L’immigrato, un nordafricano, ha avvicinato alcune ragazzine e tentato di abusare sessualmente di loro. Ma invece di finire in galera, lo hanno messo in comunità.

Il pericoloso soggetto, più volte fermato dalle autorità locali, è noto anche per avere più volte aggredito i rappresentanti delle forze dell’ordine intervenute per impedirgli di proseguire con i suoi comportamenti molesti. Ma invece di finire dietro le sbarre del carcere, per lui si sono aperte le porte di una comunità.
Il marocchino di 52 anni, da tempo residente nel comune italiano di Sannicola, in provincia di Lecce, aveva la squallida abitudine di seguire le ragazzine minorenni e le bambine, tentando di adescarle, per obbligarle ad avere con lui dei rapporti sessuali.
Tanti i casi di tentate violenze segnalati alle autorità locali, che hanno portato carabinieri ed agenti di polizia ad intervenire in più di un’occasione in difesa delle giovani vittime.
Durante uno dei controlli l’africano non aveva esitato ad aggredire gli agenti del commissariato di Gallipoli, prendendoli a calci ed a pugni. Non solo. In preda alla furia e deciso ad opporsi alle verifiche, il magrebino aveva addirittura cercato di estrarre la pistola d’ordinanza dalla fondina di un poliziotto, senza fortunatamente riuscirci. In quella circostanza, gli agenti avevano dovuto lottare strenuamente per riuscire a trattenerlo, dato che il soggetto aveva seguitato ad agitarsi.
Ma tutto questo non è bastato né a mandarlo in galera né in Marocco: l’immigrato è finito in una comunità terapeutica di Matera, dove dovrà restare per circa un anno, periodo di tempo pari alla durata del provvedimento di libertà vigilata emesso nei suoi confronti.
Stato di merda.

Strano…Da quelle parti lo stato non comanda…Bastavano due parole per ordinare la sua morte.