L’accordo di Malta che, come unica decisione, ha scelto di appaltare il traffico di clandestini alle ong che potranno scaricare senza problemi in porti italiani, ha aperto le porte dell’inferno.
Si stanno preparando:
La nave di @openarms_fund è ormeggiata a #Napoli per il cambio dell'equipaggio.
A breve ripartirà per la zona SAR della #Libia, dove attenderà le consegne dei #trafficanti ringalluzziti per i #portiaperti.
L'accordo di #Malta ha solo sancito un nuovo via libera alle #ONG. pic.twitter.com/aFxgN24tDy— Francesca Totolo (@francescatotolo) September 24, 2019
E mentre i piddini celebrano la riapertura dei porti spacciando fake news, ricordiamo come Letta sfrutto un naufragio in Libia per dare il via alla mostruosa operazione di traghettamento Mare Nostrum:
La nave di @openarms_fund è ormeggiata a #Napoli per il cambio dell'equipaggio.
A breve ripartirà per la zona SAR della #Libia, dove attenderà le consegne dei #trafficanti ringalluzziti per i #portiaperti.
L'accordo di #Malta ha solo sancito un nuovo via libera alle #ONG. pic.twitter.com/aFxgN24tDy— Francesca Totolo (@francescatotolo) September 24, 2019
Il vertice de La Valletta segna la ripresa del piano di sostituzione etnica interrotto nei quattordici mesi di Salvini al Viminale. Quel piano inaugurato nel 2011 con la contemporanea eliminazione di Gheddafi e dell’ultimo governo eletto italiano.
Ora, con questo accordo, l’Italia torna ad essere l’hub di ingresso dei clandestini afroislamici in Europa.
La parte peggiore dell’accordo, al di là del fatto che anche se venisse messo in pratica – ed è un enorme SE – oltre il 90 per cento di chi sbarca rimarrà in Italia, è l’istituzionalizzazione delle Ong come partner dei governi: è la legalizzazione del traffico ‘umanitario’ di clandestini.
Quando infatti si parla di ‘redistribuire’ e non più di respingere, si accetta come legale il traffico delle Ong.
E come ha stranamente notato Di Maio, si incentivano le partenze:
Già la presenza delle Ong aumenta le partenze. Se poi lanci il messaggio che non saranno più contrastate e che, anzi, chi arriva in Italia arriva in Europa, è come aprire le porte dell’inferno.
Di per sé è un piano folle, quello firmato per conto dell’Italia dall’ex prefetto Lamorgese, che voleva requisire immobili per ospitare i clandestini.
I porti di sbarco rimangono quelli italiani, visto che è prevista solo “una rotazione volontaria dei porti”. Fermo restando che si tratta appunto di una bozza di accordo, visto che il documento verrà vagliato e respinto al vertice dei ministri dell’Interno dell’Ue previsto il 7 e l’8 ottobre in Lussemburgo, la questione della “rotazione volontaria” dei porti è già di per sé una sconfitta.
E’ prevedibile infatti che saranno pochi gli Stati ad accettare la redistribuozione che non sarà obbligatoria, se non per gli Stati che aderiranno. Infatti la “distribuzione dei migranti su base obbligatoria”, come riferito da Lamorgese, è prevista con percentuali che verranno stabilite in base al numero degli Stati Ue che aderiranno all’accordo: quindi, chi non aderirà, e saranno la maggioranza, non sarà obbligato.
Ergo, si tratta, anche in questo caso, di ‘distribuzione volontaria’. Che anche per i ‘volontari’ si ridurrà comunque ad una percentuale del 10 per cento scarso di chi sbarca: in pratica un passo indietro rispetto all’epoca Salvini.
Un giornale catalano ha fatto il conto delle navi Ong cariche di clandestini respinte da Salvini durante il suo mandato. Sono state ventitré, per un totale di oltre 3mila clandestini.

Di queste, quattordici è riuscito a farle sbarcare altrove, per un totale di oltre 2mila clandestini. Le altre sono state fatte entrare nonostante Salvini, in quasi tutti i casi da Patronaggio.

Quindi, con la politica Salvini, al netto di quelli che poi venivano ricollocati dopo lo sbarco, riuscivamo a ricollocarne fuori dall’Italia 2 su 3 con il semplice respingimento delle Ong. Ricorderete il primo caso: la Aquarius con centinaia a bordo spedita in Spagna.
Più quelli che poi venivano ricollocati dopo lo sbarco. Tutto compreso quasi il 90 per cento dei clandestini traghettati dalle Ong veniva mandato fuori dall’Italia. Ora, invece, bene che vada, riusciremo a liberarci del 50 per cento del 10 per cento.
E attenzione: facendoli sbarcare subito, aumenterà anche la frequenza dei ‘salvataggi’ e quindi il numero di clandestini traghettati dalle Ong. Che infatti sono già scatenate.
“La cosa importante – ha detto invece il nuovo ministro- è arrivare in Italia in sicurezza. In futuro dovremo anche pensare a un sistema di quote e corridoi umanitari“, ha precisato.
Quindi, secondo questi abusivi, l’importante non è respingerli, ma che non corrano rischi arrivando in Italia. Se poi sgozzano un italiano, che importa?
In pratica la Ue appalta alle Ong l’africanizzazione dell’Italia.

Fuori TUTTI gli stranieri dall’Italia. Anche i francesi. Anche i calciatori. Ripartire da zero per ripartire meglio.
Ah, ovviamente tutti quelli col doppio passaporto ne dovrebbero scegliere solo uno. E gli ebrei dovrebbero poter tenere solo quello israeliano.
Camerata ormai e troppo tardi
ormai siamo all’islamizzazione e al suicidio collettivo
ormai siamo fottuti perché siamo coglioni di non aver protestato e fare una rivoluzione
quindi rassegniamoci