Primi suicidi targati DPCM: si impicca imprenditore e si lascia affogare pescatore

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Qualcuno ha calcolato l’eventualità che una delirante e inutile chiusura prolungata potrebbe causare molti più morti del coronavirus?

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Il coronavirus lo ha risparmiato, il blocco delle attività produttive e dell’economia lo ha ucciso. Si è tolto la vita per la crisi dovuta alla situazione di emergenza un uomo di 55 anni, che si è lasciato morire lanciandosi in acqua nel porto di Milazzo.

La vittima, un pescatore originario delle Isole Eolie, viveva a Milazzo insieme alla compagna. Il suo corpo è stato rinvenuto nelle acque antistanti gli uffici portuali. Per uccidersi avrebbe legato un peso al piede e si sarebbe tuffato in acqua, in modo da andare a fondo e annegare. A trovarlo gli uomini della capitaneria di Porto di Milazzo.

In una lettera ha spiegato i motivi di questo gesto estremo, causato dal blocco delle attività economiche e dall’impossibilità di far fronte alle spese in un momento di guadagni pari a zero.

Ah, intanto, ci sono 85mila fancazzisti in hotel per finti profughi.




5 pensieri su “Primi suicidi targati DPCM: si impicca imprenditore e si lascia affogare pescatore”

  1. Perché Rocco Casalino ha tanta paura del coronavirus? Eppure e’ giovane… Sara’ forse debole per qualche infermità pregressa che sommata al coronavirus lo potrebbe stroncare? Speriamo di no, ma certo tanta paura da pensare.

I commenti sono chiusi.