Ente religioso dice no ai profughi: “Senza i 35 euro tagliati da Salvini non conviene”

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La Fondazione Sacra Famiglia, che già gestisce un centro per richiedenti asilo a Maggianico (un rione di Lecco), ha deciso di non partecipare al nuovo bando per l’affidamento dei servizi di gestione di centri di accoglienza a favore di richiedenti asilo indetto dalla Prefettura di Lecco per il 2020 e 2021, la cui scadenza è stata il 21 ottobre: perché non conviene. Colpa dei tagli di Salvini che, ancora, il governo del ribaltone non è stato in grado di eliminare.

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La decisione è stata assunta in accordo con Caritas Ambrosiana alla quale la Fondazione Sacra Famiglia fa riferimento per la gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo. La Chiesa Spa non accoglie se non conviene.

La Fondazione Sacra Famiglia è, in teoria, un’organizzazione senza scopo di lucro (non ridete) che da oltre 120 anni si occupa della disabilità gestendo servizi residenziali, diurni, domiciliari e ambulatoriali rivolti a minori, adulti e anziani con molteplici e complesse patologie fisiche e psicologiche. Poi, iniziati gli sbarchi, hanno deciso di lanciarsi in un business più lucroso: l’accoglienza dei fancazzisti.

La Fondazione ha in gestione un immobile di proprietà delle suore di Maria Bambina, con 90 posti letto, dove attualmente sono accolti gli immigrati arrivati negli ultimi 2 anni. Un’attività, quella dell’accoglienza profughi, che Sacra Famiglia ha svolto negli ultimi anni anche presso le sedi di Intra (Piemonte) con un CAS e presso il Comune di Cesano Boscone con un centro SPRAR, ma che oggi è a rischio, proprio dopo la nuova legge.

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Senza 35 euro, l’accoglienza non rende più, tornano così ad assistere gli anziani: nessuno ha messo in conto che i servizi agli anziani, vista la concorrenza del più lucroso business sarebbero stati messi a rischio?

In base alle nuove norme, infatti, i rimborsi giornalieri riconosciuti agli enti gestori dei centri per l’attività connessa all’accoglienza (non solo vitto e alloggio, ma mediazione culturale, insegnamento della lingua italiana, sostegno psicologico, attivazione di percorsi di formazione e lavoro) si sono drasticamente ridotti, passando da circa 35 a 22 euro.

Don Marco Bove, presidente di Sacra Famiglia, spiega a Repubblica Mondo Solidale: “La mancata assegnazione di risorse idonee per realizzare veri percorsi di integrazione, per l’insegnamento della lingua italiana e l’inserimento lavorativo ci ha impedito di prendere parte al nuovo bando di gara, pur avendo già in uso una struttura che ospita i richiedenti asilo». Certo.

Tagli anche agli operatori. Altri tagli hanno colpito gli operatori che lavorano presso le strutture: basti pensare che oggi per 50 posti letto è prevista la presenza costante di una sola persona di giorno e una di notte, mentre le ore di lavoro delle assistenti sociali e dei mediatori culturali sono ridotte ad appena 12 la settimana. “Fino ad oggi – spiega Don Marco Bove – abbiamo lavorato nella prospettiva dell’inclusione delle persone, tentando di superare la logica dell’emergenza e realizzando una vera presa in carico di situazioni difficili sia a livello sanitario che psicologico. Se tuttavia il sistema di accoglienza in cui crediamo viene messo in crisi, prendiamo atto del fatto che mancano le condizioni per partecipare ai nuovi bandi sui servizi di accoglienza. A rimetterci, chiaramente, saranno sempre i più deboli”.

Certo, come no. Sappiano tutti in che posto volevate ‘includerli’.