
Così la candidata alla presidenza della Regione Emilia Romagna Lucia Borgonzoni dopo che l’ad di Ama (Roma) Stefano Zaghis ha dichiarato oggi al Messaggero che è “pronto un piano di emergenza, un’intesa con Hera, la multi-utility dell’Emilia-Romagna che accoglierà un quantitativo aggiuntivo di rifiuti per 18 milioni di euro”.
Borgonzoni ha fatto un sopralluogo oggi a Finale Emilia, dove la procura ha recentemente disposto il sequestro preventivo della discarica nell’ambito di un’inchiesta che ha coinvolto, tra gli altri, ex Amministratori ed ex dirigenti della società Feronia.
“Vogliono quadruplicare la portata della discarica, in una zona già colpita da sisma e alluvioni – ha detto Borgonzoni -. E’ una follia a cui ci opporremo in ogni sede. Bene ha fatto il sindaco Palazzi a presentare ricorso, accogliendo le istanze di molti cittadini. Sui rifiuti in Emilia Romagna serve una operazione trasparenza, che attueremo da subito”.
Il paradosso è che ieri anche il candidato dei 5 Stelle alla presidenza dell’Emilia-Romagna, Simone Benini, ha attaccato Hera: così mentre i 5 Stelle romani firmano contratti con la multiutility emiliano-romagnola, quelli locali l’attaccano. Un corto circuito, anche perché Stefano Zaghis, manager e militante a 5 Stelle nominato amministratore unico dell’Ama da Virginia Raggi, nell’intervista al Messaggero dice: «Per stilare il nuovo piano industriale dell’Ama abbiamo preso come punto di riferimento la regione più virtuosa sul fronte della gestione del ciclo dei rifiuti». Quale? «L’Emilia-Romagna».
