Rapinatore italiano ucciso da tabaccaio cinese: ecco come ci hanno ridotti

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Pensionato italiano rapina tabaccheria cinese e viene ucciso durante una colluttazione

Spari in una tabaccheria alla periferia di Roma durante una rapina. E’ accaduto in via Antonio Ciamarra.
Dalle primissime informazioni, sembra ci sia stato un conflitto a fuoco tra il tabaccaio e i due rapinatori e uno, settantenne, è morto. Sul posto la polizia. Il titolare del bar tabacchi è rimasto ferito da un colpo di pistola alla gamba. Si tratta di un cittadino cinese che è stato soccorso e trasportato in ospedale. Da una primissima ricostruzione della polizia, ci sarebbe stata una colluttazione tra il tabaccaio e rapinatori durante la quale sarebbero partiti dei colpi: uno ha ferito tabaccaio e un altro ha ucciso il rapinatore. Il complice è stato fermato dalla polizia. All’esterno del locale è stato trovato uno scooter lasciato acceso che probabilmente i due avrebbero utilizzato per la fuga.

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Scommettiamo che stavolta, giustamente, il tabaccaio non verrà indagato e la legittima difesa verrà giustamente applicata.

La difesa è sempre legittima. Ma al di là dell’ovvia solidarietà alla vittima della rapina, la notizia mette anche in evidenza qualcosa di molto inquietante: gli italiani, i pensionati, ora si sono ridotti a rapinare tabaccai cinesi che si stanno comprando tutto.




7 pensieri su “Rapinatore italiano ucciso da tabaccaio cinese: ecco come ci hanno ridotti”

  1. Il cinese ha l’intelligenza nel suo patrimonio genetico, viva i cinesi, al massimo li si costringa a fare figli con noi se vogliono lavorare in Italia. Lo stesso si así per gli Slavi, intelligenti come noi ma forse mediamente più belli. NEGRI, indiani, pakistani, filippini, balotelli andassero a fanculo.

      1. David Frollini (:P), cos’è questo nuovo amore per l’oriente che ti colpisce? Comprendo il fascino che esercita e la “voglia di civiltà” che esce da quelle terre. Ma se io fossi il ministro della genetica boccerei ogni incrocio non preventivato. Perchè uno dei miei pensieri riguardo ai “Piani segreti di naso” riguarda proprio la volontà di forgiare un nuovo calderone sfruttando la trincea. Mi piace ricordare che si dice che l’Italia non nasce nel 1861 ma nasce nel 1915 quando tutti si sono conosciuti meglio nella stessa trincea.

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