresti domiciliari. Ovviamente, nella palazzina popolare.
Quando ospiti popolazioni estranee e parassitarie, gli aiuti sociali diventano un boomerang. A meno di applicare un DPCM etnico. E come abbiamo visto, si può fare senza neanche il Parlamento.
Qui non basta un’elezione. Ci vuole una rivoluzione. E le rivoluzioni non sono pranzi di gala. Nemmeno aperitivi al Papeete. Fuori le palle.

Se proprio devono dargliele meglio che gli diano intere palazzine e non appartamenti, altrimenti per gli altri inquilini poi è finita, non vivono più tra dispetti, aggressioni, sopraffazioni. E poi lo scopo dei rom che si installano in un appartamento popolare è quello di sloggiarne gli altri inquilini per far posto ai loro numerosi familiari di merda, quindi fate contenti entrambi e non mischiate pere e mele (marce).