Perché Traini è in carcere e Rackete no?

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Se il sistema giudiziario italiano fosse identico a quello americano, con una giuria di suoi pari a decidere, oggi Traini sarebbe un uomo libero. E non perché sia giusto sparare all’impazzata, ma perché tutti noi comprendiamo cosa mosse la sua vendetta. Lui, più degli spacciatori che ha colpito, è la vittima.

Pur non avallando l’impresa di Traini, è infatti impossibile non notare l’ingiustizia e la differenza di trattamento tra lui e la scafista umanitaria.

Invece, Luca Traini, il 30enne autore del raid a colpi di pistola contro un gruppo di presunti spacciatori nigeriani, alcuni poi identificati con certezza come tali, a Macerata il 3 febbraio 2018, resterà in carcere. La condanna a 12 anni per strage, tra l’altro mai avvenuta, è stata confermata in appello. Incredibile.

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Intanto, Rackete, che ha tentato di uccidere 5 militari italiani speronandoli, è libera di spruzzare il suo odio razziale anti-italiano in giro per le televisioni di tutto il mondo.

Traini è stata una vittima delle politiche migratorie scellerate del Pd. Tenerlo in carcere 12 anni senza che abbia ucciso nessuno è delirante. Davanti al cadavere depezzato di Pamela ha reagito con ‘eccesso di legittima difesa’. Oppure, come direbbero i deputati scafisti del Pd, in “stato di necessità”.

Traini ha sbagliato, ma è stato il Pd ad armarlo. Con la stessa politica folle dei porti aperti che ora vogliono e stano replicando. Quanti Traini stanno nascendo nell’ombra?




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