Scontro Ogongo – Santori. Il primo si è imbarcato nelle sardine perché ha fiutato il business politico per uscire dall’irrilevanza. Il secondo ama i ‘negri’ sono quando fanno quello che dice lui. Che è poi un po’ la storia della sinistra liberal da decenni.
“Se per Sardine si intende il prodotto di marketing, garante dei salotti e delle élite, allora sì, sono manovrate. Ma se si intende la gente che va in piazza, quella non la manovra nessuno”. Lo dice Stephan Ogongo in un’intervista al ‘Corriere della Sera, aggiungendo che a Roma “se saranno un club di amici che si inchinano al capo, fiancheggiando il Pd e, di nascosto, il suo candidato sindaco, andranno avanti senza di me. Se invece saranno un’organizzazione aperta io ci sarò“.
“Giuro sul Manuale delle Giovani Sardine di non tentare mai più la scissione del movimento…”
(Franco Nerozzi) pic.twitter.com/pxaO319m2m— Francesca Totolo (@francescatotolo) February 5, 2020
“Non tutte le persone che hanno riempito piazza San Giovanni – aggiunge – erano di sinistra. Il mondo visto da Santori è il mondo di Peppone e Don Camillo, buoni contro cattivi e nessuno spazio per superare le divisioni inutili”. Quanto alla manifestazione a Roma del prossimo 16 febbraio “ci sarò e spero ci siano più cittadini possibili, perché chi scende in piazza non la pensa come Santori e i suoi. Loro strumentalizzano questa voglia di partecipare, molti lo hanno capito e si sono allontanati. Non me lo auguro, ma questa volta in piazza ci sarà meno gente”.

E anche qui devo dar ragione a ogongo x quanto non mi piaccia, ma santori…ma come sta?